Transgender che allatta testimonial della Lega del Latte

0

Mi chiamo Trevor, e posso rimanere incinta perchè sono un transgender. E vorrei tentare di essere un genitore transgender che allatta

Trevor, il transgender che allatta i suoi figli, paladino della Lega del Latte.

Transgender che allatta

Con queste parole si è presentato Trevor alla prima riunione della Leche League della sua città, Manitoba, in Canada.

Questo significa che sono nato donna ma ho fatto un percorso medico che mi ha condotto ad essere uomo.

Quando io e il mio partner abbiamo deciso di mettere su famiglia, il mio medico mi ha suggerito di bloccare l’assunzione di testosterone. Mio figlio è nato ad aprile. A causa della operazione di asportazione del seno pensavo che non sarei mai riuscito ad allattare, ma ho deciso di tentare lo stesso”.

Gli sudavano le mani, racconta Trevor sul suo sito milk junkies.
Sentiva gli occhi delle altre mamme addosso a lui.

Poi però, passati i primi momenti di imbarazzo, la tensione si è sciolta. Trevor si è rilassato, e alcune mamme, lì tutte per lo stesso motivo, si sono avvicinate a lui.
Trevor oggi ha 32 anni. Vive e lavora in Canada. Ha due bimbi nati dall’unione con il suo compagno, ed è il primo transgeder che allatta i propri figli.

Certamente la storia di un transgeder che allatta può lasciare perplessi.

Qualcuno si chiederà perché se una donna crede di essere nata in un corpo sbagliato poi “ne approfitta” per un postumo desiderio di maternità. Beh, me lo sono chiesto anche io a dire la verità.

Una donna che decide di diventare uomo immagino dovrà fare i conti con una strada in salita. Come si riesca a coniugare una decisione simile con la voglia di avere un bambino, partorirlo e per di più allattarlo mi sembra una storia davvero unica.
Trevor risponde a questa mia curiosità. Mia e di altri.

Trevor sostiene di non avere mai avuto dubbi sulla sua identità sessuale. Lui si è sempre sentito uomo.

Transgender che allatta

Anche quando ha pensato di formare una famiglia con il suo compagno e diventare genitore.
Ha però capito subito che la strada dell’adozione per una coppia formata da un omosessuale e un transgender sarebbe stata praticamente impossibile.

E sapendo di potere procreare (non si è mai sottoposto ad isterectomia), ha deciso di “sfruttare” questa possibilità.

Essere divenuto uno tra i primi transgender che allatta è stato un gesto di amore verso suo figlio. Non una voglia di maternità, dice Trevor nei suoi racconti.

E da quella esperienza sono nate tutta una serie di iniziative che hanno visto Trevor Macdonald in prima fila.
Come promotore della Leche League, ma anche nel campo della ricerca scientifica.
Vista la sua determinazione infatti, la Lega del latte lo ha voluto come testimonial per le sue iniziative.
E non è tutto. Trevor Macdonald ha messo la sua esperienza al servizio della scienza.
Trevor è infatti stato l’autore di diversi studi e ricerche in collaborazione con diversi team universitari che hanno investigato l’universo transgender e la possibilità di gravidanza e allattamento.
Nel suo libro “Where’s the Mother: Stories of a Transgender Dad” è riuscito anche a far emergere situazioni che si sono rivelate comuni a molti genitori transgender.

Questa storia di Trevor, un transgender che allatta, potrà stupire.

Transgender che allatta

Immagino in quanti si staranno chiedendo il motivo di questa scelta.
Poi però penso a tutte le volte che una mamma si è sentita ripetere che il latte materno è la cosa migliore per un figlio. E che l’allattamento sia la scelta indicata da ogni medico (Lo avevamo anche scritto in diverse occasioni). E provo a immaginare cosa abbia sentito Trevor nel sapere che poteva farlo.

Al di là della riconoscenza e dei ringraziamenti della lega del Latte, o delle università alle quali Trevor ha prestato la sua esperienza, ci sono certamente due persone che lo stanno ringraziando per quello che ha fatto. E che lo ringrazieranno a lungo. I suoi figli, cresciuti con un amore che non ha bisogno di identificazione di genere.

® Riproduzione Riservata

 

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

Rispondi