Due chiacchiere con Susanna Mattiangeli autrice (anche) di Matita HB

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Susanna Mattiangeli è entrata in casa nostra grazie a quella simpatica bambina con gli occhiali tondi e tanta fantasia di nome Matita HB, protagonista dei due libri che sono stati divorati da Lucrezia (e qui vi racconto perchè).

SUSANNA MATTIANGELI

Ho colto quindi volentieri l’occasione di fare due chiacchiere con lei per conoscere meglio l’autrice della beniamina di molti bambine, e bambini.

Susanna Mattiangeli, romana, scrive racconti e si occupa da sempre di progetti per l’infanzia. E’ stata finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi con I numeri felici (Vànvere Edizioni) e ha vinto il Premio Andersen 2018 come Miglior Scrittrice “Per la qualità della scrittura, sostanziata dalla pertinente lingua scelta e dalla capacità di rendere in modo naturale le percezioni d’infanzia.
Per saper narrare il punto di vista di bambine e bambini in una poesia del quotidiano declinata in cronaca – dei fatti e delle emozioni – ora divertita, quando necessario, ora pensierosa, dove opportuno, a restituire in modo calzante la complessità di pensiero e di sentire dei più piccoli
.”

susanna mattiangeli

Viene naturale chiederle come nasce la passione per la scrittura.

Fin da piccola ho sempre avuto la passione di raccontare, scrivevo storie brevi, fumetti, raccontavo i miei giorni di scuola, proprio come Matita!
L’ambiente familiare ha avuto molta influenza. Leggevo cose molto varie e non solo per bambini, mio padre mi faceva leggere le sue cose, i Topolino anni ’50, Il Corriere dei Piccoli. Della mia formazione fanno parte riviste come Linus, ma anche Barbapapà e i cartoni animati giapponesi.

Grazie a mia madre ho letto Rodari.
Lei ci teneva molto che scrivessi bene, con proprietà e correttamente. Il mio libro preferito da bambina è stato proprio Filastrocche in cielo e in terra di Rodari.
Alle medie mi appassiono anche a Calvino e a Bianca Pitzorno.

Mi piaceva anche molto il personaggio di Mafalda, anche se ero piccola per coglierne appieno gli aspetti.
E infatti c’è molto di Mafalda dentro Matita, il fratellino, i genitori assenti…

A proposito, come nasce il personaggio il di Matita?

Mi piaceva l’idea che fosse una bambina a raccontare la storia.
Ho scelto uno pseudonimo perché dietro può esserci chiunque, quindi ho scelto Matita, perché con la matita si scrive, e si può anche cancellare. Dietro Matita ci sono io, anche se non ha molto di me, non abbiamo lo steso ritmo vitale, lei è molto più rapida nel capire, e anche la famiglia è molto diversa.

matita hb

Come dicevo grazie anche alla mia formazione eterogenea, fin da piccola mi piace sperimentare, fare cose spurie, mescolare linguaggi diversi, il racconto, il diario, il fumetto, e tutto questo è presente nel libro. Cerco di stemperare il diario cambiando il ritmo, alternando il racconto con le lettere a se stessa da adulta, o il fumetto di Powercat.

Matita HB è un gioco letterario, l’ho pensato anche come manuale di scrittura, per tirare fuori delle idee, magari da utilizzare come spunto per invogliare a scrivere. Poi ho preferito concentrarmi sulla storia.

Avresti voluto fare altro nella vita oltre la scrittrice?

Ho seguito anche un corso di illustrazione mentre studiavo all’università, mi piaceva disegnare i libri, i miei primi lavori sono stati per il teatro, ho realizzato animazione in stop motion con la plastilina, ma mi è venuto più naturale scrivere storie.

Come mai la scelta di scrivere libri per bambini?

Mi occupo di infanzia da sempre, seguo progetti di vario tipo, laboratori di disegno, faccio incontri nelle scuole. Ho cominciato a scrivere per caso, ai tempi in cui facevo teatro e le animazioni in stop-motion.
Il testo non ha nemmeno la mia firma, è stato un lavoro di gruppo.
Il libro è Io credo che la Befana illustrato dal gruppo Loscaramazze (Edizioni Lapis).

Le illustrazioni sono di Rita Petruccioli, chi le ha scelte?

Le abbiamo scelte con la casa editrice, a me piace molto il segno pulito, ma raffinato ed elegante. Ricorda molto i fumetti sui supereroi degli anni ’70.
E’ anche divertente, anche lei si diverte, e si vede.

E Susanna Mattiangeli si è divertita a creare Matita HB… anche questo si capisce!

Sono felice quando qualcosa riesce bene,
mi sento leggera.

Per concludere la domanda che mi ha chiesto di fare la tua nuova fans Lucrezia: ci sarà un terzo volume di Matita HB?

Si ci sarà presto un seguito, ci sto ancora lavorando, e probabilmente arriverà in autunno!

E noi non vediamo l’ora di scoprire cosa combinerà ancora Tita!

Paola Infanti 49 anni, romana, una lavoro, un marito, una figlia, e poco tempo libero. Cintura nera di shopping. Amo l'arte, il cinema, i viaggi, il vino e il buon cibo.

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