Allattare in pubblico, fa ancora scandalo!

Era capitato anche a me due anni fa. Mi trovavo ad Amalfi, avevo seguito mio marito che si trovava lì per lavoro.
Nel primo pomeriggio iniziò a piovere molto forte ed essendo l’ora della poppata di mio figlio sono entrata  in un bar, praticamente vuoto, mi sono seduta e ho ordinato un succo di frutta.
Poco dopo, per non avere problemi, ho chiesto cortesemente al cameriere se potessi allattare. L’ho fatto per puro scrupolo, anche perché avevo scelto un tavolino abbastanza appartato e sinceramente non mi aspettavo una risposta negativa.
“No!” Mi risponde anche un po’ seccato il cameriere. “Preferiamo che certe cose non si facciano nel nostro locale. Dopo aver consumato è pregata di uscire, se deve allattare.”

Che dire. Ovviamente sono uscita e ho allattato mio figlio in piedi, sotto la tenda del negozio a fianco perché nel frattempo la pioggia, se possibile, aveva deciso di scendere ancora più copiosa.

Passano gli anni,  continuiamo a vedere foto di donne a seno nudo sui manifesti delle campagne pubblicitarie, in televisione ma, nel 2012, una mamma che allatta il proprio figlio in pubblico dà ancora scandalo.

Ieri è accaduto a Hadley Barrows che, al momento di allattare il suo piccolo, si è appartata in una panchina nell’atrio di una libreria di Minneapolis. E’ stata avvicinata da un agente della sicurezza che le ha chiesto, non troppo cortesemente, di andare via, oppure di allattare nel bagno (nel bagno, capite?!? )
“Non è abbastanza coperta e la scena che sta mostrando è indecente”.

Io ancora non riesco proprio a capire come sia possibile che un gesto come questo possa creare imbarazzo. Personalmente, mi imbarazzo molto di più a vedere certe scene in tv…

 

Copia tu che copio anche io!

Ogni tanto trovo il tempo di girovagare su internet alla ricerca di … non so bene cosa. Di fatto mi ritrovo sempre sui soliti siti, quelli che seguo da tempo, per leggere l’ultimo post o scoprirne le novità.

Provo a scrivere delle parole su google per cercare dei siti nuovi, mi interessa capire come vengono affrontati determinati argomenti, leggere le opinioni di altre persone, soprattutto se diverse dalle mie e cercare di capire.

Cerco realtà in qualche modo concorrenziali alle mie, in fondo c’è sempre da imparare.

Qualche tempo fa mi sono imbattuta per puro caso in un sito, Play Italy. Sito colorato, molto carino. Si occupano anche di servizi per i bambini, una cosa a cui io tengo molto, quindi ammetto che il mio primo pensiero è stato: bravi!

Poi, il mio sguardo è caduto sul claim, impossibile da non notare. Non male come idea: ”Play è spazi dei bimbi nei luoghi dei grandi.” Accidenti, mi sono detta, ma allora avevo avuto proprio una bella idea! Eh si perchè quattro anni fa, quando è nato Zero6 il claim era proprio quello, anche se di fatto noi abbiamo usato la parola bambini, non bimbi.

Certo io con Zero6 non mi sono inventata nulla di ”originale”, ma almeno avrebbero potuto cambiare una virgola…

Inca@@@ come poche, ho subito tolto il claim dal nostro sito, odio che si possa anche soltanto pensare che ho copiato una qualche cosa.

Poi qualche giorno fa sulla bacheca di un’ amica, co-fondatrice di un sito che adoro,  Il Mercatino dei Piccoli, trovo un commento interessante.. anche lei si lamentava del fatto che lo stesso sito abbia preso spunto da oggetti e prodotti che segnalano sul mercatino, per scrivere degli articoli sul blog, senza citarne la fonte.

Credo che ripristinerò il sito come era prima, in fondo perchè sono io a doverci rinunciare?

Possibile che le persone siano così a corto di idee che riescano solo a copiare? A volte senza nemmeno prendersi il disturbo di cambiare il titolo di un post,  il contenuto di una recensione, ma  limitandosi semplicemente ad un bruttissimo copiaincolla.

