Figli malati e malformati? Spudoratamente anche no, grazie.

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Ultima modifica 16 Marzo 2016

E’ notizia di questi giorni. Una giovane donna affetta dalla sindrome di Crouzon ha partorito quattro figli, a distanza di due anni circa l’uno dall’altro, tutti con la sua stessa sindrome, uno dei quali in forma molto grave.

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Nessuno l’ha costretta, i figli non sono capitati, ma voluti ostinatamente. Così come altrettanto ostinatamente questa giovane donna ha convissuto e combattuto contro i pregiudizi causati all’aspetto fisico dovuto alla malattia,  che hanno accompagnato la sua crescita.

La sindrome di Crouzon è originata da una malattia genetica rara che provoca la precoce fusione delle ossa del cranio e lo sviluppo anomalo del viso.

Si verifica quando alcune ossa della scatola cranica si saldano troppo presto non permettendo al cervello di potersi sviluppare e crescere come normalmente accade, prima che le ossa si saldino. Il risultato è un volto deforme.
Alcuni nascono con un cranio estremamente allungato e la cavità orbitale particolarmente evidente. Altri, invece, sviluppano problemi solo in seguito. In ogni caso, tutti hanno una mandibola prominente e problemi all’udito e alla colonna vertebrale.
L’unico trattamento possibile è la chirurgia, per cercare di far sviluppare il cervello in modo normale e poter avere una conformazione cranica accettabile visivamente.
In una intervista il marito ha dichiarato di amare la donna per il  suo carattere:- E’ una donna forte, indipendente, determinata … ed anche un’ottima madre -.

Bene. Ci fa piacere.

Ci fa piacere che si amino, che lui abbia accettato i suoi problemi di salute e l’aspetto non proprio gradevole. Ci fa piacere che nella società della chirurgia estetica e dell’apparenza, ci siano ancora persone che vanno oltre e credono nei sentimenti.

Male, anzi malissimo che abbiamo continuato a procreare.

Sconsigliati dai medici dopo la nascita del primo, i coniugi Theriault hanno pensato bene di sfidare la sorte, non la loro però, quella di altre piccole creature, sfidare le leggi della natura e continuare probabilmente quello che, in realtà, era il solo desiderio di questa donna che per anni è stata presa in giro dai coetanei, ed ora, quasi come fosse una rivalsa contro la sua condizione, ha deciso di affermarsi, mettendo al mondo suoi simili.
Questo ha dell’assurdo. Assurdo perchè c’è in gioco la salute fisica e mentale di altri esseri umani.
Con quale criterio i medici hanno consentito tutto ciò? E gli assistenti sociali, tanto solerti all’intervento se un genitore appare inadeguato, dove sono?

Da qui una riflessione più ampia.
Cosa spinge una donna incinta a tenere un figlio a cui viene diagnosticata una malattia di questa portata?
Pensiamo anche alla sindrome di Down.
Cosa trattiene una donna dal non abortire? Il rimorso per aver interrotto un principio di vita?
L’indottrinamento religioso che ci vede peccatori quando non ci affidiamo alle “Sante Leggi” del buonismo e all’accettazione divina che giustifica tutto cio’ che ci accade?
Non è forse più grave decidere per una creatura e condannarla ad una vita di dolori, limitazioni, umiliazioni. Non è forse più grave stravolgere la vita di tutto il nucleo famigliare, per portare avanti una gravidanza che poi si conlcuderà con la nascita di una creatura già condannata in partenza?

Egoismo.

L’egoismo di decidere o meglio di non decidere. Di non affrontare la verità. Di non ammettere con noi stessi che in realtà noi volevamo un bimbo sano, bello e che ci portasse gioia e non dolori e problemi fin da subito.
Se smettiamo di pensare e cominciamo invece a sentire, sentiamo esattamente quanto sopra.
Se vogliamo essere vere,  senza i filtri della società, della religione, delle promesse scientifiche, un figlio con sindromi gravi come queste è una condanna.
Prima di tutto per se stesso.
Il nodo centrale è proprio questo. Voler a tutti i costi avere un figlio proprio, anche se affetto da una condanna, e chiudere gli occhi su tutti quei bimbi già nati, alcuni con problemi altrettanto gravi, che sono in attesa di adozione.

