Donne con la clava

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Ci sono giorni in cui vorresti sbattere la testa contro un muro, solitamente sono gli stessi in cui vorresti sbattere la testa di qualcuno contro un muro.
Giorni in cui devi scendere a compromessi, ma lo fai chiedendoti se è la cosa giusta e se ne vale veramente la pena.
Alcune volte ti devi mordere la lingua, contare fino a 10, recitare una filastrocca, insomma, devi startene zitta.
Ti ricordi che esiste il diritto alla parola, alla difesa, ma mentre rammenti queste cose, decidi, facendo a pugni con il tuo orgoglio, e spesso anche andando contro quello che ti hanno insegnato da bambina, che forse è meglio soprassedere.

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E così reprimi la tua rabbia, il tuo disagio e continui ad essere educata, collaboratrice, positiva, accondiscendente.

E’ meglio poi non chiedersi perché lo si fa.
La maggior parte delle volte la risposta è poco risolutiva.
E quando si presentano questi momenti “casual” mi chiedo spesso quanto del nostro “malessere” ci portiamo a casa.
Là dove ci aspettano gli affetti, i nostri figli, per i quali stravediamo.
Come ci arriviamo? Incazzate.
Se non fuori, interiormente lo siamo di sicuro, un po’ tristi, con la voglia di sorridere, ma con l’amaro in bocca.
E siamo brave se ci portiamo solo quello, riuscendo almeno a lasciare materialmente fuori dalla porta l’ultima pratica aperta o il problema di un cliente.

Molte donne si scaricano con la palestra, la musica, altre riescono a rilassarsi stirando, trovano il tempo di riprendersi leggendo, giocano con i figli, organizzano una serata romantica, o semplicemente se ne vanno a dormire. Ad ognuno la sua.

Ma se il giorno dopo la musica è sempre la stessa?
Qual è il problema?
Noi, o il mondo? Noi o gli altri?

A volte credo che un bel occhio per occhio funzionerebbe molto bene.
Chi ti ha di fronte capirebbe subito il messaggio, non approfitterebbe della tua pazienza ed educazione e molto probabilmente le cose si sistemerebbero molto prima.
Insomma un po’ di quel nostro caro istinto, quella parte atavica che abbiamo in noi, sarebbe decisamente molto utile in certe occasioni. Forse qualcuno ci allontanerebbe, però sai che soddisfazione.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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