Halloween, la notte delle Steghe. Le origini.

Ultima modifica 21 Ottobre 2019

La notte degli spiriti, delle streghe, del souling del “trick or treat?” (Dolcetto o scherzetto?), questo e molto altro è la notte di halloween.

Halloween, la notte delle Steghe.

La ricorrenza si perde nella notte dei tempi.
Una leggenda narra di un furfante a nome Jack che riuscì ad ingannare lucifero
sfidandolo a scalare un albero nella notte di ognissanti, e riuscì ad intrappolarlo tra i rami incidendo una croce nella corteccia.

halloween

Per liberarlo, Jack si fece promettere di non essere mai accompagnato all’inferno, ma, alla sua morte, non potè nemmeno entrare in paradiso, per le sue malefatte,.

Allora Lucifero gli regalò un angolo di inferno, un tizzone per illuminare il buio durante il suo vagare senza fine e meta. Per far durare più a lungo il suo tizzone, la sua fiamma, la sua luce Jack lo mise all’interno di una grossa rapa scavata appositamente.

Questa, dicono, sia lorigine delle zucche scavate all’interno, con bocca e occhi dalle quali traspare la luce delle fiamme.

Ma, se torniamo ancora più indietro nel tempo troviamo la notte di sammling o sabbat samhain, in gaelico antico, la più importante festa dell’anno tra i Celti, festa che raccoglie il raccolto agricolo, il raccolto selvatico e la commemorazione degli antenati.

Le foglie cadenti e il primo ghiaccio si compenetrano coi pungenti profumi d’autunno ricco di zucche, cannella, mele mature, foglie secche, castagne e lieviti di birra, questa è l’atmosfera di samhain.

E’ il tempo in cui i celti ritrovavano se stessi, nel ricordo e nella commemorazione degli antenati, è il tempo del ricordo e della memoria.

Nel giorno di samhain si svelavano i misteri del mondo dei morti.

Gli alberi assumevano sembianze scheletriche cedendo le foglie colorate al terreno, nel clima malinconico quando tutto è avvolto dalle nebbie si accendevano i fuochi propiziatori, si ascoltavano auspici e si ballava fino al mattino mentre scoppiavano amori.

E tutto questo, nel tempo si è trasformato e valicando l’oceano, sbarcata in America, la celebrazione è solo un lontano ricordo del sabbat, ma è diventata festosa, irriverente e solo lontanamente macabra: halloween.

E’ la notte dei tarocchi, delle sfere di cristallo, delle streghe e dei fantasmi.

Nella mia giovinezza solo nelle strisce dei peanuts si parlava del grande “cocomero”, del dolcetto o scherzetto, ma era un qualcosa di vago, lontano, estraneo.

Poi, ancor prima che la Halloween-mania si diffondesse in Italia, ho iniziato a festeggiare la ricorrenza.

Una mia amica, nata a New York, ama ricordare la sua patria osservandone le ricorrenze, la maggior parte delle quali in ambiente strettamente familiare, ma non halloween, che è abitudine trascorrere con gli amici.

Quindi decora la sua tavernetta con gli addobbi dedicati, prepara le zucche piccole e grandi, i fantasmi e le streghe.

Tutto rigorosamente nei colori arancio e nero tipici della festa, e anche noi, gli invitati, vestiti in nero e arancione

Una serata divertente tra amici, tanti, tavolata di 20-30 persone, che si ripete ogni anno in allegria.

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