Baby Bazar. Una nuova idea di negozio dell’ usato per bambini

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Ditemi la verità colleghe mamme: quanta roba avete accatastata nelle soffitte, che non va più bene per i vostri figli? Oggi vi diamo un suggerimento. Provate a venderla al BabyBazar, il negozio dell’ usato per bambini.

Ecco l’idea: BabyBazar, il negozio dell’ usato per bambini

Potrei riempire scaffali interi di un negozio dell’ usato per bambini con le sole cose che ho in garage.
L’altro giorno facevo proprio questa sorta di inventario: un passeggino, un box, un lettino da campeggio, e migliaia di vestitini. Tutine, completini, giubbotti, anche una serie completa di calzini.
Sembrava un vero e proprio negozio dell’ usato per bambini.

Cosa ne faccio? Non posso continuare ad accumulare scatole e scatole…

Poi un’amica mi ha detto: perché non provi a portarle da Baby Bazar?

I bimbi crescono in fretta. Nella maggioranza delle case spesso ci si ritrova ad avere indumenti che nostro figlio non ha neanche mai indossato, o giochi che non ha mai usato.

Rimettere in circolo questi oggetti è lo scopo di Babybazar.

Per dare nuova vita a tanti oggetti che altrimenti resterebbero confinati nell’idea del “Non lo uso ma lo tengo, hai visto mai potrebbe servire”.

Ma è anche un modo per promuovere il riciclo e il riuso.

Perché gli accessori per i bambini spesso sono costosi e si utilizzano per poco tempo.

A me l’idea del negozio dell’ usato per bambini è piaciuta subito.
Perché l’alternativa del lasciare in garage vestiti e accessori, senza possibilità di utilizzo non mi piaceva.

Certo, spesso ho dato tante cose alle case famiglia, altre volte li ho dati ai robivecchi, o i giocattoli agli asili comunali (che di materiale hanno sempre bisogno ahimé!). Ma pensare di poterli immettere in un circuito organizzato è la soluzione che mi è subito sembrata ideale. E soprattutto “green”.

Infine mi sono convinta anche pensando che avere più spazio in casa avrebbe significato due cose.

La prima che avrei avuto più cassetti da riempire facendo shopping! Non solo per me ovviamente. Anzi, pensare ad un nuovo giocattolo per i miei figli mi riempie di felicità al pari di un nuovo paio di scarpe!

E poi l’idea che qualche altra mamma avrebbe potuto sfruttare il box nel quale mio figlio ha detto papà per la prima volta mi entusiasmava. Sarebbe stato un momento di “condivisione a distanza”!

Baby bazar è il più grande operatore italiano nel settore della vendita tra privati di tutto ciò che riguarda il mondo “infanzia“.

Mi sono informata e ho capito subito come funziona. E’ davvero molto facile.
Sul sito è tutto spiegato dettagliatamente, ma vi riassumo i punti principali.

Innanzitutto bisogna scegliere in casa gli oggetti che si desidera vendere in questo negozio dell’ usato per bambini.

  • Gli oggetti da mettere in vendita dovranno essere in perfetto stato.
  • Bisognerà lavarli, stirarli se si tratta di abbigliamento. O pulirli e dotarli di ogni accessorio in caso di passeggini e oggetti per l’infanzia.

Gli oggetti verranno selezionati e etichettati. Verrà poi stabilito un prezzo (in genere il 50% del prezzo dell’oggetto nuovo). Gli oggetti resteranno in esposizione per 60 giorni.

Nel negozio Baby Bazar scelto si riceverà una card che consente la nostra profilazione e quella dei nostri acquisti o delle nostre vendite. C’è poi la possibilità di essere sempre aggiornati sullo stato delle nostre vendite. Con solo 2 Euro in più ci si può registrare al sito e quindi monitorare i propri prodotti in tempo reale. Una volta venduti (dopo 15 giorni) si potrà andare nel punto vendita per ritirare la somma ricavata, al netto della provvigione di Baby Bazar.

Semplicissimo. No?

In più si può cambiare idea e ritirare gli oggetti, si può usufruire di sconti in caso di acquisti, e le cose invendute andranno in donazione ad associazioni e Onlus. Un motivo in più per aderire all’iniziativa di questo negozio dell’ usato per bambini.

Adesso che ho fatto la mia selezione andrò nel punto vendita Baby Bazar di Varese, visto che è quello più vicino a casa. Poi vi racconto com’è andata!

® Riproduzione Riservata

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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