Cosa regalo a Natale? Amore, come diceva Trilussa a Roma

Ultima modifica 21 Agosto 2017

E’ Natale anche a Roma, le luci di Via del Corso si sono illuminate, come molte delle vie del centro della città. Piazza Navona ospita la tradizionale giostra e qualche bancarella, è un Natale sobrio, quasi dimesso forse. Un Natale non è tale senza

ER PRESEPIO

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa ? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…

Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto,senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso ,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

Trilussa

Quello stesso amore che esisteva anzi esiste nel cuore dei romanacci, quelli con la scorza dura e il cuore tenero, ancora se ne trovano al ghetto seduti sulle panchine che raccontano di Natali di povertà e fame, senza cibo, senza soldi. Quei Natali dei tempi andati, quando però la generosità dell’altro trovava sempre un modo di donare speranza.

Camminando per le vie del Portico di Ottavia e guardando queste icone di Natali passati, le parole del Trilussa mi sono tornate alla memoria, l’importanza del donare amore e speranza anche.

E ho pensato che un gesto Natalizio, un regalo perfetto è l’adozione a distanza di qualcuno che soffre per un futuro in pericolo.

E un pensiero così antico che scava nel passato di Roma mi ha portato a scoprire un video così social

The Jackal per Natale raccontano il valore immenso dell’adozione a distanza con Action Aid  scherzando sulle Mamme che perseguitano i figli sui social.
E ho voluto condividerlo con voi, come proposito di Natale. Bastano 25 euro al mese per regalare amore e speranza a una bambina o un bambino. Forse un gesto tenero da romanacci veri.

Arianna

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