Certo copiare è molto più semplice… però io trovo sia imbarazzante, anche perchè la rete, come dimostra quanto vi ho descritto sopra… ha davvero le gambe corte :)

 

 

Grazie..

Qualche giorno fa abbiamo lanciato in mezzo alle polemiche un’ iniziativa per le persone disagiate in Emilia.

L’ idea è quella di raccogliere il maggior numero di vestiti, giocattoli, materiale didattico per i bambini, per poi consegnare tutto direttamente sul posto, cogliendo l’occasione per distrarre un po’ i bambini con laboratori e quant’ altro.

Ma non ci sono state solo polemiche.

In questi due giorni ci sono arrivate tantissime email di persone interessate a darci un aiuto. Alcune di loro hanno messo a disposizione i loro garage, ampliando così i punti di raccolta che ad oggi sono quindi diventati 8: Milano, Roma, Azzano X, Bolzano, Piacenza, Napoli, Caserta, Riccione. Sono arrivati i primi vestitini, i primi giocattoli. E’ bellissimo, grazie.

Io salirò personalmente in Emilia martedì, per incontrare i volontari e coordinarmi con i responsabili dei comuni più disagiati per organizzare la consegna. Chi fosse interessato a darci un aiuto, puo’ scriverci.. lnmperlemilia@lenuovemamme.it.

Grazie ancora,

monica

Giudizio o pregiudizio?


Oggi non è stata una bella giornata. La terra in Emilia, ha tremato di nuovo e non è stata una scossa di assestamento, si è aperta una nuova falda.

Sono giorni che penso agli amici emiliani, che parlo con loro, che cerco di capire cosa fare per poterli aiutare, e oggi, finalmente, abbiamo deciso, in accordo con loro di partire con un’ iniziativa che possa contribuire ad aiutare le famiglie disagiate.

Certo, non è un’ idea originale. Ci sono già molte persone che si stanno mobilitando. Mi hanno detto che nelle tendopoli ci sono persone che da giorni aiutano gli sfollati ad affrontare le giornate, che distraggono i bambini, ma noi non potevamo rimanere con le mani in mano.

Mi hanno spiegato che le persone più importanti a cui dedicarsi, in questi momenti, sono i bambini. Bisogna dare loro conforto, aiutandoli materialmente a tornare ad una sorta di normalità,  facendo avere loro di nuovo giocattoli, vestitini e anche il materiale didattico.

Siamo mamme e ognuna di noi ha qualche scatolone, più o meno nascosto, di vecchi giocattoli o vestiti che i nostri figli non usano più. Abbiamo pensato di chiedere il contributo di tutte per aiutarci a raccogliere più materiale possibile. Abbiamo messo a disposizione dei garage per fare la raccolta, per poi consegnare il tutto direttamente alle associazioni locali (in questo caso operiamo in accordo con il Comune di San Felice) e andando noi, personalmente, sul posto, cercando di portare un po’ di sollievo ai bambini, almeno per qualche ora.

Abbiamo dato la notizia sul nostro sito, condividendo questo post sulla nostra pagina facebook.

L’intenzione non era certo quella di fare una campagna pubblicitaria a favore de Le Nuove Mamme, ma quella di diffondere al maggior numero di persone possibile la nostra iniziativa, sperando di trovare tantissime collaborazioni… non per noi, ma per chi in questo momento ha bisogno di noi.

Abbiamo trovato molti consensi nella rete. Ci sono state tantissime condivisioni. Stiamo rispondendo alle numerose email delle persone che ci stanno dando la loro disponibilità. Ci hanno contattato anche delle Aziende, confermandoci ancora una volta la volontà di essere al nostro fianco, soprattutto in un’ occasione come questa. Lo hanno fatto tutti senza chiedere, e soprattutto senza chiedersi se stessimo facendo tutto questi solo per farci belle o semplicemente perché desideriamo aiutare gli altri.

Purtroppo a qualcuno oggi questa possibile interpretazione è venuta in mente. Siamo state tacciate di sciacallaggio morale. Di utilizzare una disgrazia come questa a nostro uso e consumo. Di cavalcare l’onda, un po’ come si fa quando si dà spettacolo.

