E se un figlio non arriva? L’infertilita’ nella storia

Ultima modifica 13 Dicembre 2021

Dammi dei Figli, sennò io muoio! (Genesi 30,1).

Questa è la richiesta angosciata che fa Giacobbe alla moglie Rachele, la favorita delle due sorelle che l’uomo ha sposato, ma che, al contrario della sorella che gli ha già dato 4 figli maschi, è sterile.
Anche solo questo passaggio dovrebbe chiarire che il problema della infertilità era già sentito secoli e millenni orsono.
L’infertilita’, la sterilità, sono stati argomenti discussi e trattati da sempre, già nell’antica Bibbia e non solo.

L’infertilita’ nella Storia del Mondo

infertilità

Si pensi ad esempio che anche nell’antica Grecia e nella Roma dei Cesari esistevano rimedi e soluzioni per preparare le coppie a concepire i propri figli.
In Estremo Oriente la medicina cinese anche ha elaborato cure e farmaci a tale scopo, e persino l’agopuntura veniva e viene tuttora utilizzata per indurre le gravidanze.
Nella Spagna del XV secolo, per arrivare ai “giorni più nostri”, i medici di corte avevano messo a punto persino una sorta di procreazione assistita così da agevolare la discendenza reale: essi infatti, con una sorta di cannula rigorosamente d’oro, introducevano nella vagina della regina il seme del re per assicurarsi l’erede al trono.
Per non parlare poi di cosa succedeva nel passato se ad essere sterile era l’uomo!

L’infertilita’ maschile ha una storia ancora più consistente.

Già nella mitologia il problema venne affrontato da Egeo.
Mitico re di Atene che salito al trono e senza erede da ben due mogli si recò all’oracolo di Delfi per chiedere un parere.

L’oracolo si espresse come sempre in modo sibillino ( “Tieni chiuso il tuo otre di vino finché non avrai raggiunto il punto più alto della città di Atene, altrimenti un giorno ne morirai di dolore”), e tale re Pitteo, compreso l’arcano, fece ubriacare Egeo e lo fece unire alla figlia Etra
Dall’incontro con Etra nacque Teseo, seppur con una leggera “intromissione” del dio Poseidone, e così il desiderio di paternità di Egeo venne esaudito.

Nell’antica Grecia ancora, Ippocrate stesso diede una sua teoria sulla fertilità dell’uomo: era lui che conteneva in tutto il corpo il seme della vita, e prova ne era la spossatezza che seguiva l’amplesso, e che dimostrava come i liquidi corporei si mettessero in moto per fecondare il grembo femminile e procreare.

L’infertilita’ nella storia più recente ci porta poi inevitabilmente in Inghilterra, dove proprio a causa di regine vergini, sterili o che non riuscivano ad assicurare un erede al trono di sesso maschile in casa Tudor, si consumarono i più spregevoli intrighi di corte, con scismi, ripudi e omicidi.

E oggi?

Beh, sicuramente l’infertilita’ come patologia nei giorni moderni è trattata con maggiore cognizione di causa, con strumenti dettati dalla scienza e non da credenze e superstizioni (anche se…..).

La prima indicazione della medicina ad esempio è la differenza tra la sterilità e l’infertilita’.
La prima, la sterilità, è una condizione nella quale una coppia non ha la possibilità di concepire a causa di precise condizioni fisiche.Si parla di infertilita’ invece quando anche in condizioni normali una coppia non riesce a raggiungere la gravidanza dopo un anno di rapporti costanti.

Pensate che nella specie animale l’essere umano è quella meno fertile di tutte (Fonte: Humanitas.it ). Questo solo dovrebbe sollevare dal peso immondo che spesso la donna sembra portare quando riceve una tale diagnosi, sentendosi inadeguata o non all’altezza del suo ruolo nel mondo!

Cosa succede quando un bimbo non arriva?

Fortunatamente quando oggi una coppia decide di avere un bambino e trova difficoltà gli va in aiuto la medicina.

Certo, non sempre l’opinione pubblica (e le leggi dei paesi) si trova favorevole con questo desiderio di genitorialità dei singoli.

Pensiamo alla legge italiana sulla PMA (procreazione medicalmente assistita), o le ultime polemiche in fatto di uteri in affitto: tutti argomenti scottanti che riguardano appunto l’infertilita’ e la possibilità di avere un figlio.

A volte quando un bimbo non arriva una donna, come scrivevo prima, si sente monca, inadeguata, non all’altezza del suo ruolo.

Mi vengono in mente alcune donne, mie amiche, che dopo un intervento di asportazione alle ovaie, seppure fino a quel momento donne in carriera e assertrici della coppia tout court, hanno avvertito l’urgenza di adottare un bimbo.
O altre che non volendone da giovani, quando cominciava a palesarsi il seppur minimo cenno di menopausa, correvano contro il tempo cercando di riparare in zona Cesarini.

Insomma di infertilita’ ci si può pure ammalare.

Non intendo nel senso fisico quanto mentale.

Io sono mamma e sono felice di esserlo.
Non so come sarebbe stata la mia vita senza figli,e non posso neanche immaginare come sarei stata non potendone avere. Ma credo fermamente che una donna possa essere tale anche se non madre (e così anche un padre).

Che l’ infertilita’ è si un problema, un dramma forse per alcuni, ma potrebbe essere un’altra via per molti.
La realizzazione in altri ambiti della vita potrebbe proprio passare dall’infertilità, per essere ottimisti: mi viene in mente il volontariato, l’arte, lo sport.

Perché una donna che non può avere figli non può realizzarsi in un altro modo?

Quando penso a una coppia senza figli subito mi vengono in mente Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.
Certo io non posso sapere quali drammi privati hanno attraversato nelle loro vite non avendo dato alla luce un figlio loro. Ma sono certa che hanno vissuto comunque una vita intensa e felice, facendo comunque del bene a persone estranee e crescendo piccoli, seppur non geneticamente a loro appartenenti.

Ecco, infischiandomene dell’ infertilita’, di Maria la Sanguinaria e della mitologia greca, se non fossi stata madre mi sarebbe piaciuto (e scusate se è poco) essere Sandra.

5 COMMENTS

    • Cara Ursula chi ha scritto questo articolo è una donna che figli non ne ha.
      Probabilmente non ci conosci… e in ogni caso il tema dell’articolo è ben chiaro 🙂

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