STEM, la scienza e la tecnologia al servizio di tutti

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Fino a 20 anni fa, (forse meno), avreste mai pensato che un cuoco o un parrucchiere avrebbe avuto la necessità di ricorrere alla scienza e alla tecnologia? Si, per l’esattezza Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica; in una parola STEM.

STEM, la scienza e la tecnologia al servizio di tutti

STEM

STEM è l’acronimo dell’inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics. Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

In pratica quelle materie che secondo l’UN Women, Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere, saranno richieste nei prossimi anni per trovare un qualsiasi lavoro .
Competenze tecnologiche, digitali, scientifiche. Non solo per trovare un posto alla Nasa.
Sentite qua. Io non lo sapevo, per me è stata una scoperta molto interessante.

Il cellulare che tutti noi teniamo in mano non sarebbe stato inventato se non ci fossimo trovati a dover andare sulla luna.

Il Bosone di Higgs, le onde gravitazionali, i pianeti abitabili, come dice il simpatico e belloccio astrofisico in questo video, sembrano cose così poco interessanti ai nostri occhi che non reputiamo utile approfondirle, e neanche studiarle. Men che meno sovvenzionare chi lo fa per noi.

Risposta: tutte le tecnologie alle quali attingiamo nella vita quotidiana, sono “ricadute tecnologiche” di traguardi che poco o niente hanno a che fare con l’utilizzo di esse.

Sapevate che la Motorola 50 anni fa ha inventato uno strumento per consentire alle missioni Apollo di comunicare con la Terra? E sapete che se questo non fosse stato fatto noi oggi saremmo un mondo senza cellulare?

Si chiama ricaduta tecnologica di quella Missione sulla Luna.

Ecco perché parlare di STEM è quanto mai attuale.

Ma non solo per le ricadute tecnologiche.

Il concetto che sta alla base delle discipline scientifiche è la formazione del pensiero.

La capacità attraverso esse di trovare nuove soluzioni.

Di avere uno spirito critico e un approccio “scientifico” a tutte le questioni della vita. Farsi domande e trovare soluzioni. Questo fa uno scienziato.

Questo consentono di fare le discipline STEM.
E anche chi non ha intenzione nella vita di fare lo scienziato dovrebbe prendere confidenza con esse.

Non pensiate a dover mettere da parte la cultura classica.
Piuttosto di integrare le discipline STEM ad essa.

Qualche dato?

In Italia nonostante le ragazze laureate siano in percentuale maggiore dei ragazzi (30% vs 18%), solo il 31.71% occupa una posizione tecnico scientifica. Non va meglio in Europa, dove le professioni STEM contano il 76% di uomini.

Inutile negarlo.

Quando vediamo una bambina appassionata di matematica, una studentessa di ingegneria, lo troviamo strano.

Lo scorso mese il Ministero della Pubblica Istruzione ha indetto il “mese delle STEM”.

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Per non dimenticare che l’Italia ha dato i natali a personalità come Rita Levi Montalcini.

Sensibilizzare e orientare le studentesse e gli studenti allo studio delle materie scientifiche e tecnologiche è un obiettivo di uno Stato moderno.

Noi genitori dovremmo fare la nostra parte.

Incoraggiare i nostri figli a costruire un percorso scolastico e lavorativo in questa direzione.

Anche se pensiamo che l’attitudine dei nostri figli sia aprire un salone di bellezza. O un ristorante.

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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