Perchè non pensare a loro quindi?

Molte donne sono talmente legate allo stereotipo di voler avere un erede “sangue del proprio sangue” che travisano la realtà, si ingannano, coinvolgono e stravolgono i prinicipi del buon senso e della pietas… e pèrdono.
Partono sconfitte perchè una madre, è madre di tutto il mondo, e ha il dovere di evitare la nascita di altri infelici quando ce ne sono già tanti che aspettano le sue cure, l’affetto, gli abbracci, il sostegno.

La stima è per altre.

Per quelle che si adoperano per ospitare bambini anche solo in affido.
Per quelle che si accollano viaggi intercontinentali per affrontare adozioni di creature nate in condizioni pessime, in parti del mondo dove l’infanzia non è tutelata.
Per quelle che per mesi devono passare attraverso carte bollate, incontri con psicoterapeuti che ne rivoltano l’anima per capire se c’è predisposizione al mestiere piu’ difficile del mondo, in fondo, non si sta prendendo un cane.
Per quelle che sono già avanti con gli anni e che quindi rinunciano al “pancione”, ai nove mesi dell’attesa, ai vestiti premaman ed altre consumistiche convenzioni, con giusta considerazione di eventuali complicazioni.
Per tutte quelle che compiono una scelta responsabile, ragionata, utile, concreta, vera , pensando davvero al bene del futuro figlio.
O semplicemente la stima è per tutte quelle che decidono di non portare avanti una gravidanza “malata”, nel corpo e nello spirito.

E’ meglio essere vere da fare schifo subito, piuttosto che pentirsi in seguito.

Michela Cortesi

30 COMMENTS

  1. Il caso che racconti mette in gioco molte implicazioni legate alla mamma e al futuro di quei bambini. Ne sottolinei alcune, altre però sono meno chiare (o forse senza risposta): che ne sappiamo di come vivono quei bambini? Perchè pensi che necessariamente la loro vita possa essere un cumulo di umiliazioni? E se quella mamma avesse voluto semplicemente dimostrare che anche con quel morbo una vita dignitosa è possibile?
    In fondo anche le persone “sane” hanno mille limitazioni…
    E qui, per come la penso io, non è giusto mettere in gioco questioni religiose o buoniste, è cercare di capire (e qui pure io vado in crisi) chi sono io per dire che la vita di una persona che ha una certa sindrome sia una condanna. Quei bambini sono meno di me? Quella mamma è meno mamma delle mamme che mettono al mondo bimbi sani?
    Non sono ingenuo: le differenze ci sono eccome, ma chi sono io per dire che quelle sono differenze tali da non permettere loro di vivere? E quando ciò accade ritenere quelle esistenze una condanna? Non ce la faccio. No.
    Perchè un conto è la libertà di abortire sulla quale si può essere d’accordo o meno, un conto è che questa libertà debba essere, in qualche modo, imposta per preservare il mondo da esistenze diverse. Questo proprio non mi piace.
    Penso alla sindrome di Down: con ragazzi down ci ho passato indimenticabili esperienze. Il loro essere non l’ho mai percepito come inferiore al mio. I loro limiti evidenti li ho sempre paragonati con i miei. Punto e basta. Una mia amica ha avuto una figlia Down che oggi ha sette anni: in quella vita non c’è nessuna condanna, te lo assicuro.

