Asili nido convenzionati sull’orlo della crisi

Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Quest’ultimo anno solare è stato un braccio di ferro tra la giunta comunale e le scuole di Roma.
Abbiamo iniziato quasi un anno fa la nostra denuncia e la nostra protesta (fortunatamente terminata con un lieto fine “temporaneo”) contro gli aumenti inconsiderati e senza alcun dovuto preavviso sulle rette degli asili nido comunali, nonchè della cancellazione, da un giorno all’altro, di quei pochi, se non unici, piccoli benefici di cui possono godere le famiglie numerose (come la gratuità del nido per il terzo figlio).

Il TAR ha dato ragione alle famiglie di Roma e da lì si è aperto uno spiraglio per poter ritrattare. Poi ce ne sono state tante altre di proteste, di decisioni avventate contro una giunta comunale che ha evidentemente dei crateri al posto di buchi di bilancio, di pozzi neri (e non di petrolio, ma di ben altro!) da ripulire e da risanare. Ovviamente questa giunta si sta voltando a destra e a manca per cercare di fare tagli, di aumentare rette e, diciamolo, di fare cassa. Ed infatti, da settembre le rette degli asili nido sono state ben più che ritoccate (in senso peggiorativo per le famiglie, ovviamente), in virtù di un fantomatico adeguamento alle rette europee (mi chiedo: ma quando l’adeguamento alle norme europee è a favore del cittadino italiano/romano, perchè non si attua!?).

Stavolta le cose sono state fatte alla luce del sole, seguendo le regole dettate da un concorso da indire per i nuovi posti da assegnare alle famiglie e così via. Quindi noi genitori possiamo fare ben poco a questo punto, se non chiederci e chiedere a chi riscuote: a cosa servono questi soldi aggiuntivi se poi il servizio dato e la qualità delle strutture peggiorano a vista d’occhio?
Ovvio: il famoso bilancio da risanare, conti da ricoprire, magagne ataviche di una città che sembra costruita sulle sabbie mobili, e non sulle catacombe di una antica civiltà.
Civiltà. Chissà cosa significa questa parola!

Asili nido convenzionati in crisi economica

Ed arriviamo ora al punto.
Con una serie di delibere, si è deciso di tagliare ulteriormente il contributo del comune di Roma sulle quote delle rette degli asili nido convenzionati.
Queste scuole, portate avanti dalla buona volontà dei singoli, non senza difficoltà ed estremi sacrifici, sono state sconvolte, nel corso di questi ultimi anni, da una serie di decisioni, senza nemmeno esser state interpellate (e la chiamano democrazia), come ad esempio quella di mettere a disposizione i posti che si liberano per il mese di luglio, per i bambini che invece frequentano altre strutture comunali, che invece chiudono in questo periodo, decisione, questa, che non ha affatto tenuto in conto cosa possa significare un così grande cambiamento per un bambino piccolissimo, ma tant’è!
Giusto per citarne una delle tante.

Ora, queste scuole sono sul ciglio della crisi economica.

Nonostante un’apparente apertura al dialogo e alla mediazione del nuovo assessore alla scuola Paolo Masini, di fatto le cose continuano ad andare a rotoli, a discapito dei professionisti impiegati nel settore, e come ovvia conseguenza, a discapito delle famiglie, delle neo-famiglie… dei bambini, piccolissimi.

In pratica, a fronte di un aumento considerevole delle rette degli asili nido (comunali convenzionati e non) per tutte le famiglie, il Comune diminuisce il proprio contributo verso gli asili nido convenzionati stessi.
E allora, dove vanno a finire i nostri soldi?

Cosa possiamo fare?

Secondo uno studio redatto dall’Associazione Onda Gialla, la sopravvivenza di un settore così delicato e cruciale per la vita delle famiglie romane è vincolata all’aumento del 20% delle risorse attualmente erogate dal Comune e non dall’impoverimento delle stesse.
Per questo sosteniamo la petizione che chiede di rivedere questa decisione, al più presto possibile, e invitiamo tutti a visionare e a firmare con slancio.

E’ tutto ciò che possiamo fare per cercare di mantenere vivo ed efficiente un settore di importanza fondamentale per la vita di Roma. E non molliamo.
Alla faccia di Roma a misura di bambino, caro Marino.

Micaela

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