Biscottini zuccherini all’olio di oliva e vino: tipici della cucina delle nonne

Ultima modifica 18 Giugno 2020

Pochi ingredienti per realizzare dei biscottini che sono tipici della cucina delle nonne, sempre  attente all’economia domestica che, con solo farina, vino e olio, riuscivano a fare cose spettacolari. Per l’occasione io ho usato dei prodotti locali eccezionali:

il Verdicchio di Matelica,
l’olio monovarietale  ottenuto dalle olive della varietà “Mignola”,
senza dimenticare i semi di anice che sono alla base di un distillato marchigiano conosciuto in tutto il mondo: il  mistrà Varnelli.

In questa ricetta ci sono tre eccellenze della regione Marche che meritano veramente tanto, sia i prodotti che i loro produttori.

Biscottini zuccherini all’olio di oliva e vino

Ingredienti:

250 gr. di olio extravergine di oliva
250 gr di vino bianco secco
700 gr. di farina 00
250 gr. di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito chimico
semi di anice a piacere
zucchero di canna  per spolverare

biscottini zuccherini

Procedimento:

Prima di tutto vi devo dire che io amo molto il sapore dell’anice ma non sopporto i semini in bocca quindi, per ovviare a ciò, metto in infusione l’anice nel vino per circa 12 ore e poi li elimino.
In una ciotola versate l’olio, il vino in cui avrete messo a bagno l’anice e lo zucchero, mescolate un po’ e poi aggiungiete la farina, poca per volta, in modo da non creare grumi.
In breve tempo si formerà l’impasto, copritelo con la pellicola e lasciatelo riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, su una spianatoia iniziate a fare delle palline del peso di circa 20 gr.  e con l’indice fate un foro nel centro che allargherete facendo delle ciambelline.
Passatele nello zucchero di canna e  sistematele su una teglia con carta da forno, cuocere in forno preriscaldato a 170° per 25-30 min. circa.

A parte il profumo che vi sorprenderà, questi biscottini sono molto friabili, si conservano a lungo se tenuti in un barattolo o scatola di latta a chiusura ermetica…
Ogni volta che li faccio mi viene in mente  il mio nonno paterno che si chiamava Donato, ecco perché io mi chiamo Donatella, il quale era solito tenerli in tasca  avvolti in un tovagliolino di carta, come fossero un tesoro.

A volte basta veramente poco: semplici ingredienti che troviamo sempre nella nostra cucina.

Chi di voi noi non  ha farina, olio, vino e zucchero?

2 COMMENTS

    • Allora il lievito chimico va sostituito purtroppo sempre con un agente lievitante, tipo il cremor tartaro, ma è molto più semplice trovare il lievito in bustina!

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