Mettilo nel suo letto e lascialo piangere. Anche no.

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Mio figlio, primogenito, aveva il terrore del suo letto.
Non riusciva proprio ad addormentarsi nel proprio letto.
Doveva addormentarsi appiccicato a me, che fosse nel lettone o sul divano con la testa sulle mie gambe.

Ero disperata.
Ma mi sentivo in colpa.

La gente intorno a me continuava a dirmi che poi sarebbe diventato un figlio mammone, debole, insicuro, gay... chi più ne ha più ne metta.

Dopo due anni è arrivata la sorellina che, al contrario del primo, proprio non voleva sentirne parlare di dormire con mamma nel lettone. Anzi. Quando ha imparato a gattonare, se ne andava da sola a quattro zampe nel suo letto, al buio. Senza bisogno di letture o canzoncine. Mah?!

co-sleeping

Dove avevo sbagliato?

Tutti intorno a me erano esperti genitori, sempre col consiglio pronto: mettilo nel suo letto e lascialo piangere, stai con lui e cantagli qualcosa, leggigli un racconto. Ma non portarlo mai con te nel tuo letto.

Mai sarei riuscita a lasciarlo piangere ore e ore nel suo letto.
Non sono quella madre.
Io se sento il pianto di un bambino sto MALE!
Cantare? Alla fiera dell’Est l’avevano imparata anche i muri.
Niente da fare. Leggere? Mi addormentavo io prima di lui.

L’unico vero consiglio utile, forse perché era quello che cercavo io, arrivò da mia mamma: “Vedrai che prima di andare al militare avrà imparato a dormire nel suo letto. E allora ti mancherà”.
La saggezza delle madri (N.B. Non delle suocere, non sia mai, ho detto delle madri!).
Quando poi lui ha smesso e ha imparato a dormire nel suo letto (finalmente???), la piccola ha deciso che era il suo turno: era il suo, questa volta, quel letto pieno di spine.
Ora lei ha 11 anni e ancora si addormenta nel lettone, che io ci sia o no.

Ma, credetemi, sono entrambi due ragazzi molto in gamba e che hanno saputo affrontare ostacoli davvero difficili per la loro età.
Li hanno superati. Hanno dimostrato più volte, ampiamente, sia fuori che in casa, di essere estremamente maturi.

Quindi che c’è di male? Se a loro piace e a noi anche, lasciamoli nel lettone.

Ora mio figlio ha 13 anni. E’ un ragazzone. Una notte, il papà era via per lavoro, ha dormito nel letto con me.
A me ha fatto un piacere enorme, e pure a lui.

Regole? Stabiliamole noi, in base a come siamo e a cio’ che sentiamo. Ma soprattutto… siamo sempre pronti a non rispettarle.

Nata ad Ivrea, con il mio compagno condividevo un sogno: vivere in America. Ed è grazie a lui e al suo lavoro (il mio l’ho perso a causa della crisi) che il nostro sogno si realizza.

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