I figli uniscono o dividono la coppia?

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“Che domanda!” direte voi.

Eppure conosco tante coppie che poco dopo la nascita dei loro figli, si sono separate. Marito e moglie che stavano insieme da anni, il quadro dell’amore e dell’unione… che all’improvviso fa crac.

Sembra assurdo e invece, se ci pensate bene, non c’è nulla di così incomprensibile.

E’ facile star bene senza notti insonni, potendo viaggiare zaino in spalla, mangiando a qualsiasi ora, non sentendo mai urla e pianti disperati, potendo scegliere come trascorrere il week-end… (e potrei continuare all’infinito, ma mi fermo qui)
Ma soprattutto l’amore vacilla quando le persone cambiano… e non c’è nulla che aliena, che stravolge, che cambia di più una persona e le sue priorità, come la nascita di un figlio.

Dopo un evento così importante quindi, l’equilibrio della famiglia deve essere ridefinito, per il semplice fatto che da due si diventa tre. Il segreto, quindi, sta nel sapersi adattare al cambiamento.

coppia

Vediamo alcuni casi “di crisi”, in cui… si potrebbe perdere la bussola.

Appena dopo la nascita del figlio:
Le donne smettono di dedicare tutte le loro attenzioni al partner e… semplicemente diventano madri!
Il che significa che hanno doveri e responsabilità che prima neanche immaginavano: dall’allattamento alla cura del piccolo in ogni sua forma, dalla più materiale alla più affettiva.
Spesso gli uomini in questa fase si sentono trascurati, messi da parte… a volte può succedere che soffrano di gelosia.

Il suggerimento:
Responsabilizzate il vostro compagno, dando a lui compiti come il bagnetto o il cambio (e se allattate artificialmente anche qualche momento della pappa), in questo modo ridefinirete gli equilibri.
Si creerà prima il legame padre-figlio, il vostro partner non si sentirà “escluso”, e il vostro amore per lui crescerà esponenzialmente, ora che lo vedete sotto la veste (super tenera) di neo papà.

Lo stress da mancanza di sonno:
Quando le notti in bianco cominciano ad essere tante, anche quando il piccolo non è più un neonato, i genitori potrebbero essere stanchi e la stanchezza facilmente si potrebbe trasformare in stress. E lo stress in incomprensioni e le incomprensioni in litigi.

Il suggerimento:
Se entrambi lavorate, alternate le notti in cui vi prendete cura del bambino così almeno uno dei due, quando non è il suo turno, riposa. Se invece voi siete a casa e vostro marito lavora, la notte fate voi il sacrificio ma cercate di recuperare durante il giorno, magari con un riposino pomeridiano insieme a vostro figlio.

Quando non si riesce più a parlare:
Scena che a casa mia si ripete spesso e volentieri: mio marito torna a casa da lavoro, la cena è pronta e andiamo tutti a tavola. Televisione spenta, io e lui cerchiamo di condividere le rispettive giornate, ma i nostri figli attirano tutta l’attenzione. Così finiamo per dedicarci a loro e quando finalmente li abbiamo messi a letto, crolliamo anche noi sfiniti, senza aver avuto l’occasione di parlare di cose importanti.

Il suggerimento: (o almeno quella che per noi è risultata la soluzione perfetta)
Prendetevi una sera a settimana per uscire. A cena, a cinema, da soli o con amici, l’importante è che sia pupi free.

Noi ci siamo riservati il venerdì sera, grazie all’aiuto di una fidata baby sitter, e non ci rinunciamo mai (a parte quando i nostri figli stanno male).
E’ un modo per tornare ad essere una coppia, per non dimenticarci di guardarci negli occhi, stringerci le mani e – perché no – di baciarci come due adolescenti.
Coccole a parte, è sicuramente il nostro momento per condividere questioni che davanti ai nostri figli non riusciamo ad affrontare. Spesso e volentieri finiamo a parlare di loro… ma almeno senza essere costantemente interrotti e disturbati!

Divergenze nell’educazione dei figli:
Fino a quando eravate in due condividevate lo stesso stile di vita e gli stessi valori, ora vi trovate spesso a discutere su cosa sia meglio per i vostri figli trovandovi di pareri discordanti.
Voi scegliereste una scuola, lui un’altra; voi lo vorreste “proteggere” dai pericoli, lui pensa già di fargli fare motocross a 5 anni; voi state attentissime a non dire parolacce, lui alla prima occasione se ne esce con “che ca**o” e simili (alzi la mano a chi non è successo!)… e potrei continuare all’infinito.

Il suggerimento:
MAI, e ribadisco MAI, litigare davanti ai figli, contraddirvi o sminuire il punto di vista dell’altro. Agli occhi dei bambini dovete essere un’unica voce, così sarete più forti quando dovrete dir loro dei “no”.
Affrontate le questioni familiari in privato e provate a trovare una soluzione che vada bene ad entrambi, o quanto meno che sia una via di mezzo.
Un’altra cosa che aiuta molto: quando vostro figlio viene da voi dopo essere stato sgridato dal partner, sostenete il partner (e dite a lui di fare lo stesso, sempre!).
Chiedete ovviamente cos’è successo ma, anche se voi avreste agito diversamente, dite a vostro figlio che papà si è comportato in quel modo per un motivo valido.
Se invece il bambino da voi ottiene ciò che dal padre non era riuscito ad avere (o viceversa), vostro figlio verrà viziato dalla vostra incapacità di essere uniti e solidali.

E’ NORMALE pensare “prima era tutto diverso, dove siamo finiti?”.

La vita cambia, i figli ci cambiano perché cambiano tutte le priorità, ma ricordatevi che non siete finiti da nessuna parte, non vi siete persi… dovete solo ristabilire un nuovo equilibrio.
E quando questo equilibrio si sarà trovato, quando tutti gli incastri saranno tornati a combaciare, allora potrete dire di avercela fatta, di aver superato la tempesta… e potrete godervi la quiete di una famiglia unita.

Mi chiamo Andreana, ho 34 anni, un marito che definirei "workaholic" e due figli: Matteo, 4 anni, e Camilla, 1 e mezzo Il mio messaggio a tutte le mamme (lavoratrici o meno) è: non dimenticate chi eravate prima di avere figli, e se amate davvero i vostri bambini... allora prendetevi cura della loro madre (e un po' anche del loro padre)!

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