È possibile riscoprire l’onestà, premiando il merito?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Serviranno le più dure pene che, sotto indicazione del governo, il nostro parlamento si appresta, forse, a varare?
Riuscirà la magistratura a trovare e colpire tutti coloro che si macchiano di questo reato?

Io credo proprio di no.

Qualcuno dice che la frode si impara da piccoli, il bambino che copia così come quello che lascia copiare sono esempi di una disonestà latente che si svilupperà più tardi, perché è indice della scelta di vie traverse per raggiungere lo scopo prefisso.

E così ognuno, nel suo piccolo o nel suo grande, mette in atto tutte le astuzie senza domandarsi se lecite o illecite, senza pensare, o non gliene importa, che potrebbe danneggiare altri, pensando solo a se stesso, all’ottenimento di denaro o di mezzi per ottenerlo.

A volte ne sono così compenetrati che non si rendono conto di infrangere norme e leggi, anzi vanno fieri del loro operato delle mete che hanno raggiunto.

Si ritengono onesti al di la di ogni sospetto. Non riescono a capire che non è l’importo del regalo che conta, ma il fatto che essi lo abbiano ricevuto in cambio di

Sapete ho conosciuto persone di interi uffici che facevano favori a determinate persone, piccoli favori intendo, ma che costituivano il massimo del loro potere, e ne ricevevano in cambio regali di piccolo valore certo, ma di pari entità rispetto ai favori elargiti.

Queste persone si indignavano e alzavano alte grida nel sentire che questo o quel potente aveva incassato una consistente mazzetta, un’importante tangente e non capivano, mi guardavano sconcertati quando io riflettevo che, in fondo, loro si comportavano allo stesso modo lucrando sul loro lavoro alla stessa maniera di quei potenti, traendo dallo stesso, con mezzi non leciti, tutto quello che ne potevano trarre.

E dicevo loro, che, forse, avrebbero continuato a potere aumentato, a trarre, illecitamente, tutto quello che potevano dalle loro posizioni acquisite.

Ma noi ci accontentiamo di poco! Non capivano. È questione di cultura!

Si è proprio questione di cultura, e, purtroppo la nostra è malata.

È un mondo, il nostro, che sta esaltando sempre più l’apparenza, trascurando la sostanza, le amicizie basate quasi esclusivamente sulla convenienza, sull’arrivare senza fatica, senza sforzo, sul pretendere senza dare, sul rivendicare diritti anche non leciti relegando nel più profondo dei pozzi i doveri.

È possibile tornare indietro?

È possibile riscoprire l’onestà, quella vera, premiando il merito nella realtà e non solo a parole?
Proviamo a non chiamare vip quelli che vip non sono, ma le cui vicende riempiono i nostri giornali di gossip solo perché hanno fatto una comparsa in televisione?

Qualcuno dirà: questo che c’entra? C’entra, è emblematico di una mentalità, di un modo di essere.
Di un costume, di una cultura che renda il merito e la stima a chi la ha acquisita.

Sarà un inizio di una lunga strada, ma vale la pena di percorrere tutto quel cammino.

Nonna Lì

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