Disastri annunciati: fra maltempo e imprudenza

Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Questa nostra estate diversa dal solito non solo ha disatteso le nostre aspettative, ma la pioggia caduta ovunque e copiosamente, ha provocato esondazioni, alluvioni, frane, smottamenti e ha avuto le sue vittime.

Ora le chiamano bombe d’acqua e si affannano a proclamare che bisogna risalire a molti, moltissimi anni fa per ritrovare, qui o là, precipitazioni di tal fatta. Ma, sapete, comunque le si vogliano chiamare, le piogge torrenziali o i veri e propri uragani fanno la loro apparizione da sempre, e con la stessa intensità, forse più raramente, forse colpivano pochi territori per volta, ma da sempre provocano sconquassi. Ma siamo proprio sicuri che le frane, le esondazioni e compagnia cantando siano colpa esclusiva della pioggia?Forse è più semplice accusare l’imponderabile, nascondersi dietro qualcosa che accade al di fuor della nostra volontà, strapparsi le vesti, chiedere i danni, piangere i morti e gridare contro la natura matrigna.

inondazioni

È ormai chiaro, come ripetono gli ecologisti, che anni di incuria, di sbancamenti, di utilizzo intenso del territorio, di costruzioni edificate dovunque senza rispetto e criterio alcuno, di cementificazione aggressiva, di disboscamenti, di interramento di torrenti e via discorrendo hanno procurato un gravissimo dissesto ecologico al nostro territorio. Serve un parcheggio? Bene copriamo il torrente, tanto c’è solo un filo d’acqua, quindi non serve un tubo di grossa portata per contenerlo, quindi non uno scavo importante. Ma il filo d’acqua, in caso di piogge torrenziali, diventa un torrente impetuoso e gonfio, ma capita di rado. E allora…Copriamo e spianiamo, il parcheggio è di vitale importanza! Ma la pioggia arriva e, l’acqua impetuosa sfascia il tubo, si apre un passaggio nel terreno, rompe l’asfalto e precipita sull’ abitato di Vernazza con furia immensa. Travolge, devasta e fa le sue vittime.

E succede dappertutto: in Toscana, in Sicilia, in Calabria, nelle Marche, nel Veneto. Ecco, qui appunto hanno disboscato il terreno per piantare le vigne: è zona di prosecco, una fonte di guadagno certo e di questi tempi. Ma si sono preoccupati di mettere in sicurezza le vigne? Di fare il necessario per scongiurare smottamenti e frane? Neanche per sogno, anzi, il fiumiciattolo che li scorre non li preoccupa punto, non pensano alle zone di rispetto, non  curano ne il letto ne le sponde. Lasciano che vi crescano quelle alberelle, senza radici, che vengono portate via con facilità dalla piena, anzi posizionano sulle rive o nelle immediate vicinanze fasci di fieno, balle arrotolate e pressate che possono concorrere a formare dighe, tappi, che impediscono lo scorrere delle acque di piena. E piove, a dirotto, continua a piovere e l’acqua si accumula, cresce, e scende velocissimamente a valle, si gonfia incontrando gli ostacoli,  li supera e con furia e…Quattro i morti.

alluvione vigne

È vero, la bomba d’acqua ha la sua parte di colpa, ma l’uomo…
Io vivo in Liguria, qui i monti sono divisi dal mare da brevi strisce di terra, troppo piccole per provvedere ai bisogni delle popolazioni. Allora hanno scavato le rocce, scavato quei terrazzamenti che, ancor oggi si possono ammirare, ma… Hanno pensato alla sicurezza, loro, hanno chiuso  e protetto quelle fasce con muretti a secco, per arginare la terra lasciando l’acqua libera di scorrere.

Certo quegli antichi muretti hanno bisogno di cure, di manutenzione, ma oggi pochi se ne preoccupano e allora… A Bourg St:Pierre, un villaggio svizzero ai piedi del Gran S. Bernardo, passeggiano nei boschi ricordo di aver visto una moltitudine di cartelli, in tutte le lingue, che invitavano a non proseguire oltre, a non scendere più in basso, pericolo di inondazione, dicevano, ma l’acqua dov’era? Il cielo era sereno e nessuna nuvola all’orizzonte e, finalmente, giù in fondo in fondo riuscii ad intravedere il baluginio dell’ acqua, un rigagnolo, un filo soltanto, ma quei cartelli erano tanti, troppi e così inquietanti…
frana-liguria-gennaio-2014L’acqua viene da lontano, arriva improvvisa, inaspettata e violenta e quel tranquillo ruscello si trasforma in un torrente rapido e impetuoso che tutto travolge .Non accade sovente, ma accade, poche volte in un anno, forse nemmeno tutti gli anni, ma la prudenza non è mai troppa, per questo ci sono i cartelli. Certo bisogna curare la pulizia del bosco e tenere in sicurezza il terreno, non lesinare tempo e cure per la loro e, conseguentemente, la nostra sicurezza.

La montagna, la natura sono imprevedibili e, soprattutto, vanno rispettate. Questo il senso delle risposte datemi dai valligiani. Prudenza e rispetto sono parole che molti hanno dimenticato e mai osservato al punto che la maggior parte del nostro territorio presenta un dissesto idrologico di una tale gravità che un ’acquazzone un po’ più violento del solito provoca danni, figuriamoci un nubifragio o, come si dice oggi, una bomba d’acqua!

Nonna Lì

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