Gravidanza pretermine: un rischio sottovalutato

0
530

Ultima modifica 7 Aprile 2015

Quando il 31 dicembre 2007 sono nati i miei gemelli era una giornata di sole limpido, il maschietto aveva rotto la sacca, la mattina dopo aver perso le acque, eravamo andati in clinica senza paure.
Alle 16.52 con cesareo d’urgenza nasceva Tommy e un minuto dopo spuntava dormiente la piccola Flavia.
Era una gravidanza pretermine.

Il protocollo per i nati pretermine

Mi ricordo i loro volti e la loro estrema magrezza. Erano nati di 34 settimane e 6 giorni. Quando li ho raggiunti, mio marito prendendomi la mano, mi comunicava che dai Parioli i bambini sarebbero andati al Policlinico Casilino in TIN, la terapia intensiva neonatale, perchè pretermine.
Erano nati prima della 35sima settimana.
Era il protocollo.
Io quei giorni non li ho più dimenticati: la fretta di uscire dalla clinica per abbracciarli come non avevo potuto fare, poi l’andare e venire dall’ospedale, il tiralatte attaccato al seno continuamente per dare loro almeno un pezzo di me. E al Policlinico Casilino hanno un centro all’avanguardia.
I gemelli sono usciti il 7 gennaio quando hanno recuperato il peso. Erano autonomi. Finalmente miei. Però la loro nascita pretermine è stata ed è ancora il motivo per cui sono seguiti dal centro specializzato del Bambin Gesù. Noi siamo stati fortunati, seguiti e instradati sulla strada migliore. Non a tutti capita.

nati pretermine

Quando una nascita è pretermine?

La nascita pretermine non è la prematura, cade (late preterm) nel periodo tra la EG 34-36 settimane o Moderately Preterm (EG 32-33 settimane). In Italia questi bambini, che non possono essere considerati prematuri, sono circa 34.500 (Dati Istat 2013 e % Cedap 2010 su elaborazione SIN9. Le conseguenze sono spesso sottovalutate:

  • la Sindrome da Distress Respiratorio (9%)
  • tachipnea transitoria (16%)
  • infezioni neonatali (1-2%)
  • iperbilirubinemia (10-12%)
  • ipoglicemia (6-7%)
  • instabilità della temperatura corporea (1-2%)
  • ma anche difficoltà nell’alimentazione e problemi neuroevolutivi e comportamentali, che comporterebbero conseguenze anche nelle performance scolastiche

L’Italia e le gravidanze pretermine

In Italia questo problema non è stato affrontato, anzi c’è stato un ricorso ai cesarei pretermine spesso immotivato e i neonati pretermine sono stati trattati come bambini nati a termine, senza considerare il livello di maturità evolutiva del singolo.
Tutto questo è stato fatto per risparmiare sulla sanità, costo che poi potrebbe triplicare negli anni successivi per la trascuratezza dei trattamenti.
La denuncia è della SIN, la società di Neonatologia, riunitasi per il XX Congresso a Roma dal 9 al 12 ottobre.

Le prospettive

In assenza di dati numerosi sulle nascite pretermine la SIN, sulla base di studi internazionali, ha voluto sottolineare la tematica e nell’occasione lanciare il Natal Network un database semplice, ma completo, che costituisce una piattaforma operativa per tutti i centri di assistenza per neonati pretermine che aderiranno all’iniziativa. Il database consentirà di disporre di informazioni omogenee su tutto il territorio nazionale, avendo così la possibilità di confrontare tutti i dati della stessa regione o anche con gli altri centri italiani, in una vera e propria rete utile e fruibile da parte dei neonatologi.

Arianna Orazi

Rispondi