Ultima modifica 24 Novembre 2025

Qualche tempo fa, vi abbiamo parlato di un bellissimo progetto di Educational, che si intitola Il mondo di Marmò, trovate le puntate sul loro canale youtube! (Qui, invece il nostro articolo passato)

Abbiamo quindi deciso di scoprirlo meglio e quale modo migliore se non intervistare i suoi protagonisti: Giulia Mattarella, che interpreta la fata Giulia e Mattia Ferretti che da vita a Marmò.

Il mondo di Marmò: due chiacchere con i suoi protagonisti

Ciao Giulia, la tua Giulia è un po’ fata, un po’ sirena e un po’ elfa… e tu, nella vita reale, in quale di questi ti riconosci di più?

Mi piace pensare che, nella vita reale, mi riconosco di più nella “fata”: perché credo molto nella magia delle piccole cose, della gentilezza. Allo stesso tempo, c’è anche un po’ di “elfa” in me: quella parte un po’ pasticciona che combina guai, inventa soluzioni improbabili all’ultimo momento. Insomma, un mix di sogno e caos controllato.

Mattia, com’è interpretare una marmotta che non vuole dormire mai? Ti è mai successo di sentirti un po’ Marmò nella vita vera?

Marmò dorme abbastanza spesso, quando Giulia arriva nella sua tana lui sta dormendo, si sveglia e poi ha i suoi attimi di isteria, come tutti. A Marmò piace dormire, io non mi sento un pò Marmò nella vita ma ho portato un pò di me in lui.

Giulia, qual è la cosa più bella di cantare con una marmotta? E la più difficile?

La cosa più bella di cantare con Marmò è senza dubbio la spontaneità: il fatto che lui rappresenti un amico “diverso”, simpatico, un po’ pasticcione, ma pieno di sogni. Ogni esibizione può diventare un gioco, una scoperta. La cosa più difficile, probabilmente, è mantenere quell’equilibrio fra divertimento puro e messaggio educativo. C’è una responsabilità nel non banalizzare ma neppure rendere troppo serio ciò che invece è leggero. Altro aspetto difficile: mantenere l’energia con i bambini, che sono sinceri, ti leggono subito se vai “solo” in automatico.

Mattia, Marmò sogna di diventare un musicista… e tu da piccolo? Cosa sognavi di fare?

La musica ha sempre un pò fatto parte della mia vita. Fin da piccolo sognavo di cantare allo Zecchino d’Oro. Poi ho iniziato a ballare e contemporaneamente continuavo a prendere lezioni di canto. Mano a mano che crescevo ho deciso che sarebbe stato il mio lavoro. Quindi poi ho fatto l’Accademia di danza e continuavo a studiare canto.

Giulia, Com’è stato creare un personaggio che, oltre a cantare, deve anche trasmettere fiducia, empatia e magia ai bambini?

In verità non ho fatto un vero e proprio “studio del personaggio”. Prendo ispirazione veramente da me stessa. Per me è servito portare nella recitazione e nel canto quel senso di delicatezza, quella capacità di ascolto e di presenza che un bambino riconosce subito. Allo stesso tempo serve energia, divertimento, “magia” visiva e musicale, un mix che richiede concentrazione e autenticità. Ma ogni volta che un bimbo sorride, mi ricorda perché lo faccio.

Mattia, ci racconti un momento buffo o tenero successo con i bambini durante una performance dal vivo? 

Sicuramente quando i bambini si avvicinano a Marmò per dargli una carezza e posso così scherzare anche fisicamente con loro, ad esempio mordergli una mano. Marmò è molto biricchino. Dovete sapere che ho una strisce dalla quale posso vedere nella console, così posso riferirmi a loro anche con dei particolari. Si sentono presi in causa ed è bello vedere le loro facce. 

Giulia, tu incoraggi sempre Marmò a non arrendersi… ti è mai capitato, nella tua carriera, di aver bisogno di qualcuno che incoraggiasse te?