    • Che irresponsabile discorso buonista il tuo, anzi in verità cattivo perché non empatico verso la sofferenza di questi bambini e piuttosto è dalla parte di una madre egoista che per appagare un suo desiderio non esita ad infliggere una vita di sofferenze ad altre creature. Se ragioni così allora non avrai neanche nulla da obiettare su una persona che contagia l”AIDS facendo sesso con un’altra pur sapendolo. In fondo voleva solo appagare il suo desiderio di amore….ovviamente è ironico parlar di amore proprio come nel caso di una madre che passa al figlio la malattia. In nome dei propri desideri si calpesta il futuro degli altri e sembra che in questa società pur di far figli tutto sia concesso senza pensare alle conseguenze sul nascituro . Già la vita è complicata da “sani”, figurarsi in queste condizioni

  2. Ma chi è Lei per giudicare quella madre ed affermare con perentorietà che ha messo al mondo dei bambini infelici e “condannati”? Perché occorre ravvisare un’insanabile opposizione tra genitori adottanti – degni del massimo rispetto, a Suo dire – e quella madre? Sono due scelte incomparabili.

    Poteva comunque esprimere la Sua opinione con maggior garbo e moderazione, nel rispetto di chi ha un sentire differente.

    • Assolutamente no. Il garbo non giova davanti a certi fenomeni di assoluta irresponsabilità di persone che si definiscono adulte e madri.
      Certo che è un punto di vista, non è verità assoluta. Avete un’idea di cosa vuol dire essere sottoposti a 8 ore di intervento chirurgico al craneo, essere sordi e avere problemi alla colonna vertebrale? Forse no.
      Ribadisco, se vi era l’intenzione di avere figli, ci sono tanti bambini sfortunati nel mondo. La verità è che la signora voleva probabilmente moltiplicarsi per un suo desiderio egoistico. Saluti

    • Chi è casomai quella madre per passare al figlio una malattia come un malato di aids la sua a un partner. Pensi che il volere un figlio giustifichi tutto? Che sia concesso anche far del male a un innocente in nome del desiderio di gravidanza a tutti i costi? Fai pace col cervello e stai con la vittima piuttosto che col carnefice. Giustamente qualcuno deve denunciare queste cose per la tutela degli innocenti, l’omerta’ favorisce solo quella gente egoiata e irresponsabile

  3. Concordo: è egoismo. Sappiamo bene che i bambini si prendono in giro per pochissimo, figuriamoci in questo caso. Ma non solo: costringere dei bambini a fwre una vita di sofferenze: questo morbo colpisce anche i movimenti corporei, oltre che l’aspetto. Ve li immaginate nell’ora di ginnastica a scuola? Non vorrei assistere a quello che soffriranno, proprio NO!

  4. Concordo in pieno con quanto scrive Michela. Oggettivamente questi bambini sono destinati a soffrire. Per problematiche fisiche, psicologiche e sociali. Sono destinati ad una vita crudele. Credo fortemente nel principio della libertà di scelta. Scegliere come mettere al mondo figli,e’ e deve restare un diritto. Un diritto che non deve ledere però la salute e la felicità del nascituro. Ci sono differenti malattie, differenti sindromi e differenti possibilità di vita. Ma in questo caso, sapendo scientemente di generare figli, gravemente malati ci si arroga il diritto di scegliere per la loro vita. E credo che nessuno abbia questo diritto. Ora ci sono 4 infelici in più al mondo. A cui auguro tanta, tanta fortuna.
    Raffaella

  5. E’ chiaro che ogni madre desidera un bambino sano, è umano e normale.
    Altra cosa, però, è affermare che i bambini non sani, è meglio che non vengano al mondo perché, per definizione, sono condannanti all’infelicità, al dileggio, a una vita disperata.
    Io sono d’accordo con Lei che questa madre, al secondo figlio malato, avrebbe dovuto fare una seria riflessione se rischiare ancora o rinunciare ad altre gravidanze ad alto rischio.
    Mi pare però che la tesi adombrata sia eccessiva: è sempre irresponsabile chi accetta di mettere al mondo un figlio malformato. Ho capito male?

    Io ho letto alcuni libri sull’argomento, che mi ha toccato da vicino: “La luce e la letizia” di Cinzia Anedda; o anche “Un cuoricino di nome Chiara” di Valentina Olivi.
    Esperienze di gravidanze difficili, in cui però i genitori non si sono arresi né hanno perso la speranza.
    Un cordiale saluto.

