Chi vede la tragedia chiami i soccorsi, che io devo filmare…

Ultima modifica 24 Ottobre 2017

Cosa si fa per una “miserabile visibilità “
Nella notte fra sabato e domenica scorsa, nei pressi di Riccione un ventiquattrenne, Simone, perde il controllo del suo scooter e si schianta contro un albero.
Rimane agonizzante sull’asfalto e purtroppo da lì a poco incontrerà la morte.
Nei pressi dell’incidente si trova Andrea Speziali, ventinovenne, si è candidato alle ultime elezioni comunali.
“Tra i più giovani esperti nel campo dell’Art Nouveau” come lui stesso si definisce, ha due profili Facebook e circa 11mila followers.

Indichiamo nome e cognome senza scrupolo, un po’ perché di fatto lo hanno già comunicato altri giornali, un po’ perché persone come questa vanno denunciate senza alcun tipo di scrupolo.

riprendere_morte_facebook

Dicevamo…
Andrea, invece di chiamare il 118, tira fuori il cellulare, si mette a filmare e posta il video su Facebook, su diverse pagine di cui lui fa parte e, naturalmente, sui suoi profili.

Le frasi che aggiunge nel post sono “Chi mi segue chiami aiuto” , “C’è sangue, speriamo si salvi”.

Lo sdegno che parte immediatamente dei suoi followers e delle istituzioni si è subito fatto sentire e ha fatto da eco allo sdegno di chi, come me, pensa che questo fatto sia raccapricciante.
Il “video amatore “ ha detto che non era sua intenzione fare scoop e che pensava che i soccorsi, contraddicendo la sua richiesta di intervento, fossero già stati chiamati.

Ovviamente non aveva tempo di sincerarsi del fatto perché troppo impegnato nelle riprese.
Ma, anche se fosse. Anche se i soccorsi fossero stati realmente chiamati da una persona più intelligente di lui, con che cuore ha ritenuto si potesse tranquillamente ledere il momento più doloroso della vita del ragazzo agonizzante e di tutta la sua famiglia?

Come ha potuto, anche solo per un attimo, pensare al suo tornaconto personale invece che avvicinarsi al ragazzo e magari tentare di parlare con lui per, che ne so, tenerlo sveglio.

No. Il caso Andrea ha preferito mettere on line ogni straziante secondo degli ultimi momenti di vita dello sfortunato ragazzo. Fregandosene di tutto e di tutti.

Spesso su Facebook mi capita di vedere video, che segnalo subito, di maltrattamenti filmati o di atti di bullismo. e
Certo sono dispiaciuta per cio’ che vedo, ma ancora di più mi sale la rabbia nei confronti di chi filma; la mia domanda è sempre la stessa “perché invece di filmare non sei intervenuto? “.

Io non classifico queste persone che reputo fanatiche e pietose perché non sono classificabili, sono incommentabili.
E ce ne sono tantissime. Lo fanno perché così diventano “virali”, diventano famosi, creano lo scoop.
Magari poi diventano talmente famosi che le aziende li pagano per influenzare noi comuni mortali.

Mi domando poi in cosa debba influenzarci uno così…

Il male di questo secolo: dover stupire a tutti i costi. Peccato non colgano il significato vero della notorietà, di ciò che si trasmette al prossimo. Peccato non capiscano che è il cervello che rende eleganti, unici.
Un’altra storia che dimostra quanto il progresso ci sia scappato di mano e di quanto si stia sbagliando a sfruttarlo.
Riposi in pace quel povero ragazzo che sul suo cammino avrà incontrato tanti imbecilli ma l’ultimo, il più grande, l’ha incontrato nell’ultimo suo respiro.

Chiudo con una domanda. Il Sig. Andrea, se non ho letto male, dovrebbe essere indagato per violazione della privacy e forse per  procurato allarme. Ma, secondo voi, non è in qualche modo, è colpevole di omicidio?

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