Rooming in: insieme da subito!

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Una volta i bimbi, appena nati, trascorrevano tutto il tempo nella nursery e solo ad orari prestabiliti venivano portati alle mamme per essere allattati.
Molti studi però hanno cercato di capire quali fossero le conseguenze di questo brusco distacco dopo nove mesi di simbiosi, ed è emerso che, se al bambino veniva permesso di restare sempre con la sua mamma, ne traevano entrambi molti benefici.

rooming-in

A partire dai primi momenti dopo il parto, i livelli ormonali di ossitocina e di adrenalina sono così alti da tenere il bambino molto attivo e favoriscono il processo di attaccamento.

Tutto questo continua poi nei primi giorni di vita e, se vengono garantite l’intimità e la riservatezza adeguate attraverso il rooming-in, diventano momenti importanti per la creazione della nuova famiglia; dando anche al papà la possibilità di integrarsi al meglio cominciando subito a formare un legame con il suo bambino, che sarà tanto più forte quanto prima avverrà.

Anche le strutture si sono adattate, mettendo a disposizione delle pazienti delle camere più ampie per poter tenere le culle dei bambini, occupate da solo due mamme, se non addirittura alcune singole, cercando di facilitare una maggiore privacy.

Il rooming-in garantisce anche una buona riuscita dell’allattamento al seno, consentendo un allattamento a richiesta come indicato dalle direttive dell’OMS. Inoltre si è visto che la vicinanza alla mamma favorisce al bambino un buon ritmo respiratorio e digestivo, rafforza le difese immunitarie e riduce la sensibilità allo stress.

Anche la mamma ne trae beneficio in quanto si è vista una riduzione delle depressioni post partum, una durata maggiore dell’allattamento al seno e una maggior sicurezza nella gestione del bambino.

Ovviamente le mamme non devono essere costrette a tenere in camera il bambino, soprattutto se il parto è stato molto lungo e stancante o se hanno subito un taglio cesareo.

L’ideale sarebbe che il bambino restasse con la mamma il più possibile, anche durante la notte, e che il personale dell’ospedale la raggiungesse in caso di bisogno; in alternativa, se fosse troppo stanca, dovrebbe avere comunque la possibilità di lasciare il bambino alla nursery per qualche ora per poter recuperare le forze e riposarsi.

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