    • No, ha capito molto bene. Ci sono tanti bambini al mondo bisognosi e malati che attendono di essere aiutati e adottati, non è il caso a mio parere di metterne al mondo altri.

      Questo non centra nulla con il rifiuto di chi è malato. E’una riflessione diversa dal solito, un provare ad analizzare la situazione in altro modo rispetto al sentire comune.

      Saluti
      Michela Cortesi

  6. Io vorrei davvero che si evitassero giudizi così perentori in un senso o nell’altro in situazioni tanto delicate.

    • per essere chiari: è normale volere dei figli sani e il pensiero che questa donna li volesse proprio malati come lei (e magari per questo avrebbe abortito un feto sano) mi inquieta ma detto questo, penso la sceta di abortire un feto gravemente malato sia rispettabile quanto quella di portare avanti la gravidanza

      • il problema è proprio questo.. non dovrebbe essere lei a decidere, perchè si tratta di puro egoismo e irresponsabilità. Ci dovrebbe essere una commissione medica che decida, ma qui si entra in un altro ambito. Siamo padrone del nostro corpo, ma fino ad un certo punto. La nostra libertà deve finire nel momento in cui puo’ ledere quella degli altri, anche se si tratta di un feto, a cui va il massimo rispetto, in quanto essendo gravemente compromesso sarebbe destinato ad una non vita.

  7. “Mettere al mondo i suoi simili”.
    Questa piccola frase porta l’articolo da essere parzialmente nel giusto, poiché ognuno ha il suo giudizio, ad essere nel torto e nello squallore. Sembri parlare di animali, bestie o peggio, non di essere umani, di innocenti bambini la cui vita sarà stravolta, come continui a puntualizzare.

    Abortire o non abortire è una scelta difficile, non credo che sia solo questione di indottrinamento religioso. Io non sono credente e non voglio nemmeno diventare madre, tuttavia non credo che abortirei solo perché la sindrome di down è stata diagnosticata. Il problema è la società dalle menti limitate e superficiali, non i bambini Down. E’ come decidere di non far nascere tuo figlio perché sai che sarà biondo e biondo a te non piace.
    Ed è altrettanto egoistico abortire per provare a sfornare un altro bambino più sano e bello.
    E’ inutile poi cercare di girare la frittata dicendo che ci sono tanti bambini da adottare nel mondo: a questo punto nessuna dovrebbe più partorire finché tutti i trovatelli del mondo avranno una casa.
    Volere un figlio proprio è davvero considerabile un atto di egoismo? Io rifletterei molto attentamente su questo. Se voler mettere al mondo una vita è così egoistico, chissà quanto sono egoistiche tutte le altre azioni che compiamo ogni giorno.

    • non diciamo sciocchezze per favore. Mettere al mondo un bambino che già sai che sarà sottoposto ad interventi chirurgici alla testa e alla colonna vertebrale? Non è scegliere se abortire perché non vogliamo un bambino biondo!!! Accettiamo tutte le idee, io per prima cerco di non scrivere cose ovvie ma scuotere, per avere tutti i punti di vista. Ma non mettetemi in bocca concetti che non centrano nulla con quello che ho scritto. Leggete bene prima di commentare. Ore e ore di interventi chirurgici su un neonato, ed i medici l’avevano avvertita.

    • “Ed è altrettanto egoistico abortire per provare a sfornare un altro bambino più sano e bello” non è egoistico è semplicemente essere realistici, perché mai devo mettere al mondo un figlio con un’ipoteca sulle spalle, quanto invece posso metterlo al mondo in condizioni migliori di vita?
      Poi tanto di cappello a chi ha il coraggio di portare a termine una gravidanza così travagliata, ma basta che non poi si penso di metterla sul groppone degli altri.