Mi ero ripromessa di non ritornare sull’argomento, ma proprio non ce la faccio. Ora sono da più di mezz’ora in chat con un amico che, in questo preciso momento, si trova in macchina con la famiglia, per la paura di dormire in casa. “Questa sera no, non possiamo dormire in casa, abbiamo avuto un avvertimento, sarebbe stupido mi ha detto, dopo avermi descritto le macerie che vedeva intorno a lui.

Queste sono conversazioni che ho da qualche giorno, con persone a cui voglio bene, che stanno affrontando un momento davvero molto difficile della loro vita. Come può passare il messaggio che voglio approfittarmi di questa loro situazione per fare pubblicità ad un mio progetto?

No, scusatemi ma proprio non ci riesco. Mi è stato detto che potevamo fare tutto in silenzio, senza farci pubblicità. Ma quante persone saremmo riuscite a coinvolgere in questo modo? Ogni realtà, ogni contributo, ogni iniziativa porta il nome di chi la propone. Diversamente, come sarebbe possibile associarla all’ideatore? Chi avrebbela garanzia che fosse una cosa seria? Chi è che si fida di un mediatore che non si dichiara?

Come potevamo divulgare la nostra iniziativa senza dichiarare apertamente da chi partiva?

In questo caso noi siamo i garanti di tutto questo, ci abbiamo messo la faccia e sì, la nostra faccia è il nostro nome.

Scusatemi, ma io di questo sono veramente orgogliosa. E lo sono di tutte Le nuove mamme, che sono con me e mi stanno aiutando e sostenendo. Il resto sono solo chiacchere che ora, non ho proprio più voglia di fare.

Monica

Ricominciamo…

Quando sono diventata mamma, ho iniziato a vedere il mondo da un diverso punto di vista, una nuova prospettiva. Ho iniziato a lavorare con e per i bambini ed è stato assolutamente naturale venire in contatto con le altre mamme e il loro mondo.

Io ho sempre amato i rapporti diretti con le persone e, nonostante l’avvento e l’ampia diffusione dei social network e delle virtual-relazioni ho sempre prediletto le situazioni off line e, anche se ormai trovate in rete anche me a condividere ogni momento della mia vita e della mia quotidianità, non so dire sinceramente cosa mi abbia spinto a confezionare un sito “mammesco”… forse la voglia di dire la mia e di trovare altre mamme come me che avessero voglia di esprimere la loro opinione, non solo su questioni prettamente di mamme, ma sulla vita in generale.

Così il 21 novembre 2011 nasce lenuovemamme.it, un sito rivolto alle mamme ma senza la presunzione di insegnare alcunché, né di rivelare chissà quale verità sulla maternitàe i suoi derivati. Ma le cose cambiano, si evolvono, spesso migliorano. Grazie a lenuovemamme.it ho avuto la possibilità di incontrare persone meravigliose, mamme con la mia stessa voglia di vivere, di divertirsi, di affrontare i problemi della vita con un sorriso sulle labbra.

Inizialmente ci trovavamo su facebook la sera, quasi occasionalmente poi, galeotte le serate di Sanremo, ci siamo organizzate in un gruppetto privato, dandoci appuntamento per scherzare, confabulare e offtopiczare. Da qui a sentire l’esigenza di crescere, al punto di fare de LENUOVEMAMME.IT un sito di riferimento per tutti coloro che desiderassero trovare un punto di vista diverso dal solito, e di esprimere la propria opinione sui fatti della vita, il passo è stato breve.

Il nostro gruppo, fatto di persone sane, vere, sincere, è cresciuto e tutte insieme ci siamo rese conto che era arrivato il momento di condividere un progetto comune. Abbiamo quindi rimesso mano al sito. E sono veramente orgogliosa ed emozionata di presentare il risultato di tutte le nostre idee messe insieme, ragionate, rielaborate, stravolte e rimesse insieme di nuovo.

Grazie a tutte le mamme che ci hanno creduto.. oggi, inizia una nuova avventura!

Monica