Anche Battiato?

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Ultima modifica 28 Dicembre 2016


Che questo sito tratti di questioni di donne è cosa risaputa, con la differenza che la responsabile e il suo entourage ha la lungimiranza o la follia- dipende da che punto di vista si guardi la faccenda- di far scrivere di donne anche a noi uomini. Più volte mi sono soffermato sul concetto di femminicidio, non tanto perché è un argomento che su un sito di mamme può andare per la maggiore e io, scrivendoci sopra, abbia bisogno di consensi intellettuali per amplificare a dismisura il mio Io (anche perché più di così non posso!) quanto perché alcune prese di posizione di qualcuno mi fanno vergognare di essere un maschio. Vedi Franco Battiato. La vittima di questo mio scritto.

Sulle capacità musicali non parlo, è una questione di gusti anche se in cuor mio, che sono cresciuto con gospel e rythm and blues, penso che la sua musica è non musica, ma solo frasi estrapolate là su base musicale a volte oscena.

Ma questo è un mio problema, perché la maggior parte delle persone lo considerano, a parte Fiorello quando ne faceva l’imitazione su Vivaradio 2, un poeta prestato alla musica. Solo perché parla di persone strane, di caldo , di fratellanza e di paesaggi lunari e aridi del deserto, ammiccando ad un simil islam epicureo e in realtà godereccio. Il salto di qualità della poesia, che lo accomuna a me solo nel frasario censurato benevolmente dalla redazione, è l’aver definito le donne che stanno al Parlamento delle “troie”. Salvo poi, per evitare la crocefissione, rettificare quanto detto.
Ma intanto lo ha detto.
Ma non ha suscitato lo scalpore che invece doveva sollevare, forse perché icona della sinistra salottiera e non operaia e dei cassintegrati, ma certo è che se un uomo di cultura come lui, anzi, con doppia cultura perché di sinistra salottiera, prende uno svarione e definisce alcune donne nel modo sopra detto (la parolaccia due volte non la posso dire, ho l’imprimatur solo per una e faccio quindi fatica) significa che è inutile combattere con le donne e per le donne, sino a quando la mentalità oscurantista del maschilista avrà la meglio su quel sentimento che dovrebbe essere comune a tutti di soavità , quando si parla di donne.
Non oso pensare se una frase del genere lo avesse detto , che ne sò, Ignazio La Russa. Avrebbero ricostruito un distributore a Piazzale Loreto a Milano. Allora mi accorgo che in cuor suo il maschio Italiano ha sempre una visione solo ed esclusivamente sessuale della donna, vista come una animale da cortile, da dare da mangiare se ha bisogno e accorgersi di lei solo se reclama.

L’ignoranza intelletttuale, accompagnata dalla suberbia, diventa così uno strumento per credere di essere Dio, quando in realtà non si è nemmeno chierichetto. La volgarità del sentimento che sfocia nella parola oscena, se da una parte può suscitare allegria in chi non ha nulla da dire e soprattutto nulla da ascoltare, lascia basito chi invece – nel silenzio- ama la donna a prescindere e le porta rispetto. Ma , ahimè, Battiato defindole così le ha colpite non solo nell’intimo sessuale, ma – cosa ancor più grave- nella paura che ha sempre una donna bella quando si mostra allegra e gioviale con gli uomini, ma non andando più in là con loro della semplice amicizia.

Quello di essere considerata comunque una “troia”.

Filippo Teglia

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