Il Giappone e le attività extra scolastiche

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La primavera in Giappone porta l’inizio dell’ultimo anno di asilo. Mio figlio non è esattamente entusiasta, sente il peso delle responsibilità e ha potuto confrontare il suo solito asilo col simpatico e amichevole asilo nido in cui l’ho portato durante le vacanze primaverili nei giorni in cui ho dovuto lavorare. Per questo, ogni tanto viene a dirmi che vorrebbe andare a scuola (cioè all’asilo nido in cui l’ho portato all’inizio di aprile).

Quindi ci troviamo in una situazione di stallo.

E’ il momento ideale per indirizzare lo scalpitante ragazzino verso una qualsiasi delle attività extra scolastiche. Va bene… ma in quale direzione possiamo guardare?

Il Giappone, come qualsiasi alto paese al mondo, possiede una vasta scelta di attività extra scolastiche. I bambini vengono avviati a queste attività fin dalla più tenera età, continuano o abbandonano per venire subito reindirizzati altrove.

Ma vediamo insieme qualche esempio di attività estra scolastica giapponese.

Per restare sul classico, nella cittadina in cui abito esistono vari centri sportivi che offrono lezioni di ginnastica. Avete capito bene! Per tutti quei bambini che non si accontentano dell’attività sportiva offerta durante le ore di scuola, esiste la possibilità di continuare anche quando la scuola è chiusa.

A quanto sembra, le lezioni di ginnastica sono molto popolari dalle mie parti: esistono varie scuole e insegnanti privati, e i prezzi sono molto “popolari”.

Poi, se vogliamo cambiare genere di attività extra scolastiche, esistono varie scuole (e insegnanti privati) che offrono lezioni di piano. Ora non so dire quali siano le ragioni di questa popolarità, ma sembra che una casa su due contenga un pianoforte, e qualcuno disponibile ad insegnarlo ad altri.

Niente da dire, amo la musica e credo che imparare a suonare uno strumento sia qualcosa che possa tornar utile anche in momenti diversi della vita. Ma forse il piano non è esattamente alla portata di tutti… Ci sono anche scuole musicali. Ne conosco una in zona, ma si basano principalmente sul canto e non sullo studio di uno strumento.

Un altro tipo di attività sportiva che è molto popolare è il nuoto. Esistono varie piscine private (credo che sia abbastanza normale, considerando la lontananza dal mare), e vari tipi di corsi che si rivolgono agli utenti di tutte le età.

L’elenco di attività extra scolastiche potrebbe essere ancora più lungo.

Esistono corsi di arti marziali, corsi di ballo, corsi di calligrafia giapponese…
Ma quali sono gli interessi dei bambini? E come si comportano i genitori?

Qui dove vivo, i genitori giapponesi cercano di indirizzare i figli verso un qualsiasi tipo di attività extra scolastiche fin dalla più tenera età. Diciamo che probabilmente i genitori sperano di riuscire a ritagliarsi un momento libero grazie a queste attività, credo che sia un’aspirazione comune e comprensibile per qualsiasi genitore di tutto il mondo.

Quindi il bambino “deve” frequentare” un corso. Molte volte capita che i genitori decidano autonomamente, iscrivono il bambino/bambina e incrociano le dita sperando che il pargolo scelga di continuare. Questo perchè i corsi costano abbastanza.

Oltre al prezzo del corso, esiste tutta una serie di costi aggiuntivi da sostenere al momento dell’iscrizione, e normalmente queste spese non vengono restituite in caso di rinuncia. Perciò non esiste la possibilità di tentare più di un certo numero di volte, quindi bisogna sperare davvero che il figlio o la figlia non abbandoni il corso che ha iniziato troppo in fretta.

Ci sono persone che iscrivono i bambini ad una delle tante attività extra scolastiche non appena possibile…

Va bene, i tempi sono decisamente cambiati e con loro sono cambiate anche le necessità dei bambini e dei loro genitori, ma davvero voi che leggete potete immaginare di far studiare qualsiasi cosa (e non solo una lingua straniera) a un bambino molto piccolo?

Io non ne sono sicura.
Va bene, mio figlio compirà sei anni in estate, ha i suoi interessi ed è più facile capire cosa potrebbe apprezzare o meno, ma la possibilità di fargli studiare qualcosa prima di cominciare l’asilo non mi ha proprio sfiorata.

In certi casi sono gli stessi bambini a esprimere le loro preferenze, e sta ai genitori cercare di accontentarli. Il figlio di una cara amica studia pianoforte, nonostante lei detesti con tutto il cuore questo tipo di attività lui non ha intenzione di fermarsi.

Per quanto riguarda il nostro piccolo terremoto alle prese con le attività extra scolastiche…

Ammetto di aver posticipato il momento della decisione per anni, e anni. Prima di tutto lui ha cominciato a parlare tardi, e non mostrava particolari interessi per nessuna disciplina (nel senso che si applicava con entusiasmo ogni volta che veniva coinvolto).

Io lo avrei portato a fare nuoto. Forse rimango troppo sul “classico”, ma ho pensato che fosse una buona idea, considerando quanto lui ami il mare sardo (e magari, anche perchè conosco l’esperienza della scuola di nuoto e posso suggerire come farla diventare qualcosa di indimenticabile.

Lui, invece, ha detto che vuole andare a fare ginnastica!!
Considerando il tipo credo che sia una scelta azzeccata, e mi sto muovendo per iscriverlo alla scuola che si trova vicino a casa nostra.

Non abbiamo minimamente preso in considerazione l’idea di iscriverlo a un qualche tipo di sport di squadra, mi chiedo se sia il caso di prendere in considerazione anche questa categoria?!?

Insomma, come potete vedere, anche se non credo che il luogo in cui viviamo rappresenti un impedimento, scegliere uno sport oppure una delle tante attività extra scolastiche per un figlio è sempre un lavoro impegnativo! Spero che voi siate meno indecisi di noi, ma se vi state muovendo in questo periodo vi mando un grosso “in bocca al lupo”.

Vivo in Giappone dove insegno agli adulti che vogliono imparare la mia lingua, mi sono sposata e, quattro anni fa, è arrivato il nostro piccolino. Dopo di lui sono arrivate pure delle soddisfazioni sul lavoro, e ho cominciato a lavorare per un'università della zona in cui vivo.

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