Gelosia: è possibile controllarla?

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Prima di incontrare mio marito, ero fidanzata con un ragazzo gelosissimo.
Dovevo combattere per le uscite con le amiche e quando tornavo lo ritrovavo carico di rancore e rabbia.
A quel punto doveva “farmela pagare” in qualche modo e gli scenari potevano essere due: o si “vendicava” con uscite in solitaria anche lui oppure rendeva pesanti i giorni successivi in tutti i modi possibili.

Gelosia è sinonimo di amore?

Sono geloso perché ti amo.

Preoccupati quando smetterò di essere geloso perché vorrà dire che non sono più innamorato di te” era quello che mi ripeteva. Ed io a quei tempi ci credevo.

Adesso, che non sono più un’adolescente, ho capito che la risposta è ASSOLUTAMENTE NO.
E vi dirò di più: la gelosia eccessiva non dovrebbe esistere in un rapporto d’amore sano.

gestire-la-gelosia

Seguite il mio ragionamento.
La gelosia è sinonimo di POSSESSIVITA’, perchè è un sentimento che nasce dalla paura di perdere qualcuno, che siamo convinti ci appartenga.
Peccato che può appartenerci una macchina, una casa, qualunque tipo di oggetto… ma non un altro essere umano, che per definizione è LIBERO (e mamme, questo vale anche per i nostri figli!).
Se quindi rinunciassimo all’idea che l’altro è di nostra proprietà, la gelosia non esisterebbe.

Alla base di un vero rapporto d’amore c’è la SCELTA di stare insieme, giorno dopo giorno, ed è una scelta che si fa in piena LIBERTA’.

Credere che il nostro partner non ci appartenga non significa non amarlo, anzi. Lasciarlo libero di decidere è una delle più grandi dimostrazioni di amore e altruismo.

Qualcuno potrebbe obiettare che la gelosia è un sentimento irrazionale, che non si può controllare. Ed io invece vi dico che si può fare molto per controllarla, basta scoprirne la causa.

Se infatti pensiamo “se gli lascio fare tutto ciò che vuole, sicuramente mi tradisce o si comporta male”, allora vuol dire che:
a) non abbiamo fiducia in noi stesse (e qui occorre lavorarci su),
b) non abbiamo fiducia in lui (e qui occorre chiedersi perché),
c) non crediamo nella genuinità del nostro amore (e qui occorre analizzare bene il rapporto).

Vediamo allora insieme COME CONTROLLARE LA GELOSIA.

Analizziamo il caso A.
La causa più grande della gelosia (non giustificata, attenzione) è la poca considerazione in sé stessi. In pratica proiettiamo sull’altro aspetti di noi che non ci piacciono. Pensiamo che anche lui li noti ed entriamo in paranoia credendo che possa andare a cercare in altre ciò che gli manca con noi.
L’eccessiva paura di perdere la persona che amiamo indica che non siamo felici con noi stessi.
Ecco che iniziamo a controllare il suo cellulare, a chiamarlo spesso durante la giornata per sapere cosa fa e con chi è, magari a pedinarlo. E questa non è vita.
Per uscire da questo tunnel innanzitutto bisogna iniziare da se stessi, accettandosi e volendosi bene.
Poi parlandone con il partner e trovando assieme poco a poco la fiducia.

uomo geloso

Analizziamo il caso B.
Diverso è se la gelosia nasce a seguito di uno o più tradimenti.
In questo caso non avete grandi colpe, perché il sentimento è “giustificato” dalla mancanza di fiducia che si genera di conseguenza.
Continuare a stare insieme covando continui sospetti non ha senso.
O si perdona totalmente (per chi è capace di farlo) senza strascichi emotivi, oppure si ammette che il rapporto ormai è incrinato e ci si lascia perché è venuta a mancare una delle sue basi fondamentali, la fiducia.

Analizziamo il caso C.
Pensare che lasciar libero il partner voglia dire necessariamente subire un tradimento, significa anche non aver fiducia nel rapporto d’amore che fino ad ora si è costruito. Se una persona vi ama veramente non farebbe mai nulla per rovinare l’idillio. Quindi della serie “fatevi una domanda e datevi una risposta”!

La gelosia eccessiva è un campanello d’allarme, è segnale di qualcosa che non va.

Poi esiste la “sana gelosia”, quella che aggiunge un po’ di pepe al rapporto, quella che lo mantiene vivo… quella che non provoca litigi, ma al massimo fa un po’ inorgoglire.
Questa gelosia significa che non diamo l’altro per scontato, ci fidiamo da lui ma non abbassiamo la guardia.
Ecco perchè io dico sempre che “in medio stat virtus”…

Mi chiamo Andreana, ho 34 anni, un marito che definirei "workaholic" e due figli: Matteo, 4 anni, e Camilla, 1 e mezzo Il mio messaggio a tutte le mamme (lavoratrici o meno) è: non dimenticate chi eravate prima di avere figli, e se amate davvero i vostri bambini... allora prendetevi cura della loro madre (e un po' anche del loro padre)!

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