Bidella in sciopero, i bambini rimangono in classe

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Ancora non ci posso credere, ma è successo, ieri.
Proprio mentre al terzo piano della scuola c’era un open day, dove la preside stava parlando con i genitori interessati ad iscrivere i propri figli il prossimo anno e tesseva le lodi della scuola.

Ma andiamo con ordine. Sono le quattro e come tutti i giorni della settimana un gruppo di mamme tra cui la sottoscritta, va a prendere i propri figli a scuola.
Aspettiamo davanti alla porta chiusa, facendo due chiacchere. Passano cinque, dieci, quindici minuti e iniziamo a preoccuparci. La porta non si apre.
Chi inizia a bussare, chi citofona, chi prova con qualche calcio…  hanno l’orologio indietro, pensiamo, oppure semplicemente si sono dimenticati di noi!!! Ad averlo saputo prima magari finivamo di fare le nostre cose, e saremo andati a prenderli più tardi…

uscita scuola

Sulla porta della scuola proprio ieri è stato attaccato un foglio nel quale c’è scritto:” Si ricorda ai genitori la massima puntualità nel portare e prendere i bambini a scuola”. Quanti mesi sono che i bambini vanno a scuola? Cinque? Bene, questo messaggio per i genitori è stato messo sulla porta giusto ieri!

Passano i minuti, ”sono le quattro e venti” tuona una mamma. Cosa facciamo???
Buttiamo giù la porta?? E proprio mentre continuiamo a bussare, la porta si apre e una donna (credo addetta alle pulizie) ci dice:” Mi dispiace ma non vi possiamo dare i bambini.  La bidella è in sciopero e le maestre non sono tenute a darveli”  poi chiude subito la porta.  

MA STIAMO SCHERZANDO?????
Siamo su scherzi a parte
e nessuno ci ha detto niente???

Non vi dico le bestemmie che ho tirato dentro di me, e non sapendo cosa fare ho deciso di andare al terzo piano. In una stanza c’erano tre mamme, con due signore dietro la cattedra. Busso, nonostante la porta fosse aperta, mi affaccio e chiedo permesso.
Una signora mi fulmina con lo sguardo e mi chiede:”Ha bisogno?” E io:” Si, potrebbe per cortesia uscire un attimo?”. Lei:” ma non vede che sono impegnata?” Io:” guardi, me ne rendo conto, ma non ci vogliono dare i bambini, giù, alla materna. Pensa di riuscire a liberarsi cinque minuti?

Alla fine, anche se alterata (lei???!!!) la preside si decide a scendere.

E cosa fa? Inizia a bussare e citofonare.
Le hanno aperto? Ovviamente no.

E i minuti passano, le mamme sono sempre più arrabbiate.
Chi chiama il marito, quanto meno per un conforto, chi inizia ad inveire, chi minaccia di chiamare i carabinieri… la preside ci guarda e ad un certo punto se ne esce dicendo:” Ma avete finito?? Li rivolete i vostri figli? Fatemi lavorare!”
Vi giuro, non sono impazzita.

Ci siamo guardate e siamo rimaste senza parole… e quando ha capito che eravamo veramente inca@@ nere, la signora dai capelli ricci gioca il jolly e… tenetevi forte, tira fuori la chiave!

Non ho avuto la forza di dire niente, alle 16.40 sono entrata, ho preso mio figlio e me ne sono andata…

Milanesedipendente, uno spiderfiglio a un marito che adoro. Sono una persona leale, cortese, pazza ma senza strafare, permalosissima e un po’ pignola. Avere a che fare con me non è semplice, ma se scatta la scintilla...

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