  8. Sono pienamente d’accordo e credo che chi la pensa diversamente sia un ignorante… mio fratello è nato sano 19 anni fa, era un bambino “perfetto”, bellissimo e cresceva senza problemi. Si è ammalato a 3 mesi a causa dell’antipolio.. adesso non parla, porta il pannolone, ha bisogno di essere accudito come un bambino, bisogna lavarlo, dargli da mangiare, e stare con lui tutto il giorno senza un attimo di pausa.
    E’ quello che fa mia madre senza mai dire basta per amore di suo figlio che è la cosa più importante della sua vita.
    Dopo di lui non sono nati più bambini in questa casa perchè mia madre sapeva non avrebbe potuto dedicarsi a Giovanni come ha fatto in tutti questi anni e come continuerà a fare fino alla fine.
    Sapete cosa penso non importa quello che è ora la nostra vita. L’importante è vedere mio fratello felice, dopotutto è stato solo tanto tanto sfortunato e noi lo amiamo così com’è… bello e sorridente e anche qualche volta capriccioso, ma ne vale la pena!
    Sapete che cosa avrebbe reso questa famiglia solo un piccolo gruppo di persone senza sentimenti?..
    L’aver scelto di nostra spontanea volontà che Giovanni soffrisse.
    Se un giorno avrò un bambino e i medici mi diranno che nascerà malato.. io abortirò!… il vero egoismo è dare una vità misera ad un dono della natura.
    E voi che provate a dire il contrario VERGOGNATEVI! Non sapete nemmeno di cosa state parlando! Mia madre stessa non mi permetterebbe mai di partorire un figlio così e si ripete sempre che avesse scelto lei questo destino per suo figlio, pieno di soffrenze, non se lo sarebbe mai perdonata!!! Queste mamme poi si lamentano e dicono che soffrono per i loro figli.. tutte menzogne… hanno avuto la possibilità di salvarli e non l’hanno fatto! E poi chi vi dice che li amino davvero… prima di sentenziare fate qualche giro negli ospedali e anche a casa di queste persone, che spesso piangono davanti e invece in casa li maltrattano perchè non li accettano. Io queste donne non le stimo, le odio!

    Io stimo mia madre perchè ha saputo abbracciare la malattia di Giovanni facendo si che diventasse la nostra forza e lui questo lo sa, anche se non capisce lo sa, quando sta male ci fa capire che noi gli diamo la voglia di andare avanti SEMPRE.

    • condivido. Purtroppo è capitato e tua madre non poteva sapere. Ed ora ha tutto l’amore del mondo. Come ho scritto, ci sono tanti bambini che non vengono adottati perché gravemente malati. Perché non occuparci di questi? Perché si vuole avere a tutti i costi un figlio proprio? qui si parla di mettere al mondo bambini dove è già stata diagnosticata fin dall’inizio una malattia molto grave e compromettente. I bambini si amano a prescindere dal parto. Una volta che vivono con te, che sia adozione o affido, sono figli tuoi.

    • Tutta la mia stima a tua mamma. Tutta la mia stima alla vostra famiglia. hai espresso qualcosa di importante. E lo condivido. Scegliere di dare la vita ad un figlio sapendo che soffrirà tutta la vita è come condannarlo alla tortura. Ma ci rendiamo conto? Io mi cago sotto anche solo per la puntura del dentista e questi vengono sottoposti ad interventi pazzeschi… gliel’hanno chiesto se lo vogliono davvero?
      Una mia amica ha avuto un’emorragia alla 22^ settimana. Non si vedeva. La stavano mandando a casa. E, col senno di poi, sa che avrebbe abortito. Mentre stava uscendo un dottore l’ha fermata e ha voluto fare un controllo in più. Ha visto che c’era un distacco della placenta quasi invisibile. Ha dovuto partorire. Una bambina che non sarà MAI MAI MAI autonoma. Hanno dovuto operarla anche per farla stare seduta perché altrimenti non avrebbe potuto. Lei ama quella bambina. Ma sa che se quel dottore non fosse stato tanto scrupoloso, oggi quella bambina non soffrirebbe tanto…

