Serve ancora il corsivo a scuola?

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Quest’anno, come alcuni di voi sapranno, mi trovo ad essere prevalente in una classe prima e ad insegnare, tra le altre materie, anche italiano ed inglese. Mi trovo quindi ad insegnare a leggere e a scrivere a bambini che praticamente non conoscono alcuna lettera o quasi.

E’ forse la sfida più impegnativa per un’insegnante di scuola primaria che spesso crea tanta ansia quando ancora, passate le vacanze di Natale, non li sentiamo partire con la lettura.

corsivo

Le Nuove Indicazioni Nazionali  per la scuola primaria prevedono l’utilizzo solo dello stampato maiuscolo almeno per quasi tutto il primo quadrimestre per poi passare gradualmente allo stampatello e al corsivo. Tutto ciò ha come obiettivo quello di eliminare alcuni ostacoli per i bambini dislessici o con difficoltà di apprendimento e di consolidare l’apprendimento della lettura e della scrittura per tutti.

Durante il mio primo ciclo come insegnante di italiano (oramai dieci anni sono passati da quella maestrina giovane e spaurita neo immessa in ruolo!) effettivamente ciascuna lettera veniva insegnata e proposta nei tre caratteri. In parole povere: appena presentavo la “a” la mostravo nel carattere maiuscolo – minuscolo e corsivo contemporaneamente e così le prime paroline venivano scritte a scuola e a casa.

Sono passati alcuni anni ma ricordo perfettamente che la lettura era scattata più tardi ed era difficoltosissimo per i bambini la spazialità nel quadretto da mezzo centimetro con quel guazzabuglio di lettere alte e basse che spaziavano da uno a due quadretti.

Quest’anno, invece, essendomi adeguata alle nuove Indicazioni ed avendo presentato solo adesso lo stampato minuscolo e non ancora il corsivo, ho notato che la lettura è scattata immediatamente: a novembre la maggior parte dei bambini, anche quelli non madrelingua italiani che avrebbero in passato avuto parecchie difficoltà, leggevano e riconoscevano correttamente le sillabe. Ora siamo nella fase della traduzione: ho ripreso in mano il libro ministeriale e ho ripetuto tutte le lettere presentandole nel carattere stampato minuscolo.

Personalmente amo poco lo stampatello e faccio scrivere i bambini poco in questo specifico carattere: l’apprendimento delle lettere è però necessario visto che tutti i libri sono stampati in questo carattere. Se posso sbilanciarmi mi sento di dire che la fase della “traduzione” è meno traumatica della presentazione contemporanea dei tre caratteri: i bambini sono più sicuri graficamente poiché sono giù più di tre mesi che usano i quaderno ed hanno abituato la mano a scrivere e conoscono ormai in maniera piuttosto solida le lettere dell’alfabeto visto che è già scattato in tutti loro il meccanismo della lettura. A breve, utilizzando la stessa metodologia, passerò ad insegnare il corsivo che i bambini utilizzeranno poi praticamente per tutta la vita. Ho capito che i bambini si adeguano in maniera piuttosto semplice al passaggio da una grafia all’altra ed è un’inutile esercizio far scrivere più volte la stessa fase nei diversi caratteri.

Eppure qualche stato estero ha completamente abolito l’insegnamento del corsivo a scuola. Non mi stupisco della pragmatica America ma della Finlandia che, dal 2016, non farà più utilizzare questo carattere agli alunni delle scuole primarie.

Mi stupisco in quanto le scuole scandinave in generale sono molto “child friendly” e attente al bambino. Credo quindi che questa scelta sia stata fatta per adeguarsi al benessere dei bambini. In primis è perché l’utilizzo dei tablet dovrebbe totalmente, o quasi, sostituire la scrittura a mano. Come seconda motivazione c’è quella che lo stampatello sia più facile da apprendere e da scrivere.

Personalmente credo che il corsivo non sia una grafia difficile: la mano di un bambino è più abituata a comporre linee curve e tondeggianti che linee spigolose e dritte, almeno dal mio punto di vista e di osservazione. Lo vedo negli esercizi che abbiamo fatto e facciamo in classe per abituare i bambini al corsivo: li vedo più fluidi di quelli che facevano ad inizio anno come propedeutica allo stampato maiuscolo.

Da adulti utilizziamo più spesso il corsivo che non lo stampato maiuscolo, specialmente quando dobbiamo scrivere velocemente. Certo, non sarà la bella scrittura appresa a scuola e spesso è un misto tra lo stampatello ed il corsivo, ma di sicuro è la grafia più utilizzata.

Per concludere personalmente non vedo grossi ostacoli a presentare il corsivo ai bambini a scuola: sono scuole di pensiero ma penso che le tre grafie possano tranquillamente coesistere.

Arianna Simonetti

Maestra, mamma, donna con mille interessi ed attività ... non necessariamente in quest'ordine! Motto della vita: Ama e fai quel che vuoi ... per tutto il resto c'è tempo

UN COMMENTO

  1. Mia figlia è arrivata negli USA in quarta elementare ed era una delle pochissime a saperscrivere in corsivo.
    Ma nessuno qui lo usa, adulti e giovani ragazzi, scrivono tutti in stampatello. Che poi è, a parer io, poco pratico. Non c’è continuità fra le lettere e staccare ogni volta la matita dal foglio è snervante. Ah sì la matita…anche al liceo e probabilmente anche all’università, non si usano quasi per niente le penne 🙁

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