31 maggio 2021, 33ma Giornata Mondiale senza Tabacco

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Ultima modifica 31 Maggio 2021

Sono oltre 10 milioni i fumatori italiani e il 35% ha provato a smettere almeno 1 volta ma senza successo (perché solo 1 su 10 ce la fa)

Pensate che solo in Italia, muoiono 90mila persone ogni anno a causa del fumo.

Di questi 1 su 4 ha meno di 65 anni.
Si muore a causa delle patologie collegate al tabacco (a partire dai tumori, malattie respiratorie e cardiovascolari).
In prima linea, nell’intento di sensibilizzare la popolazione sugli effetti dannosi del fumo, l’Associazione Respiriamo Insieme-APS rinnova l’impegno promuovendo nel corso della Giornata Mondiale senza tabacco (31 maggio, ore 18:00 sui canali youtube e facebook di RespiriamoInsieme), un incontro live streaming con esperti medico-scientifico e rappresentanti delle istituzioni.
L’associazione si sta battendo per ottenere l’aumento del costo delle sigarette (normali ed elettroniche), del tabacco riscaldato e di altri prodotti considerati “light”.

Quanti sono i fumetori, gli ex, i new entry

Sono oltre 10 milioni (11,6) le persone che in Italia fumano. Divisi tra 7,1 milioni di uomini e 4,5 di donne, con una media di 10-19 sigarette al giorno per il 42,8%.
Ad aver smesso sono 6,3 milioni, mentre chi comincia a fumare ha un’età compresa tra i 15 e 17 anni. È in questa fascia di età che il nostro apparato respiratorio è ancora in formazione. L’albero bronchiale in particolare non è ancora completamente sviluppato, essendo le ramificazione bronchiali ancora in numero ridotto rispetto a quello della maturità dell’apparato respiratorio che si raggiunge in entrambi i sessi dopo i 20 anni.
Il fumo quindi  è un’importante causa di ridotta funzione polmonare permanente proprio per questo effetto di riduzione e/o arresto dello sviluppo completo dell’albero bronchiale.
Il fumo agisce anche sulle pareti bronchiali creando un’infiammazione con caratteristiche tipiche, che comporta ispessimento delle pareti del bronco e aumento del numero e della funzione delle cellule mucipare.
Inoltre il fumo riduce o azzera le capacità difensive dei bronchi e favorisce quindi il ristagno di secrezioni bronchiali, agendo inoltre sul parenchima polmonare con effetti di tipo destruente soprattutto sulle fibre elastiche causando vere e proprie perdite di tessuto a configurare il quadro noto come enfisema polmonare.

Una dipendenza difficile da superare

Smettere di fumare risulta difficile.
Si stima infatti che almeno il 35% degli italiani ha provato a smettere di fumare almeno una volta. Di questi solo una bassa quota, meno del 10%, raggiunge l’obiettivo e riferisce di avere smesso di fumare da più di 6 mesi.
Fumare determina tre tipi di dipendenze che devono essere affrontate in modo diverso.
La prima è quella fisica causata dalla nicotina.
La seconda è quella comportamentale legata alle abitudini, ai gesti e ai rituali associati alla sigaretta. Infine quella psicologica dovuta al fatto che fumare aiuta a regolare ansia e a creare piacere, fornendo una sensazione di controllo sugli eventi esterni e su sé stessi, rendendo più agevole il contatto sociale.
In chi soffre di una patologia respiratoria cronica, la sigaretta può diventare una strategia disfunzionale per gestire le difficoltà e le emozioni connesse alla malattia.
Fumare, in questi pazienti, assume quindi un’ulteriore valenza negativa, in quanto non solo danneggia la salute, ma ostacola il processo di adattamento alla malattia.

Fumo: causo bpco, aggrava l’asma e contrasta l’efficacia delle terapie.

Il fumo di sigaretta è la causa principale dell’insorgenza della BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Una condizione patologica dell’apparato respiratorio caratterizzata dalla comparsa di tosse, espettorazione e fatica respiratoria.
Sebbene tutti i fumatori, con il tempo, avranno modo di assistere all’insorgenza di sintomi come tosse ed espettorazione, si stima che il 15-50% dei fumatori sviluppi questa patologia nel corso della vita. Il rischio di sviluppare la BPCO è, inoltre, maggiore in coloro che iniziano a fumare da giovani poiché, in questo caso, viene compromesso lo sviluppo polmonare.
Il fumo peggiora il controllo dell’asma bronchiale.
Basti pensare che il cardine della terapia dell’asma bronchiale, in tutti i suoi possibili step di gravità è l’antiinfiammatorio assunto per via inalatoria e che la maggior parte dei composti aspirati con il fumo di sigaretta. Inoltre alcuni di questi composti si legano sulla superficie bronchiale agli stessi recettori dove si legano i farmaci antiasmatici contrastandone cosi pesantemente l’efficacia”

Un contest per immaginare un giorno senza tabacco

Al centro dell’attenzione i giovani under 25 che potranno partecipare al contest dal nome evocativo AsmART Attack, in cui viene richiesto uno sforzo creativo di rappresentazione di un giorno o una vita senza tabacco.
Basterà inviare un’opera e votare le opere preferite (seguendo il link sarà possibile visualizzare tutti i dettagli del contest).
I vincitori verranno premiati il 31 maggio 2021, nel corso di una diretta streaming organizzata da Respiriamo insieme in contemporanea sui canali Facebook e Youtube dell’Associazione.
La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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