Assolutamente sì, come tutti, ho avuto momenti in cui ho sentito il bisogno di incoraggiamento. In ogni percorso artistico ci sono momenti in cui ti chiedi “Sto facendo bene?”, “Ha senso questo sogno?”. Avere qualcuno che ti dica “Credo in te” cambia tutto. Penso sia normale aver bisogno ogni tanto di sentir dire “puoi farcela”, “hai talento”, “continua”. E oggi, forse, è anche più bello perché io stessa posso essere quel “qualcuno” che incoraggia, e questo mi dà una grande gioia.

Quanto c’è di Mattia dentro Marmò? C’è qualcosa che hai imparato da lui?

Credo tantissimo, nel senso a parte il fischio che mi è stato chiesto. Di me in Marmò c’è soprattutto nei momenti in cui c’è l’improvvisazione con Giulia. Marmò non vuole mai darla vinta alla fata Giulia, un pò come me. Da lui ho imparato che ogni tanto ha ragione anche Giulia e quindi abbasso la cresta.

Giulia è curiosa delle cose belle del mondo: quali sono le “piccole meraviglie” che ti sorprendono ancora ogni giorno?

Le “piccole meraviglie” che continuo a notare? Sono tante: per esempio un bambino che ti saluta con un disegno fatto a mano per te oppure un sorriso sincero di un bambino che magari è timido, ma poi partecipa attivamente allo spettacolo. Mi sorprende la creatività dei bambini, le loro domande, i loro perché. E mi sorprende che ogni volta che salgo sul palco cerchi di ricordarmi che ogni spettacolo è unico perché ci sono bambini nuovi, emozioni nuove, facce nuove.

Mattia, hai un rito segreto prima di entrare “in marmotta”? Tipo una canzone carica, uno snack o… un ballo scatenato?

Il mio rito segreto è quello di fare streaching al braccio, perché per la mezz’ora seguente il mio braccio e il mio polso ne risentiranno abbastanza. Poi c’è del riscaldamento vocale quindi urla, sirene e non può mancare la sigla cantata a squarciagola.

Giulia, che reazione hai visto nei bambini quando incontri il pubblico? C’è una frase che ti ha colpito, detta da un bimbo o una bimba?

Con i bambini non si scherza! Appena mi vedono, ti scrutano come piccoli detective: ti valutano in un secondo e poi esplode la loro spontaneità. Una volta un bimbo mi ha detto: “Ma le tue ali dove sono?” ed io ho risposto sorridendo: “Non mi servono, sono una fata del bosco!” È restato per un attimo a riflettere, e poi ho capito che, per loro, la magia non sta nelle ali o nei trucchi, ma nel modo in cui riesci a farli ridere, sognare e sentirsi speciali.

Mattia, se Marmò potesse parlare a tutti i bambini in una sola frase, quale sarebbe?

Direbbe che se una marmotta è riuscita a diventare un produttore discografico insieme ad una fata dei boschi, i bambini, allora, non devono mai smettere di credere nei loro sogni. Puntare sempre in alto perché ad abbassare il colpo facciamo sempre in tempo.

Giulia, se potessi usare una magia per insegnare una cosa importante ai più piccoli, quale sarebbe?

Userei una magia che chiamerei “Specchio del Cuore”: farei vedere ai più piccoli che dentro ognuno di loro c’è un talento, una voce unica, una luce , anche se non lo vedono ancora. E li aiuterei a capire che l’amicizia e la gentilezza sono magie vere : che aiutare un amico che “inciampa”, come Marmò, è un gesto magico. Vorrei insegnare che fallire non è il contrario del riuscire: è parte del processo.

Scoprite cosa hanno ancora da raccontarci settimana prossima in un altro appuntamento con loro. E seguite anche l’intervista doppia sulla nostra pagina IG

Classe 1985 nata e cresciuta a Milano, meglio Cormano. Sono laureata in scienze sociali applicate ma nella vita ho fatto un pò di tutto. Da febbraio 2017 ho lasciato il nord per trasferirmi a Catania con la famiglia, rientro nella City a settembre 2024 per godermi a pieno tutti gli eventi che questa città ha da offrire! Sono mamma di due piccole pesti che adoro, anche quando mi fanno impazzire. Dal 2020 ho iniziato a lavorare come content writer/copywriter e successivamente ho preso la qualifica con Meta in Social Media Marketing. Amo viaggiare, la lettura, il cinema, le serie tv, i giochi di società ed il baseball/softball.

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