Festa della Donna, mimose e creativi idioti

Ultima modifica 8 Marzo 2017

Io non sopporto l’ipocrisia delle feste “commerciali” comandate come la festa della donna, la festa del papà, la festa dei gay, la festa dei nonni ecc….

Il 90% delle persone che si amalgamano fra fiorai e negozi neanche sanno perché esistono queste feste.
Caproni da romanzetto rosa che sognano vite da cinquanta sfumature di nero e poi pregano la Domenica a messa.

“Difendiamo la donna” lo pubblicano su FB e sono a posto per un anno, mentre nei restanti 364 giorni vivono egoisticamente la propria vita senza volgere sguardo alcuno al prossimo ( figurati alla storia del passato …).

Ad aggravare questo mio sentimento misto alla vergogna dell’essere rappresentante di alcune donnucole da bar sport s’è messo anche il Signor Anthony Vaccarello.
Il suo cognome non a caso rappresenta la sua indole probabilmente.
Il signore in questione, che nessuno conosce a meno che non ti chiami Sara Jessica Parker ed ami la moda più di ogni altra cosa al mondo, è il direttore artistico della famosa casa di moda parigina Yves Saint Laurent.

Questo signore trova normalissimo tappezzare Parigi, la città dell’amore e del romanticismo per eccellenza, con manifesti pubblicitari degni di bollino rosso in cui appaiono una donna anoressica sottomessa, nel primo, ed una donna seduta a gambe divaricate con poco spazio all’immaginazione, nel secondo.

A parte che vorrei consigliare al signor Vaccarello di mettere in risalto il prodotto piuttosto che avvilire la donna perché davvero non capisco cosa stia pubblicizzando, in secondo luogo mi piacerebbe sapere cosa spiegheranno ai bambini gli abitanti di Parigi e limitrofi quando verrà loro chiesto “cosa fa quella signora?”.

Cosa gli rispondi?
Fa la schiava ?
Fa un lavoro in cui si fa menare?
Fa la serva?

I Parigini sono indignati e chiedono risposte in merito nonché provvedimenti immediati.
Eppure la casa di moda preferisce non rispondere. Poveri loro, avranno da fare fra calze a rete , frustini, elettroshock… devono lavorare per far sembrare la donna il più possibile simile a quella svampitona di Anastasia.

Il nuovo uomo è Mr Gray non lo sapevate?
Tutti malati di mente dal passato nefasto.

È così che vogliamo diventare?
Ma perché negli anni ottanta nessuna voleva essere Alex Forrest di attrazione fatale?
Ci saremmo sbizzarriti fra animali domestici in pentola e uomini flagellati.

Sapete qual è la risposta ?
Che si stava meglio quando si stava peggio.
Avevamo la testa sul collo e i piedi per terra.

La femme fatale si vedeva solo nascosta nei banconi delle edicole, non appesa su un lato enorme di un palazzo.

Ridiamo valore a queste donne!
Cosa ce ne frega della mimosa che puzza, macchia ed appassisce nel giro di un’ora.
Ridateci il rispetto che meritiamo ma soprattutto mi rivolgo alle rappresentanti del mondo femminile, vogliatevi bene, amatevi.

Se non ci amiamo come faranno ad amarci gli uomini per il gran valore che abbiamo dentro e non fuori?

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