Figli di pancia e figli di cuore

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Adottivi/Naturali=Genitori diversi?

Non poter avere figli causa un sentimento di un vuoto enorme nella propria vita. E ognuno ha il diritto di cercare di riempire questa assenza come crede. Molto spesso ho sentito dire che è folle spendere soldi per un trattamento di PMA quando  sarebbe meglio adottare un bambino. Ho letto di madri adottive che se la prendono con quelle in provetta, e viceversa, una sorta di sfida madri di pancia vs madri di cuore. E la cosa mi ha rattristato enormemente.

Sinceramente, provo un grande sconforto per me stessa, per chi combatte portando i segni sul proprio corpo, come per chi li porta nell’anima, per l’umanità tutta che alcune donne, per giunta “diversamente madri” possano polemizzare sulle scelte di un percorso piuttosto che un altro. Perché il punto è proprio questo: l’infertilità ti inchioda davanti a scelte cui non avevi mai pensato. Chi vive il crescente desiderio di concepire un figlio e la difficoltà se non l’impossibilità di farlo naturalmente, può decidere tra diversi percorsi: ricorrere alla procreazione assistita, all’adozione o decidere di rinunciare al sogno di diventare genitori e vivere senza figli.

mamma-bambino

Fermo restando che ogni scelta comporta una presa di coscienza profonda e una sofferenza, ritengo che ognuno debba scegliere la strada più consona alle proprie  gambe. In ogni caso sarà coraggioso accettare la propria condizione, come lo sarà intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita, o decidere di intraprendere quello dell’adozione, come riscegliere il proprio/a compagno oltre il progetto figlio, reimpostando il senso del vivere insieme a lui/lei e al figlio che non c’è.

Conosco la pma in prima persona e l’adozione solo attraverso i racconti e le testimonianze di alcuni amici. Molti di loro hanno scelto questo percorso perché meno invasivo fisicamente, molti perché rimaneva l’unica possibilità, molti perché hanno intrapreso entrambe le strade, sperando che l’una o l’altra li portasse al loro bambino. Per capire l’adozione, o un percorso di procreazione medicalmente assistita, bisognerebbe confrontarsi con chi aspetta da anni quel figlio che non arriva. Entrambi i percorsi sono incerti, imprevedibili in termini di risultati e difficili in termini di equilibri. Individuali e di coppia. “Una tecnica di fecondazione assistita può essere invasiva dal punto di vista medico ma quella dell’adozione lo è dal punto di vista morale. E’ un percorso ad ostacoli, lungo e gonfio, fatto di inutile burocrazia dove un susseguirsi di esami denuda, espone, mortifica la dignità di essere, prima che genitori, persone. Sei oggetto di indagine, relazioni, sopralluoghi da parte delle forze dell’ordine o delle assistenti sociali, sei preda del silenzio dei Tribunali, sei a disposizione di quel bambino che tu hai già accolto perché è dal tuo cuore che è nato, prima ancora che dalla tua pancia, ma che assurde lungaggini burocratiche tardano a ricondurre a te.

Penso che in fondo l’adozione non è poi tanto diversa dalla procreazione assistita. Una lunga e costosa gravidanza. E il parto è il viaggio per andarselo a prendere, quel bimbo tanto atteso. Quello che le mamme in provetta non dicono, il costo economico di un bambino cercato all’estero, non è poi così diverso da quello speso per oliare la macchina degli ingranaggi dei tribunali nei paesi esteri favorevoli all’adozione internazionale. L’abbinamento della coppia al bambino quando si dà loro reciprocamente una fotografia per conoscersi, non è poi diversa dalla prima ecografia. La possibilità che venga negata l’idoneità genitoriale, non è differente dal sentimento provato durante una gravidanza a rischio: sarò capace di portare termine questa maternità? Ogni discussione, ogni domanda, ogni interrogativo circa l’autenticità di un sentimento di maternità, sia essa biologica, adottiva o surrogata, credo che sia priva di senso. Come chiedersi dove finisce il cielo, dove porta il vento, se l’amore ha confini.

Sei madre dell’idea che hai di tuo figlio prima ancora che egli nasca, indipendentemente dal come. Lo sei del bambino nato dai tuoi stessi geni, come di quello donato dai geni di un’altra/o, di quello uscito da un ventre biologico ma atterrato in uno materno, di Caino quanto di Abele. Lo sei, non puoi farci niente. Cambia solo la strada che si percorre per raggiungere il proprio bambino.

Raffaella Clementi

2 COMMENTI

  1. Raffaella, quanto hai ragione. Polemiche sterili quanto i cuori di queste persone. Un figlio è un figlio da qualsiasi percorso arrivi.
    per quanto riguarda i costi….bhè non in tutti i paesi c’è la orribile prassi di ungere chiunque sia coinvolto nell’adozione, avviene principalmente nei paesi dell’est europeo. comunque i costi sono, come definirli, imbarazzanti. sicuramente non alla portata di tutti a meno che non ci si voglia indebitare ampiamente. Noi ad esempio per il Brasile abbiamo speso intorno ai 25.000 € e abbiamo potuto scaricare solo le spese vive e solo al 50%. Ancora stiamo arrancando per questo. Poi dicono che i figli non si pagano!!!!!!!!!

  2. Trovo molto tenero il tuo paragone e credo sia un bel gesto di pacificazione per mamme adottive e in provetta che discutono e si sentono avversarie. Ma l’ adozione riguarda spesso bambini grandicelli che hanno già una loro personalità , questo tipo di esperienza e tipico ed esclusivo delle madri adottive e della genitorialiatá adottiva: e molto chiaro che per le madri adottive che ill/la figli* e stato concepito da un’altra donna non lo hanno vist* nascere ne vivere i primi momenti, hanno perso molte cose importanti dei primi progressi e cosi via. Ciò nonostante sono madre e figli*. Quanto ai costi ho delle amiche che per partorire in clinica privata hanno speso davvero cifre assurde….ripagare istituzioni che si occupano di salvare dalla strada figli non voluti crescerli, vaccinarli, educarli…e quasi un dovere. Secondo me poi le cure per l’infertilita dovrebbero essere gratuite per chi le vuole.

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