Ghiacci e ghiande per l’era glaciale 4. La recensione

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Sapevate che l’origine della deriva dei continenti è da attribuirsi alla rincorsa senza posa di un famoso scoiattolo verso la sua agognata ghianda?

Altro che tettonica a placche!

Se volete sapere davvero come la Pangea ad un certo punto abbia lasciato spazio alla suddivisione delle terre emerse, vi basterà andare al cinema  a vedere “L’era glaciale 4”!

era glaciale 4

L’era Glaciale 4: il film

Troverete il Mammut Manny alle prese con Pesca, la figlia adolescente, ed il suo desiderio di libertà. Il bradipo Sid con una a dir poco frizzante nonnina. Diego la tigre che incontra una tostissima tigre pirata bianca, Shira, tanto affascinante quanto complicata di cui, ovviamente, si innamorerà.

E ovviamente il meraviglioso ed esilarante Scrat, le cui iperboliche avventure fanno davvero pensare che la fantasia degli autori nel creare nuovi scenari, in cui solo la ricerca della felicità li fa da padrona, sia illimitata.

I continenti si separano,
provocando la separazione forzata
di Manny da Ellie e Pesca.

Niente può fermarlo dal tornare a casa.

In men che non si dica il mammut si trasforma in un capitano impavido che condurrà la ciurma, composta dal bradipo, la nonna e la tigre, ad affrontare una nave di ghiaccio pirata che solca gli oceani alla ricerca di nuove prede.

Ricorda “I pirati dei Caraibi” la teatralità del suo perfido capitano, che ricalca con grande talento la figura del Capitan Barbossa disneyano.

Ancora una volta esco dal cinema con un figlio in lacrime perché avrebbe voluto che il film durasse all’infinito. L’altra che mi sorprende per la capacità di comprendere le trame nonostante i suoi due anni e la soddisfazione di aver visto qualcosa che ha a fare con la vita.

L’adolescenza e le sue contraddizioni. La voglia di sganciarsi dalla famiglia, senza però sapere esattamente come muoversi nel mondo.

L’enorme valore dell’amicizia.

La capacità di sorprenderci che hanno i nonni, ben lontani dalla figura dell’anziano un po’ lento e senza energia che sempre meno rappresenta una fotografia realista.

Il tutto condito da citazioni provenienti dall’Odissea e dalla mitologia, dalle sirene omeriche e da Atlantide, che rendono questo film bello e appassionante anche per gli adulti.

Correre al cinema a vederlo, dunque!

Imperdibile la scena in cui Diego racconta alla piratessa d’essere un felino spietato e in quel momento piomba Sid portando all’amico una collana identica alla sua e congedandosi con un “lui le perde tutte”!

Mi piace questa saga, che ha iniziato a commuovermi sia dal primo episodio.
Una saga che mi fa ridere come una bambina con un’ironia davvero trasversale e che ancora una volta, come spesso accade con queste storie, mi aiuta a dare un’immagine reale, positiva e di riferimento ai miei bambini per ciò che riguarda i veri valori che dovrebbero guidare le persone.

Entrare in sala, poi, e scoprire che a doppiare Manny c’è nientepopodimeno che Filippo Timi, uno dei miei idoli assoluti del cinema italiano, non può che rendermi ancora più felice di aver dedicato il nostro venerdì sera familiare ai “continenti alla deriva”!

Valentina Cozzoli

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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