Le adozioni vanno tutelate, e la legge rivista

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Molte chiacchiere in questi ultimi giorni sulla questione adozione. Tante voci, tanti gli argomenti affrontati, tante le questioni portate alla ribalta. Intanto l’approvazione della legge sulle coppie di fatto e la caduta della parte riguardante la stepchild adoption ha aperto la discussione sulla questione “adozione” più in generale.

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, alla scuola di formazione politica del PD, dice: Faremo una legge sulle adozioni che riguardi tutti: gay, single, eterosessuali.

Noi dovremo partire da una cosa semplice: chi è il soggetto più importante?
Per me non c’è dubbio, i bambini. E poi partire da lì, dai bambini.

Si parla di una vera e propria rivoluzione perché ad oggi troppe sono le zone d’ombra dei percorsi adottivi.
Quello che è certo è che, a mio avviso, il centro di una adozione non dovrebbe essere solo il bambino ma la famiglia che si verrà a creare nel momento in cui queste due realtà si incontrano e iniziano un percorso insieme.

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Alla ribalta in contemporanea ci sono le dichiarazioni gravissime, anche piuttosto nebulose, del vicepresidente della CAI Silvia Della Monica, in cui viene denunciato che In Italia esistono ancora enti che propongono adozioni internazionali, ma che lo fanno comprando i bambini, una prassi ‘che va superata’ estirpata, poiché questo non è giustificabile, anche se si vuole adottare per fare un gesto di solidarietà.

Subito dopo esce la sentenza sull’ente “Airone”, cancellato dall’albo degli enti della Commissione Adozioni Internazionali – con sede al Albenga, in Liguria circa la questione del Kirghizistan.
Lo scandalo delle adozioni false salite alla ribalta per la prima volta già nel luglio 2012 quando vennero arrestati il ministro kirghiso dello Sviluppo Sociale, Ravshan Sabirov, e la referente di Airone Venera Zakirova mentre l’altro referente Alexander Angelidi che però riesce a darsi alla fuga e risulterebbe tutt’ora latitante.

Il piano di Airone, considerato illegale dalla procura della Repubblica, avrebbe infatti approfittato della voglia di diventare genitori di 42 coppie italiane che chiedevano l’adozione di bambini del Paese asiatico.
Il giro d’affari messo in piedi ammonterebbe ad alcuni decine di migliaia di euro incassati dalle coppie e mai più restituiti.

Anche se i bambini non sono mai arrivati. Una truffa fatta sulla pelle di famiglie che hanno denunciato e lottato e che finalmente hanno ottenuto giustizia, una giustizia che lascia con l’amaro in bocca visto che dei bambini non si hanno più tracce. Insomma, ci vuole proprio una bella revisione della legge sulle adozioni!

Ci vuole che si mettano a tavolino tecnici, ministero, enti autorizzati e associazione di famiglie adottive, così come hanno fatto quando hanno stilato le buone prassi per le Linee di Indirizzo per il diritto allo studio degli alunni adottati.

Solo con un lavoro di equipe formato da tutte le voci si potrà tirare fuori una legge che sia efficacie e che tenga conto di ogni soggetto coinvolto in questo percorso e che veramente metta bambini e famiglie al centro.

Elisabetta Dal Piaz