Ehm scusate, ma… il libretto di istruzioni dov’è ?

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Ultima modifica 24 Marzo 2016

Ammetto che prima di scrivere questo post, non mi ero mai soffermata a riflettere su questa cosa: “Quando mi sono sentita mamma per la prima volta?” ripercorrendo i miei ricordi, ho rivissuto emozioni e situazioni dalla nascita di Francesco ad oggi.

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Per alcune ho sorriso, altre mi hanno regalato ancora una volta quella sensazione di smarrimento e inadeguatezza che si prova quando si diventa mamma per la prima volta, mamma, dopo averlo desiderato tanto. Il fatto che io provassi desiderio di maternità già da molti anni prima che nascesse mio figlio e che mi fossi preparata psicologicamente divorando testi e riviste di puericultura e seguendo tutte le rubriche delle “tate famose” che dispensano consigli preconfezionati come caramelle colorate, non mi ha aiutata a non provare quell’attimo di panico quando, ancora stordita da un cesareo in anestesia totale, mi hanno messo tra le braccia (o per meglio dire quasi lanciato addosso e neanche con troppa delicatezza, sante donne! ) un fagottino al borotalco.

In quel momento non avevo ancora la consapevolezza di quel che sarebbe stato da li in avanti ( e meno male!! Avrebbero dovuto recuperare l’unità di rianimazione e un equipe di psicologi di sostegno!!). Sdraiata su quel ferroso letto di corsia, con la puzza di falso asettico che fa girare la testa e le persone che girano intorno al tuo letto “du du du da da da, ci ci ci eco co co e com’è carino e com’è puccioso “ ancora non ti rendi conto che la tua vita sta per essere stravolta, rivoluzionata, rivoltata come un calzino.

Dopo 3 giorni di ospedale, ti impacchettano il tuo piccolino, vestito a festa che gli manca solo la coccarda in testa per sembrare un uovo di Pasqua, lo adagiano nel trasportino e buon divertimento…. E tu, che ancora trascini le gambe e porti in giro una pancia ormai vuota ma ancora enorme, ti senti un elefante in una cristalleria e ti viene da chiedere:

“Ehmm, scusate, ma… il libretto di istruzioni?”. Non lo danno. Ah. Ok.

Te lo porti a casa lo stesso, pensando che tutto sommato, che ci vuole è una nano di pochi cm, che sarà mai? Varchi la soglia di casa e il tuo adorato tesoro decide che l’ambiente non gli piace. Apre la bocca e non la chiude per tutto il giorno. Ok tutto il giorno… mallanottennò!! ti pregoooo!!!! Invece si.

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Ok calma e sangue freddo. Lo acchiappi dalla culla mentre intona una delle sue canzoncine di disapprovazione ( che ad esprimerle in Decibel ti preoccuperesti anche delle vetrate…) e non profuma affatto di borotalco nonostante tu l’abbia lavato e infarinato con tanta cura, core de mamma, meno di mezz’ora prima.

Dicevo, l’acchiappi dalla culla, con tutta la delicatezza possibile, lo guardi con le occhiaie ormai tatuate e la palpebra tremens, lo stringi forte al cuore, gli dai un bacio con tutto l’amore che solo le mamme sanno provare e, seppur con un accenno di balbuzie, dici:

“La mamma è qui, da oggi a te ci penso io, stai tranquillo. Ci sarà sempre la mamma”.

E ti accorgi di essere mamma, ti senti mamma davvero, per la prima volta. E lo ami, lo ami da impazzire.

Lucia

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