Ultima modifica 24 Aprile 2026
Ci sono storie che ti fanno ridere. E poi ci sono quelle che, mentre ridi, ti fanno anche stringere lo stomaco. “Bastarde senza gloria”, lo spettacolo scritto da Gianni Quinto, appartiene proprio a questa seconda categoria: una commedia amara, attuale e incredibilmente reale.
In scena al Teatro Martinitt, questo spettacolo tutto al femminile racconta qualcosa che, in forme diverse, molte donne conoscono bene: la fatica di difendere il proprio posto nel mondo del lavoro… e, a volte, anche tra colleghe.
Bastarde senza gloria: Quando il lavoro diventa una scelta impossibile

La trama è semplice quanto spietata: un gruppo di donne si ritrova davanti a una richiesta assurda. A causa di tagli imposti dall’alto, dovranno essere loro a decidere chi, tra le colleghe, dovrà essere licenziata.
Un punto di partenza che si trasforma presto in una bomba emotiva.
Tra pause caffè che diventano campi di battaglia, accuse velate e verità che emergono senza filtri, lo spettacolo – diretto da Siddharta Prestinari – mette in scena tutte le contraddizioni delle relazioni umane sotto pressione.
Donne vere, imperfette, potentissime
Sul palco, un cast tutto al femminile (tra cui Francesca Gegia Antonaci, Valentina Olla, Sabrina Pellegrino, Federica Calderoni, Giulia Perini, Francesca Sirtori e Sofia Graiani) dà vita a personaggi complessi e autentici.
Non ci sono stereotipi facili, ma donne a tutto tondo:
- madri e lavoratrici
- compagne e amanti
- fragili e combattive
Donne che sbagliano, giudicano, resistono. E che, soprattutto, non smettono mai di essere profondamente umane.
Ridere per sopravvivere
Il tono è quello della tragicommedia: si ride, spesso anche tanto, ma è un riso che punge. Che smaschera. Che aiuta a guardare in faccia temi scomodi come:
- la discriminazione di genere
- il sessismo (anche quello più sottile)
- la competizione tra donne
- la paura di perdere tutto
E, in sottofondo, emerge anche il tema della violenza domestica, raccontato senza retorica ma con grande forza.
Un’esperienza che va oltre il teatro

“Bastarde senza gloria” non è solo uno spettacolo, ma parte di un progetto più ampio. In dialogo con la scena, infatti, c’è la mostra fotografica “I Muri del Silenzio”, ideata da Mjriam Bon e realizzata anche con il contributo di Giusy Versace.
Un percorso visivo potente, fatto di ritratti in bianco e nero ispirati alle tre scimmiette sagge: non vedere, non sentire, non parlare. Un simbolo forte per denunciare il silenzio che ancora troppo spesso circonda la violenza di genere.
Tra i volti coinvolti negli scatti anche nomi noti come Lorella Cuccarini, Alberto Matano, Sergio Friscia e Maria Grazia Cucinotta.
Un 1° maggio diverso dal solito
In occasione della Festa del Lavoro, lo spettacolo propone anche un’iniziativa speciale: biglietti a prezzo ridotto per il 1° maggio, oltre a una promo 2×1 valida per alcune repliche.
Un modo concreto per rendere accessibile a più persone possibile un racconto che parla proprio di lavoro, diritti e dignità.
Perché vederlo (anche se fa un po’ male)
Questo non è lo spettacolo “leggero” da scegliere per spegnere il cervello. È quello da vedere quando si ha voglia di capire, riconoscersi, magari anche mettersi un po’ in discussione.
Perché, alla fine, “Bastarde senza gloria” parla di donne. Ma anche di scelte difficili, di paura, di sopravvivenza.
E di quanto, a volte, sia complicato restare umani quando tutto intorno sembra spingerci a fare il contrario.

Info
Teatro Martinitt
Via Pitteri 58, Milano (Lambrate)
Orari spettacoli: Dal martedì al sabato ore 21.00 – Domenica ore 18.00
Prezzi spettacolo: platea 26€ – galleria 20€


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