I bambini e la televisione

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Io ricordo i giorni della radio, quando non avevo ancora 7 anni e vivevo a Brescia. Ricordo il giornale radio con la voce di Corrado, ricordo i bollettini meteorologici con le notizie della neve, delle strade chiuse e dei paesi irraggiungibili in Abruzzo e nella Sila, le riviste, le canzoni e le commedie. La radio era una voce amica che lasciava ampio spazio all’immaginazione.

Molto più tardi è arrivata la tv. Erano anni che faceva parte dell’arredamento nelle case americane riprese dai film, ma, com’era logico, non era mai messa in primo piano se non per brevi istanti, per cui non richiamava la nostra curiosità, ma finalmente arrivava anche da noi.

La gente non era molto interessata anche se il suo arrivo era stato preceduto da un battage pubblicitario non indifferente, ma il costo di un apparecchio era molto elevato e, a quel tempo, era appena iniziato il boom dell’automobile con l’arrivo prima delle seicento e poi della 500, non tutti avevano il frigorifero, pochi la lavatrice e la televisione era l’ultimo dei pensieri.

Poi era in bianco e nero, con un solo canale e poche, pochissime ore di trasmissione. i programmi iniziavano alle 6 e terminavano prima di mezzanotte.

Tutto era registrato, ma presto iniziarono anche le riprese dal vivo, con squilli di trombe e tamburi venne annunciato che sarebbe stato seguito in diretta, minuto per minuto, l’intero Tour de France,e fu così che, a casa mia arrivò la TV.

Un 18 pollici che costava quasi il doppio di uno stipendio medio, figurarsi! Ricordo la promozione, le promesse di vincita al fine di raggiungere l’agognato traguardo di 1.000.000 di abbonamenti.

La televisione stava prendendo il via.

Poi arrivarono i quiz, i famoso ‘Lascia o raddoppia’, i giovani on possono neppure immaginare l’impatto che ebbe sulla ‘vita’ degli italiani. I bar, dotati di apparecchi televisivi segnavano il tutto esaurito, i fortunati possessori di una tv il giovedì sera ospitavano parenti ed amici ed i cinematografi rimanevano assolutamente vuoti per cui iniziarono a proiettare sullo schermo la trasmissione televisiva.

Ed iniziarono i programmi per bambini, che occupavano circa un’ora del loro tempo, i bambini continuavano a giocare nei cortili, nelle piazze e all’oratorio, ma i cortili  e le piazze vennero mano a mano occupati dalle automobili, le strade sempre più trafficate e gli oratori più disertati. Ora lavoravano entrambi i genitori e la tv venne utilizzata come baby sitter, un modo per occupare il tempo de bambini, non sempre con programmi adatti, ma tant’è le mamme dovevano sbrigare i lavori di casa e dovevano farlo nel poco tempo che a loro rimaneva e allora…viva la tv.

Oggi stanno sorgendo piccoli parchi per il gioco all’aperto dei bimbi, la tv non è più un’icona, ma, purtroppo, ancora molti piccoli passano ore e ore davanti allo schermo, e non solo di pomeriggio…

E questo è oggi, forse, il minore dei mali (a meno che, avendo il televisore in camera, i ragazzi la accendono di notte per vedere trasmissioni hard) perché molti sono più attratti dai giochi elettronici, soprattutto da quelli violenti ed erotici e soprattutto dal web.

Certo questo succede dopo i sei anni, ma quelli che sono abituati, sin da piccolissimi, a passare il loro tempo davanti al televisore difficilmente riescono a staccarsi dal computer e non per imparare, purtroppo e, se non seguiti, navigando liberamente possono incontrare siti pericolosi.

Vedete davanti ad uno schermo, sia televisivo che del computer i bambini non devono essere lasciati mai soli, ma devono essere costantemente monitorati: è un compito molto difficile, che occupa molto del tempo disponibile e se non è supportato da entrambi i genitori e, magari dai nonni…

 

Nonna Lì

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  1. […] I bambini e la televisione | Le Nuove MammeI bambini e la televisione. 22 maggio 2012 | InLa rubrica di nonna Lì |. Io ricordo i giorni della radio, quando non avevo ancora 7 anni e vivevo a Brescia.www.lenuovemamme.it/lopinionedellemamme/?p=4026 […]

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