Classe prima: qualche consiglio ai genitori

Ultima modifica 11 Settembre 2018

Genitori, nonni, zii in prima… insomma, Genitori & Co. siete pronti per la scuola?Inaugurazione dell'anno scolastico 2012/2013 alla Scuola Elementare Gabelli, Torino, 12 settembre 2012 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Fate gruppo, perché ce ne sarà bisogno.

Per affrontare una scuola primaria ci vuole fisico, ma anche cervello.
No, non parlo di quello dei vostri figli, parlo proprio del vostro.
Non è come ve lo aspettate, non lo è mai con i bambini.

Quindi dovrete essere pronti ad accogliere qualsiasi reazione per quella che è,
sapendo che si modificherà ancora
e ancora e ancora.

Classe prima: qualche consiglio ai genitori

Portatevi avanti. Arrivate prevenuti. Piombare nel terrore o elevarsi nell’alto dei cieli vi potrà accadere anche a giorni alterni, non temete.
Piange?…Smetterà.
Ride? …Domani all’improvviso potreste sentire “cambiamiscuolanoncivogliostare”, per poi tornare a sorridere. Succede.

I motivi per piangere e ridere sono infiniti semplicemente perché quando i vostri bambini entrano a scuola non mettono la vita in modalità-aereo. No.

Cambieranno l’ambiente in cui vivere, cambieranno regole, cambieranno cuore e mente, cambieranno sguardo perché chi li circonderà sarà diverso da voi.
Sarò sincera: a volte potrebbe prendervi quel fastidio epidermico perché apprenderà modi di agire, di fare diversi da quelli che ha sempre avuto. Potrebbe anche fare “il maestrino”.

Lasciate correre e non ve la prendete.

E’ stato semplicemente preso dall’entusiasmo.
Capirà lentamente che ci sono due ambienti che richiedono atteggiamenti diversi.
In fondo è anche questo crescere: sapersi adeguare agli ambienti frequentati.
Capirà che a scuola non si può agire come a casa e viceversa.
Oppure potrebbe accadere che un insegnante riesca in qualcosa in cui voi avete fallito. Anche questo ci sta. Non ve la prendete, non vi battete il petto.
E’ normale quando per un adulto il cui coinvolgimento è per forza di cose più misurato del vostro.

Soprattutto non mollate le cime pensando che la scuola sia affare degli insegnanti.

La scuola è il più importante affare di famiglia che esista.

Ci sono montagne da affrontare… non da spianare.
Ci sono momenti d’oro da cogliere quando esplode il racconto di ciò che di bello è accaduto.
Avete presente quell’equilibrio tra il “mi interessa molto ciò che fai” e il “la scuola è il tuo impegno”? Ecco, cercate di restare là in mezzo.
Non scivolate nell’ingerenza o nell’assenza.
La perfezione non esiste, ma già porsi il problema del rispetto di alcuni limiti è tanto.
Pensate ad un modo concreto di esserci, anche se non ci siete.
Che ne so: una telefonata appena torna a casa.
Dieci minuti alla sera per guardare i quaderni. Post-it appesi per casa appena iniziano a saper leggere.
Ai genitori che lavorano tutto il giorno: non vi intristite, non vi innervosite se non potete stare vicino.
I bambini poi lo sentono forte il vostro stato d’animo e magari, quando con ansia vi aspettano per raccontare o mostrare, vi trovano frustrati e nervosi. Non va bene, no?
Cercate vie traverse per comunicare serenamente il vostro interesse perché se faranno la magica scoperta che ciò che si fa a scuola è importante per voi, troveranno ogni occasione per viverla al meglio.
In fondo non sarà difficile creare una scala di priorità: i vostri figli e ciò che fanno è al primo posto, sempre.

Un ultimo consiglio: guardate i vostri figli senza fare confronti.

Godetevi i loro successi senza il bisogno di guardarli in relazione a quelli dei compagni: questo è il compito dell’insegnante.

primo giorno di scuolaSalite prima di subito su quel gradino dal quale si vede solo quella piccola persona che sta crescendo.
Sappiate che il confronto a scuola con i compagni è già abbastanza per loro… non è necessario perpetuarlo al di fuori per scoprire chissà cosa.
Cercate di essere semplici e concentrati sul percorso personale perché la crescita di ciascuno è una strada unica e irripetibile.
Non sprechiamo nulla perché stanno per fare, forse, la più grande esperienza della loro vita.

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