Disabilità: l’unica barriera che divide siamo noi

Ultima modifica 8 Marzo 2017

Esistono muri di diversa consistenza e forma, da scavalcare, abbattere…

Avete presente il tormentone delle festività “A Natale puoi…” vi sembrerà paradossale ma mi piacerebbe che, anche per un solo giorno, una sola volta in un mondo che è immerso nell’indifferenza 365 giorni l’anno i muri inconsistenti, ma ben presenti dell’intolleranza, venissero abbattuti e magari mai più ricostruiti.

I muri che si incontrano quando hai una disabilità o un disturbo sono formati da milioni di pregiudizi.

bambini_barriere

Non si considera mai che “Imperfetto” non è soltanto parte di un Modo grammaticale, non è soltanto un Tempo, ma è la coniugazione della nostra vita. Siamo tutti imperfetti, è a partire da questo concetto che dovremmo imparare a sentirci più simili, visto che siamo tutti diversi e dal cuore più umile affinchè nessuno si senta superiore a nessun altro.

Ho imparato grazie al mio lavoro, che bisogna partire da ciò che si sa fare, per arrivare a ciò che non si sa fare…
Intervenire nella riabilitazione sia psichica che motoria, con un approccio globale, significa prendere in carica, la totalità dell’individuo. Accettando ciò che lui è, ma, allo stesso tempo, assecondando e favorendo ciò che lui vorrebbe e puoi diventare,a seconda delle sue potenzialità…
Bisogna aiutarli a realizzare se stessi, accettando i propri limiti e quando ciò avviene, assisto allo schiudersi di un bozzolo e alla nascita di una crisalide che passando attraverso la sua ultima metamorfosi, diviene una meravigliosa farfalla! Tutto questo non ha prezzo…

I bambini, le persone disabili non hanno bisogno di campassione, pietà e men del meno di ammirazione.
Hanno bisogno soltanto di essere trattati alla pari di tutti, come tutti, senza falsità e ipocrisia.
Cercano di vivere la loro vita, così come l’hanno ricevuta e non per questo sono degli eroi, sono persone proprio come te e me.

Un bambino disabile fino a quando vivrà, seguendo il suo cuore, riuscirà a sorridere e a giocare con la semplicità della sua innocenza,malgrado i limiti del corpo che l’accoglie.
I problemi cominceranno quando gli insegneremo a guardare, con gli occhi di chi non accetta.
“IO SONO COME TU MI VEDI”,
Così, comincerà il suo viaggio nella vita, sentendosi il brutto anatraccolo della situazione.
Quando questo succederà, il suo sorriso splendente svanirà, nel grigiore della realtà che gli avremo proposto.
Diventiamo noi, per primi modelli di accettazione, tolleranza e amore, perchè i bambini imparano da noi.
La responsabilità è di tutti, quindi smettiamola di fare finta che non ci riguardi.

Queste riflessioni mi fanno compagnia sempre, visto il lavoro che ho scelto di fare, ma diventano più presenti in queste festività, quando vedo la corsa sfrenata ai regali, al buonismo ipocrita e alla felicità imposta dal calendario… Pensate che meraviglia e quanta gioia e amore si può dare ogni istante, liberiamoci dalla pesantezza dei pregiudizi e diamo valore autentico alla nostra vita. Nei confronti della disabilità il rifiuto insito e silenzioso dell’altro, porta ad ignorare per il semplice motivo che forse si ha paura di essere coinvolti, in qualche forma di impegno, di solidarietà, di non voluta responsabilità. È quindi una discriminazione, data dal timore, ricca di sottili sensi di colpa, a volte quasi rimossa che porta all’evitamento, alla fuga.

La disabilità non è una fatalità, ma una diversità, che può essere integrata,con altre diversità, alla fine di tutto è proprio vero che l’unica barriera che divide siamo noi!

Sabrina

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