Il cambiamento fa paura

Ultima modifica 23 Maggio 2013

Eccerto che fa paura perché chi lascia la strada vecchia sa cosa lascia ma non sa cosa trova…
E così oggi mi ritrovo senza parole di fronte all’ennesimo forte cambiamento nella cultura dell’ “essere donna”.
La prima volta mi è capitato nel 1981, avevo 16 anni, ed era stato abolito il delitto d’onore. Rimasi basita. Non sapevo che esistesse questa possibilità di farla franca per i maschi colpevoli di uxoricidio. Mi ritenni fortunata e con le amiche si diceva: per fortuna non siamo nate 50 anni fa! Ho poi scoperto che solo dal 1969 l’adulterio del marito veniva punito come quello della moglie, fino ad allora era permesso, così come il concubinato ! !
Così come mi viene il mente la vergogna di un compagno di banco delle elementari perché era l’unico con i genitori separati. Non era gradito alle festine e mia mamma era tra le pochissime che invitava lui e sua mamma a casa.
E parlo di Padova degli anni 70 mica del medioevo. Qualcuno della mia generazione ha, come me, amici nati “settimini” perché concepiti prima del matrimonio ? 😉
Il cambiamento spaventa
. Ed è giusto così perché davvero non è sempre tutto per il meglio. Non vorrei aprire una discussione sull’interruzione di gravidanza praticata alla leggera al posto di una sana e consapevole contraccezione, ma del fatto che manchi informazione ed educazione in merito ne sono purtroppo sicura.
Anche in questo caso omertà e vergogna la fan da padroni. Poi cresco ed è scontato che non sarò mai una donna completa e realizzata se non mi sposo e divento madre. Passa il tempo e con gli anni cade anche il mito del matrimonio, rimane però scontato che non sarò mai una donna completa e realizzata se non divento madre.

Finalmente arrivano i miei anta e finalmente conoscenti e parenti lontani si rassegnano e smettono di chiedermi “quando ti sistemi ?”. Amici e parenti vicini avevano smesso molto prima lasciandomi libera di convivere con chi amo e di viaggiare per il mondo.
Chissà come ci vedranno da grandi le bambine di oggi pensando a noi. Diranno anche loro : “per fortuna non siamo nate 50 anni fa” ?
Di una cosa sono sicura: le generazioni future saranno più libere di scegliere anche grazie a chi, come noi, riesce OGGI a parlare in prima persona di come vivere il personalissimo SENTIRSI DONNA senza giudicare le altre, anche ammettendo che dietro ai nostri giudizi si nasconde a volte la paura, l’umanissima paura del cambiamento culturale e sociale.
E per finire vi consiglio un articolo di Simona Siri, sulla scelta della Jolie, apparso nella fan page Fb di Concita De Gregorio : “….ha fatto bene. Ha fatto bene a parlarne, non a farsi operare. Quella è una scelta troppo personale: non può e non deve essere giudicata. Il corpo è suo, il rischio è il suo…”

Isabella Ferlini
Psicologa e consulente per Rosso Limone

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