  9. Salve a tutti.. ma cosa dite ? Immagino che voi avete la sindrome di Crouzon … per cui parlate con cognizione di causa ah ah ah . Io ce l’ho, conosco molte persone che ce l’hanno quasi tutte laureate con buon lavoro ( avuto senza agevolazione) …..ma di cosa state parlando, quale vita piena di dolore traumatica ecc. Non sto dicendo che non ci siano state sofferenze o lacrime ma chi nella vita non le ha avute,
    I bambini da piccolo ti prendono in giro lo fanno anche se hai gli occhiali se sei magro o grasso e lo fanno solo all’inizio poi ti conoscono e non vedono le differenze (o meglio vedono che quelle non sono differenze), a meno che non hanno genitori come voi, allora pensano di vederle per fortuna poi crescono e avendo un loro cervello alcuni di loro tornano a vedere con i propri occhi.
    Ognuno deve essere libero di vivere a modo suo, quando cresceranno questi bambini saranno loro a dire grazie o no alla loro madre non capisco questo accanimento.
    Se nella vita non siete felici e vi dà fastidio che qualcuno altro, che teoricamente secondo il vostro giudizio non può esserlo, lo è. Fatevene una ragione!!!! Nella storia c’è stata una persona che voleva che razza umana fosse perfetta ma non ha avuto tanto successo e non è ricordato con tanto amore mi sembra e pure tante persone lo sostenevano all’inizio :).
    Comunque state tutti tranquilli ogni coppia sana ha un 1:25.000 di avere un figlio affetto da sindrome di Crouzon, la natura è intelligente ripete da anni lo stesso “errore” chissà per quanto ancora continuerà….. forse è per non farci estinguere chi lo sa.

    PS Vi è mai passato per la mente che forse quella donna la potrebbe anche pensare un po’ come voi … e chissà ha messo al mondo altri figli con la speranza che almeno uno fosse sano per “accudire” gli altri ….

    • Se hai una malattia genetica puoi tentare di fare la selezione degli ovuli, invece questi qui sono andati liberi per liberi mettendo deliberatamente al mondo 4 figli con una malattia genetica nell’intenzione di avere una rivincita sul resto mondo. Qui siamo di fronte a qualcosa di aberrante.

    • Io ho una situazione analoga.Sono cardiopatica dalla nascita.Sono sposata e io e mio marito desideriamo un bambino.Ci siamo informati e mi hanno spiegato che la mia sarebbe una gravidanza ad alto rischio,che il bambino nascerebbe sicuramente prematuro perché non riuscirei mai a portare una gravidanza fino alla fine.Insomma,rischio la mia pelle è quella del bambino.Io è mio marito,seppur con grande dolore ci stiamo rassegnando a non averne.Che senso ha mettere al mondo a tutti i costi un bambino che mi è stato già detto che nascerà prematuro (ho parlato con una ragazza che ha partorito che non era nemmeno di 6 mesi) e che potrebbe avere quindi gravi tare mentali o fisiche?Che vita gli faremmo fare?Poi magari ci va tutto bene,partorisco a 7 mesi e mezzo,il bambino si salva,è sano,benissimo..Ma se no?Se il mio bambino dovesse morire perché partorisco prima del previsto e non ce la facesse o se ce la facesse ma fosse malato con che sensi di colpa vivremmo?!Voglio rischiare la mia pelle?Libera di farlo,ma è giusto rischiare anche quella di nostro figlio che non ha certo chiesto di nascere e subisce soltanto le decisioni di due genitori?Io credo di no.Se partorissi un bambino malato,sapendo che c’era la possibilità che fosse,ne morirei.Purtroppo penso che quando ci sono in ballo cose così serie bisogna mettere da parte L’egoismo e ragionare razionalmente.Non è obbligatorio fare figli.Meglio senza o adottarne uno,piuttosto che condannare una creatura sulla carrozzina o altro.

