Il Brasile e il design

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Ultima modifica 28 Dicembre 2016

 

In questo periodo si parla tanto del Brasile e si pensa subito ai prossimi mondiali che inizieranno il 12 giugno.
Ma il Brasile significa tante altre cose, cibi, colori, paesaggi e, meno noto ma altrettanto affascinante, il design brasiliano.

Andiamo a conoscerne alcuni protagonisti.
La designer Julia Krantz che utilizza per le sue opere legname della foresta pluviale fornito esclusivamente tramite tecniche di silvicoltura sostenibile.
Tavoli e sedute seguono le linee naturali ed organiche del legno e sembrano come levigati  dall’acqua.

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L’artigiano  Luiz Galvão che, navigando lungo il Rio delle Amazzoni, raccoglie legni, pietre, semi con i quali realizza colorati personaggi, veri e propri oggetti di design.

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I fratelli Fernando e Humberto Campana che realizzano una versione della celebre poltrona Banquete con le bamboline di tessuto realizzate da una comunità di donne della città di Esperança che, grazie ai famosi designers ed all’associazione Artigianato Solidale, ha potuto far conoscere l’artigianato indigeno e con esso il proprio Paese.

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Ma il Brasile non è solo grandi metropoli, ma anche villaggi, piccole tribu.
Nello stato di Acre vivono ancora alcune tribù di etnia Yawanawà nei villaggi rurali di Aldeia Nova Esperança, nella foresta equatoriale.
Qui è nato un progetto AGT (A Gente Transforma) che è anche umanitario,voluto e sostenuto dal Governo, grazie ad un team di progettisti brasiliani (Rosenbaum, Fetiche Design, Nada Se Leva) con lo scopo di far conoscere, nel mondo, l’abilità manuale dei decoratori indigeni.
E’ nata una collezione di luci che richiamano agli animali delle foreste: pitoni, boa, coccodrilli, ma anche oche, nidi…e ogni modello è la rappresentazione simbolica di A Força da Floresta, la forza della foresta
Tutti i modelli sono realizzati con perle di vetro colorate e ispirati a grafismi geometrici locali (Kenes).
Le luci sono commercializzate dal gruppo La Lampe.

Rachele Masi

 

 

 

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