Covid e mondo adottivo. Riflessioni

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Questo periodo di quarantena forzata mi ha dato l’opportunità di approfondire ancor di più tanti argomenti legati al mondo adottivo.
Molti sono stati i gruppi che hanno dato vita a dirette durante le quali si sono affrontati i più svariati argomenti da parte di associazioni di genitori, di specialisti e figli adottati adulti. Ero a conoscenza del fatto che molti adottivi ormai adulti erano, finalmente a parere mio, scesi in campo attivo sia affiancando associazioni di genitori che riunendosi in associazioni fra loro stessi.

Hanno iniziato ad affiancare o in veste di “specializzati”, passatemi in termine, in quanto portatori di un vissuto sulla propria pelle.
Come professionisti veri e proprio del settore avendo scelto di diventare psicologi, educatori, medici indirizzando il loro lavoro verso il mondo adottivo ed hanno anche dato vita a delle vere e proprie reti, creando gruppi di persone adottate che, partendo magari con uno scopo comune hanno poi allargato il campo di intervento a molti più settori.
Mi vengono in mente ad esempio il gruppo impegnato al fine di cambiare la legge sulla ricerca delle origini da parte dei figli. Ne avevamo parlato in questo articolo.

Molti sono i gruppi di persone provenienti da un determinato paese.

“Chilenos de Sardigna” è un gruppo molto attivo, fino ad arrivare al gruppo Facebook di adottivi adulti dove sono presenti ragazzi di ogni parte del mondo. Si scambiano esperienze, idee, autoaiuto e che sono impegnati ad supportare sia gli adottivi più giovani che le famiglie adottive a guardare con occhio più realistico il percorso adottivo, a vederne punti di forza e punti critici attraverso una lente di ingrandimento nelle mani di chi, fino a poco tempo fa, era silenzioso perché ancora relegato nel ruolo di chi il percorso lo stavano “subendo”, cioè i figli.

Ultimamente hanno trovato un punto di incontro nella pagina Facebook loveadption TV che propone molti temi legati al percorso adottivo ma anche altre pagine come ad esempio adopiON AIR che propone contatti anche di respiro internazionale.

Portano la loro esperienza personale, finalmente anche in Italia.
All’estero sono già presenti da molto tempo.
Un’esperienza che può essere positiva o negativa.
Chiedono a gran voce cambiamenti sostanziali del percorso adottivo sia per quanto riguarda l’iter attraverso il quale si ottiene il decreto che, soprattutto, per il periodo post adottivo.

Alcuni sono anche critici nei confronti dell’adozione internazionale.

Sostengono che questo causa uno sradicamento totale, sia dal nucleo familiare d’origine ma anche dall’ambiente e dalle tradizioni del paese di nascita, creando così negli adottati un sentimento di destabilizzazione ulteriore.
Fermo restando che, a parere mio e di molti, l’adozione internazionale debba essere proprio l’ultima opzione possibile per un minore, resta però il fatto che ci sono situazioni in cui non vi sono alternative. Lasciare che i bambini crescano in istituto non è certo la situazione ideale.  Laddove il collocamento in una famiglia di un bambino sia possibile solo tramite l’adozione internazionale credo che questa sia ancora un’opzione da percorrere.
Fondamentale però dare una sempre maggior consapevolezza alle coppie, numericamente purtroppo in diminuzione, che si avvicinano a questo percorso.

Ora tornando alle dirette alle quali ho assistito, molti sono stati gli argomenti che sono stati affrontati e tutti decisamente interessanti.
Alcuni noti come la ricerca delle origini, altri di cui sapevo decisamente poco ma che ho trovato estremamente illuminanti. Mi piacerebbe riuscire a scriverne affrontando quelli che ho trovato di particolare interesse come ad esempio il DEFAD (Disordini da Esposizione Fetale ad Alcol e/o Droghe), le ricerche dei genitori naturali o i vari punti di vista delle crisi adolescenziali.

Piccoli estratti che partono dal mio punto di vista e da quello che ho appreso ma anche chiacchierate con coloro che hanno promosso questi temi. La necessità è quella di capire il loro punto di vista mirato ad accrescere noi stessi e la nostra capacità di stare a fianco dei nostri figli.

Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

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