Maschietti e femminucce vengono da pianeti diversi

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Maschietti e femminucce vengono da pianeti diversi: da Marte i primi, da Venere, i secondi.
John Grey ha scritto un libro che sottolinea, in modo impeccabile, come certe diversità tra uomini e donne siano insuperabili e comuni ai generi.
Io, da mamma di un maschietto e di una femminuccia, dico che queste diversità sono evidenti fin da piccoli e, nel nostro caso, in maniera talmente netta da sembrare grottesca!

maschietti e femminucce
Le differenze tra maschietti e femminucce si vedono già al mattino, appena svegli:
“Diego, a cosa stai pensando?”
“A niente, mamma!”
“Amore, come fate voi maschi a non pensare a niente?”
“Eh mamma, perchè noi giochiamo a calcio!”. Certo, non fa una piega….
A volte, invece, di buon mattino, vedo la mia piccola assorta nei pensieri e, quando la invito a condividerli con me, parte una serie di concatenazione di eventi, cause che scatenano effetti inaspettati e del tutto immaginari che nemmeno David Lynch in Twin Peaks è stato in grado di partorire.

maschietti e femminucce
Maschietti e femminucce hanno ideali diversi anche in fatto di amicizie.

Sara passa la vita alla ricerca dell’amica ideale: quella che non prende in giro, non mente, non tradisce, la ascolta, ma vuole anche essere ascoltata, quella che condivide l’interesse per gli stessi giochi, che non fa la spia e che non approfitta della sua generosità. I giochi di potere tra femminucce sono già un equilibrio difficile da mantenere: lei non vuole comandare ma nemmeno essere comandata perchè, nel caso, allora, vuole comandare anche lei e, così, giù di ripicche, piuttosto che rompere l'”amicizia”.
Diego, invece,  è molto meno esigente: “Di che squadra sei?” E’ la domanda che pone ancor prima di mostrare interesse verso il nome del bimbo che ha davanti, ma, se poi, è un tipo a cui piace fare la lotta, non piagnucola e tira quattro calci ad un pallone, va bene anche se è della Juve!

In fatto di primi amori, poi, l’abisso diventa davvero profondo.

Sara ha, dai tempi dell’asilo, un fidanzatino platonico che vede due volte l’anno ma che di sicuro sposerà perchè lui è tranquillo, educato e la rispetta. Diego, invece, cambia spesso fiamma ma, ultimamente sembra essersi deciso per una compagna di classe che prima sembrava non interessargli.
“Diego come mai hai scelto Noemi?” “Perchè mi dà i baci in bocca!” Ah ecco!

Poi, c’è il momento del pasto.

“Bimbi, cosa avete mangiato a mensa?”
“Pasta al sugo, ma ci ho trovato tracce di prezzemolo (forse rilevato grazie al’impiego del Luminol!!) e allora l’ho lasciata, poi, fettina di vitello infarinata, che mi è piaciuta, anche se aveva poco sale, lattuga e mela Golden”. Risponde Sara.
“Non mi ricordo ma ho fatto il tris” E’ la risposta secca di Diego.

Anche il momento della nanna è occasione di confronto tra maschietti e femminucce.

Nessuno vorrebbe mai andare a dormire, si sa, così, ognuno ha le proprie tecniche per ritardare l’appuntamento con Morfeo ma, mentre Sara, ad un certo punto, si rassegna, suo fratello fa finta, puntualmente, di essere colpito dalla sindrome di Babele che lo porta a non capire più la lingua parlata da chi gli sta intorno. Così, a volte, capita che, dopo una giornata pesante, di fronte ad una bimba già in divisa da letto, coi denti lavati ed il peluche abbracciato, vedere, invece, un bimbo ancora completamente vestito ed intento ad attaccare le figurine,faccia saltare i nervi e scattare le minacce, anzi, l’unica minaccia degna di essere ascoltata:
“Ora basta! O vai a nanna o ti butto il pallone!”
Segue una media di un quarto d’ora di implorazione maschile, in difesa del pallone, e femminile, in difesa del fratellino, fino a che, il pallone viene graziato, a patto che si vada subito a nanna.
La luce si spegne e, tempo cinque minuti, si odono russamenti da piccolo orso bruno. Maschio, senza dubbio.
Faccio passare la fase del sonno leggero e vado a riboccare le coperte dei miei cuccioli che credo, ormai, addormentati.
Il figlio dell’orso, effettivamente, non lascia alcun dubbio sulla profondità del sonno in cui è caduto ancor prima di smettere di lamentarsi, la femminuccia invece….
“Mamma, io non riesco a dormire perchè non voglio che butti il pallone di Diego”
La rassicuro e le spiego che non voglio punire il suo fratellino ma che lui deve imparare ad essere più obbediente. La convinco ma lei è ancora preoccupata per il suo adorato.
“Mamma, Diego come sta?”
Si affaccia dal piano di sopra del letto a castello e stupita chiede:
“Ma perchè sta già dormendo?”
“Sara, Perchè è un maschio!!!”
maschietti e femminucce
Maschietti e femminucce possono uscire dalla stessa pancia ma vengono sempre da pianeti diversi: corpi celesti che si attraggono e a volte entrano in rotta di collisione ma che, insieme, formano un universo perfetto, vario e completo, fin da piccoli.

Vivo in Val di Susa, un posto in cui ancora i vicini si scambiano i biscotti fatti in casa ed i bambini crescono insieme. Due figli, un marito, un diploma di sommelier e una piccola ditta che seleziona e rivende vini di qualità

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