Perché se il figlio rompe si deve sempre alzare la mamma?

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Ecco, perché?
Perché se sono tutti a tavola e tu sei in un’altra stanza e al tavolo è presente anche il papà, chiamano te per avere del formaggio?

La risposta è abbastanza ovvia: perché la mamma in qualche modo oscuro, riesce sempre a dare retta a tutti.

Scena 1.

“Amore dove sono le figurine?” “Nel cassetto” i due maschi, l’adulto e il minore si avvicinano al cassetto. Lo aprono. Lo fissano come due esploratori che guardano la Fossa delle Marianne: il vuoto.
“Non le vedo”. Ma tu, dall’altra parte della casa riesci a indicare esattamente il punto dove si trovano le figurine “sotto il foglio col disegno rosa, poi dietro le matite, ci sono i timbrini? ecco lì, sotto”. “Ah si, eccole!”

Da piccolo mio figlio diceva per sbaglio “non lo cerco” al posto di “non lo trovo”, ma la realtà è invece proprio quella: non cercano!

Scena 2.

Tu a letto malata con un febbrone e il virus da intestini ribaltati.
Le mamme non si possono permettere di ammalarsi, ma quando ti blocca a letto ti blocca a letto.
Con un fil di voce chiedi al solerte e molto presente (di spirito e di fisico) papino di occuparsi della cena, poi ti ributti sui cuscini che manco Violetta alla fine della Traviata.
Senti in lontananza, come in sogno, il rumore delle posate che sbattono sui piatti, intuisci che stanno mangiando. Ti permetti ingenuamente di chiudere gli occhi trenta secondi. E poi … lo senti. Chiaro. Distinto.
“Alice BASTA! Ora FILA IN CAMERA TUA, hai superato il limite” e ai detti segue il suono del pugno sul tavolo. Pensi: fffff la solita storia. Lei non vuole mangiare, lui si arrabbia, lei piange e mette il muso e poi si sdraia in terra in cameretta e non mangerà più. Deve mangiare. (ovviamente non succede niente se salta un pasto, ma le mamme di tutto il mondo hanno il cuore sensibile sul tema pancini vuoti a cena).

Allora raccogli le forze che improvvisamente l’istinto di protezione della nidiata ti ha fatto tornare, ti alzi e ti trascini in cameretta, dove ti siedi accanto alla piccola reietta e la consoli, sapendo che ha ragione il papà, ma con calma le fai capire che deve ascoltare quello che le viene detto e che deve tornare a tavola, fare pace e possibilmente finire la cena. “capito amore cucciolo?” “ci mamy” dice tra i singhiozzi con gli occhioni da cane bastonato.

La riporti a tavola e poi speri di poter tornare a letto entro qualche secondo prima di svenire sulle piastrelle.

Questi sono solo due esempi, ma ditemi che non vi capita continuamente qualcosa di simile.

E’ un problema di DNA, per cui gli uomini di istinto non ispirano fiducia ai bambini nella risoluzione dei loro problemi (e li capisco anche …) o  semplicemente si tratta di sadismo infantile per cui come sciami di api dantesche si divertono a pungolare la pazienza delle mamme?
Che non vi è piaciuto come siete venuti al mondo?
Forse non era di vostro gradimento la prima tutina o l’ospedale che abbiamo scelto e per questo ce la farete pagare tutta la vita?

Sono una portatrice fortunatissima di marito/papà molto attento, presente, pro attivo, severo quanto basta e giocherellone, anzi senza di lui che pensa a tantissime cose non saprei proprio come fare. Eppure … “maaaaammmaaaa mi prendi il puzzle?” “non puoi chiedere a papà che E’ IN STANZA CON TE?”, vado di là e trovo il papà con il tipico sguardo da papà: ricordate l’esploratore?

Probabilmente è una questione di geni.
Le mamme sono abituate a pensare a tutto e sapere tutto, dove sono giochi inutilizzati da mesi, quanti grammi di formaggio mettere sulla pasta, in che ordine indossare le scarpe.
Cose inutili direte voi, voi maschi naturalmente, ma cose fondamentali per un figlio, di qualsiasi età.

® Riproduzione Riservata

Classe 1979, testona per DNA e per vocazione personale.
Mamma di due meraviglie (ovvio) della natura Tiziano 2013 e Alice Testaduracomegranito 2015, moglie del mio grande amore Marco che è dovuto gioco forza diventare un folletto saltellante anche lui.

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