Dimissioni

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Giorni fa l’Ansa ha battuto una delle notizie più impensate ed impensabili che mai siano state  immaginate. Ero davanti alla tv e, come al solito, stavo accingendomi ad ascoltare il telegiornale di Mentana che, a dire il vero ha ritardato a comparire sul teleschermo, perché stava leggendo il comunicato Ansa. Anche lui era evidentemente sconcertato, incredulo per la quasi unicità della notizia : il Papa, davanti ai vescovi, aveva pronunciato, in latino, le parole che annunciavano la sua abdicazione dal soglio, le sue dimissioni da un incarico che, parole sue, per l’avanzare dell’età, non era più in grado di sostenere.

E, molti, hanno sprecato parole per ricordare il suo predecessore che è rimasto al suo posto nonostante la malattia, l’età avanzata, la debilitazione che si leggeva in ogni sua ruga, sul suo viso stanco, negli occhi che avevano perso molta della sua luce, e hanno fatto un paragone impietoso nei confronti di papa Benedetto XVI. Molti ne hanno più o meno velatamente, sottolineato la  codardia, molti lo hanno bollato con un marchio di irresponsabilità e, tra molte, si sono alzate voci quasi di sollievo per l’addio di un papa conservatore, non aperto ai dettati del Concilio Vaticano II,  voci di  chi,  avendo amato profondamente il suo predecessore, non lo ha mai accettato. Di chi ha sempre pensato che fosse un uomo impaurito dal modo di vivere di oggi, un uomo che temeva il confronto con il mondo d’oggi, un uomo che non riusciva ad aprirsi, un uomo che altri consideravano un po’ timido, uno studioso, un teologo attento, un uomo che non amava circondarsi di folle più o meno plaudenti, un uomo che, per dovere, non ha pronunciato il gran rifiuto ed ha accettato con rassegnazione il pesante incarico.

A me piace papa Ratzinger , piace perché non ha cercato di imitare il predecessore, piace per le sue tranquille parole, per il suo sforzo di guidare la Chiesa, una Chiesa travagliata, che non vuole modificare il su assetto, la sua costruzione piramidale, che non accetta voci discordanti, che si è creata un apparato dispendioso, che vive nello sfarzo di pochi, sulle spalle di molti, che sovente aiuta con la mano del ricco che dispensa carità, non amando, ma disprezzando il misero, nascondendo sotto un velo pesante tante brutture, tanti delitti, mostrando al mondo una facciata serena, ben diversa da quella reale, ossequiando i potenti ed ordendo intrighi dentro le segrete stanze. E questo da molto, molto tempo. Alcuni gli addebitano la cattiva gestione dei casi di pedofilia, venuti a galla un po’ dappertutto, così come il suo atteggiamento sui diritti dei gay, ma tutti questi signori dimenticano che sono, purtroppo, casi di ieri e di oggi e che nel passato nessun altro pontefice aveva assunto atteggiamenti diversi, o se li avevano assunti erano parole, solo parole, mentre nei fatti…

Pensateci bene, quanti dei suoi predecessori, a parole, solo a parole si dichiaravano aperti al mondo, condividevano, sempre solo a parole, i desideri, il modo di vivere, in specie dei ragazzi, ma …nei fatti.. pensateci, le parole passano e non lasciano tracce se non nell’aria. E, ora, dopo avere osservato, constatato, la sua impossibilità di guidare, secondo le sue intenzioni, la sua Chiesa, lascia il posto ad altri, a qualcuno che spera sia in grado di contrastare quel mondo chiuso che è il Vaticano, che sia in grado di togliere quel manto polveroso che copre e nasconde tutto, che porti tutto alla luce del sole.

Speriamo che sia così!

Nonna Lì

1 COMMENT

  1. Condivido. E aggiungo che non si è mai parlato pubblicamente di molto di quello che questo Papa ha, nei fatti, compiuto denunciando pubblicamente, rimuovendo da importanti incarichi e chiedendo perdono per la pedofilia nella Chiesa, e avviando una riforma dello IOR verso una trasparenza indispensabile, per evitare che proprio con le opere religiose si nascondessero operazioni di riciclaggio di denaro di provenienza delittuosa.
    Alcuni che lo accusano di codardia, accusavano Giovanni Paolo II di essere rimasto fino alla fine per coprire chi davvero amministrava, dietro le quinte, la Curia romana.
    Questo gesto, al contrario, e la severa condanna di chi usa Dio per fare i propri affari, mi hanno fatto apprezzare molto questo Pontefice, più ancora di prima.

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