Genitori affidatari: la testimonianza di Giovanna

Ultima modifica 19 Dicembre 2015

 

Noi genitori affidatari ci portiamo dietro tutta la storia dei “nostri” bambini e delle loro famiglie.
Accogliendo il bambino scegliamo di accogliere tutta la loro vita, ricordandoci che hanno un padre e una madre che gli hanno donato la vita, e facendo il possibile per mantenere saldo il loro rapporto, in armonia con il nuovo quotidiano che giorno dopo giorno costruiamo tutti insieme

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Così inizia la testimonianza di Giovanna, mamma affidataria del Progetto Affido della Fondazione L’Albero della Vita, che parla della sua storia con il bambino Elia di 12 anni, con lei da un anno e mezzo.

Per bambini di 12 anni, quindi già grandi per capire cosa sta accadendo intorno a loro, non è semplice affrontare la questione. Alle volte penso che sarebbe più semplice escludere la sua vera famiglia, ma poi con mio marito ci guardiamo negli occhi e capiamo che sarebbe solo uno sbaglio, perché la loro storia è parte della storia di Elia.
L’affidamento è un mondo complesso ma occorre cercare di collocare tutti gli attori nel ruolo che possono sostenere affinché ognuno possa essere protagonista nella vita del bambino nel rispetto della crescita e dello sviluppo del bambino stesso.

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Ci sono delle volte in cui non mi sento ‘protagonista’ della sua vita.

A volte mi sento impotente, soprattutto quando non posso gestire le scelte di vita di Elia in autonomia.
Ma poi tutto passa quando vedo che sorride e si sente felice, quando mi abbraccia e mi dice che mi vuole bene.
Ovviamente ci sono anche dei momenti difficili, soprattutto quando mi allontana e mi ricorda che non sono sua madre, ma poi la sera quando mi cerca per addormentarci insieme o mi ringrazia perché sono stata in grado di rispondere con un gesto di amore alle sue provocazioni, passa tutto e capisco che ne è valsa la pena!

Mi sento protagonista nella sua storia perché mi è stata data la possibilità di accompagnarlo nella sua vita, anche se per poco, mostrargli la bellezza del mondo, e fargli scoprire cose nuove…chissà magari anche un mondo migliore.

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