Cosa succede in Vaticano?

Ultima modifica 20 Aprile 2015

A volte la realtà supera la fantasia, a volte competono tra di loro.

Dan Brown ha immaginato, nei suoi libri, trame segrete, misteri ed inghippi, conflitti interni, manovre sottotraccia, poteri occulti e distorti che si svolgono e infestano i meandri bui del Vaticano. Pura fantasia? Sembra di no!

Due anni e mezzo fa il Papa aveva chiamato a dirigere lo IOR, la potentissima banca vaticana, Gotti Tedeschi, banchiere di fama internazionale e cattolico di provata fede, nell’ottica palese di far disperdere le nebbie nelle quali da sempre si muoveva lo IOR.

E il Presidente aveva adottato le stesse misure antiriciclaggio usate da tempo dalle Banche italiane, cancellando il motto “pecunia non olet” fino ad allora osservato strettamente.

Aveva, inoltre, instaurato un dialogo con le banche italiane, arrivando a sbloccare €23.000.000 senza neppure aspettare la richiesta di rogatoria, poiché il denaro era un frutto marcio.

Si sapeva da tempo di conflitti con le alte cariche vaticane, soprattutto con il segretario di Stato, Cardinal Bertone, e questo conflitto lo ha costretto  a rassegnare le dimissioni con metodi, è stato detto, che “non si metterebbero in atto neppure per liberarsi di una colf, con tutto il rispetto che meritano le colf”.

Ma non basta.

Luigi Nuzzi, un giornalista specializzato in inchieste, che già aveva scritto dei “misteri vaticani”, ha pubblicato un libro sulle “Parole del Papa”, utilizzando lettere e documenti segreti e riservati, trafugati da qualcuno.

È bastato poco tempo alla polizia vaticana per scovare e incarcerare il “corvo”, al secolo Paolo Gabriele, maggiordomo del papa stesso e, prima ancora, del suo predecessore Giovanni Paolo II, che viveva, con la famiglia, all’interno delle mura vaticane.

Mura che nascondono tanto, troppo. Dai litigi alle vere e proprie lotte per la supremazia. Vecchi porporati incancreniti che tramano nell’ombra per conservare o acquisire potere. Tutto nascosto, tutto celato, manca assolutamente chiarezza e visibilità nelle cose.

Non tradirebbe mai il suo Pontefice, si sarà scontrato con qualche potente, dice il suo confessore che lo conosce molto bene. In Vaticano pochi sembrano credere alla completa colpevolezza di Gabriele. Se è lui, non era solo, non può essere stato solo, non po’ aver pensato da solo.

Così le voci anche se, dice qualcuno, tutti quei documenti che hanno trovato nella sua abitazione, e non dovevano esserci, lasciano perplessi. Non sembra che lui avrebbe potuto… a meno che, il denaro, tanto denaro, lo abbia attirato. Il denaro, fonte di tutti i mali!!

Ma denaro di chi? Di Nuzzi? Tanto denaro da Nuzzi? Ma fatemi il piacere!

 

Nonna Lì

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