Creativo si…coglione NO!

Ultima modifica 30 Gennaio 2017


coglione no“Non c’è budget. Però ti fa curriculum. Vuoi mettere la visibilità? Lo puoi mettere in portfolio
“. Chi mai lo direbbe all’idraulico a fine lavoro?
Io me lo sono sentito dire, all’inizio dell’attività di architetto e anche quando ho iniziato a scrivere sul web.
E succede tutti i giorni a giovani che svolgono professioni intellettuali e soprattutto creative.
Tre di loro – Niccolò Falsetti, Stefano De Marco e Alessandro Grespan – della Zero Pirate Filmmakers hanno realizzato la campagna pubblicitaria #CoglioneNo lanciata da Zerovideo.net che sta riscuotendo grande successo sul web.

Si tratta di tre spot nei quali i protagonisti sono tre diversi lavoratori – un idraulico, un giardiniere e un antennista – che al momento di essere pagati per il proprio lavoro si sentono rispondere che “per il progetto non è previsto alcun budget”.

Questo per sottolineare la tendenza di diverse aziende a offrire a chi fa lavori creativi una ricompensa in termini di visibilità piuttosto che una retribuzione per il proprio contributo.
“E’ la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. E’ la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento“dicono i realizzatori…
“I video nascono per denunciare questa situazione, che è vergognosa. Se ci sono competenze e professionalità, lavorare gratis è inaccettabile – spiega Niccolò Falsetti – Esistono mestieri che hanno una loro dignità, riconosciuta dalla società: nessuno si sognerebbe mai di non pagare l’idraulico o il calzolaio. Chi sceglie un lavoro creativo viene sempre trattato come un figlio di papà, qualcuno che si può permettere di inseguire per sempre la chimera di un’occupazione divertente e fantasiosa, ma non è così. Se si parla di prime esperienze, allora può essere anche comprensibile pagare per la propria formazione, ma non può essere la regola”.
Di seguito i tre spot…

http://www.youtube.com/watch?v=aq88jXLzn3Y
http://www.youtube.com/watch?v=0rppx22VRlg
http://www.youtube.com/watch?v=vt84TasNLkY

Rachele Masi

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