  10. Io non giudico. Saranno affari loro se hanno voluto metterli al mondo no? NON capisco questo sentenziare su tutto e tutti. Ma pensate agli affari vostri! Credete di essere persone migliori di quella madre? Solo perché siete normali? Vergogna!

  11. Cara Michela leggere le sue parole, anche a distanza di anni, mi rincuora e allevia una colpa che ancora oggi mi tormenta. Io penso sempre a mio figlio, penso se la scelta che ho fatto sia stata dettata da egoismo o da amore, penso che è una decisione inumana perché non è umano stabilire se una creatura debba vivere o morire. E proprio stasera mentre penso a mio figlio in solitudine mi imbatto nel suo articolo e mi dico che forse non sono quel mostro che penso di essere, quel mostro che punisco ossessivamente da dieci anni, e che forse potrei anche assolvere. Grazie

  12. È molto lontano nel tempo questo articolo ,ma io al contrario di chi mi ha preceduto ho scelto di donare la vita.
    Una frase di Gandhi mi piace molto ” sii quello che vuoi vedere avvenire nel mondo” .
    Ogni giorno combattiamo io e lei per mostrare che la disabilità fisica non impedisce di essere felici.
    Si soffre?

    Perché ?
    Perché il mondo nega tutto ciò che teme.
    Lo rifarei?
    Sì, purtroppo si può nascere diversi ma lo si può anche diventare o ancora ci si può sentire..NOI COMBATTIAMO PER TUTTE LE DIVERSITÀ ,che siano fisiche, mentali o anche sessuali.

    • La disabilità fisica non impedisce la felicità ma la rende molto più difficile da ottenere. Perché far questo a un bambino che non l’ha mai chiesto e vorrebbe essere come tutti gli altri? Chi siamo per decidere per lui?

  13. La signora.ra Michela, autrice dell’articolo, ha risposto a tutti e tutto tranne che al messaggio più significativo e importante: quello della persona affetta proprio dalla sindrome in questione che ha riportato la sua diretta esperienza!!!!! Un tantino imbarazzante direi……

  14. AVERE UN FIGLIO A TUTTI I COSTI..ANCHE SE PORTATORE COME GENITIRE DI MALATTIE..E’ DA EGOISTI.., INCOSCENTI, IRRESPONSABBILI..PARLO COME GENITORE DI UN RAGAZZO CHE COMUNQUE, NON HA UNA GRAVE PATOLOGIA:”AUTISTICO ASPERGER”..MA CHE ERO IGNARA A MIA VOLTA, CHE MIO MARITO FOSSE ANCHE LUI ASPERGER..E CHE A SUA VOLTA..GRAZIE ALL’ ASSURDA IGNORANZA DEI GENITORI, NON HA MAI SAPUTO PRIMA D’ ESSERLO..ANCHE SE GLI ATTEGGIAMENTI..ERANO QUELLI.PUR DESIDEROSA DI UNA FIGLIA FEMMINA, NON METTEREI PIU’ AL MONDO, UN’ ALTRO FIGLIO, IN QUANTO SE AUTISTICA, VA INCONTRO A PROBBLEMI PEGGIORI, RISPETTO AI RAGAZZI.E, CON TUTTO L’ AMORE CHE HO PER FIGLI E FAMIGLIA, PER AMORE DI NON FARE SOFFRIRE, QUELLA CHE POTREBBE ESSERE LA MIA FUTURA FIGLIA/0,PREFERISCO TENERMI IL RIMPIANTO, CHE NON IL DOLORE, E IL DISPREZZO UN DOMANI, DI UN FIGLIO.LA VITA E’ RISPETTO, E GIA’ C’ E’ TROPPA SOFFERENZA A QUESTO MONDO, PER PROCREARE CON PATOLOGIE, E FAR INIZIARE QUESTA DIFFICILE VITA, GIA’ CON IL PIEDE SBAGLIATO, E SVANTAGGIATI.

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