Eccoci ancora qui a parlare di questo bellissimo progetto il mondo di Marmò e lo abbiamo fatto con altre domande ai suoi protagonisti: Giulia Mattarella, che interpreta la fata Giulia e Mattia Ferretti che da vita a Marmò.
Se vi siete persi la prima parte della nostra intervista la potete trovare qui!
Il mondo di Marmò: due chiacchere con i suoi protagonisti parte 2

Com’è lavorare insieme in un progetto così colorato, musicale e pieno di buoni sentimenti? Vi siete trovati subito in sintonia?
Giulia: Io e Mattia siamo amici da più di dieci anni, quindi la sintonia c’era già prima ancora di iniziare a girare Il mondo di Marmò! Abbiamo condiviso tanti progetti artistici insieme, sul palco e dietro le quinte, e quando ci siamo ritrovati in questo mondo così colorato e musicale è stato come portare avanti un gioco che conoscevamo da sempre. Lavorare con un amico è bellissimo: ti senti libero di provare, di ridere, di sbagliare. E credo che questa complicità arrivi anche al pubblico, soprattutto ai bambini. Insieme abbiamo trovato un ritmo nostro, fatto di risate, canzoni e tanto gioco. È un lavoro dove non puoi fingere: i bambini sentono subito se c’è verità. E credo che la nostra complicità nasca proprio da lì, dal divertirci davvero.
Mattia: La prima volta che sono entrato non avevo visto tutta la scenografia. Eravamo in una sala di registrazione però già ascoltando le prime canzoni avevo capito che sarebbe stata una cosa molto allegra. Iniziare la mattina con quelle canzoncine poi ti restano in testa per tutta la giornata e quindi è impossibile non avere il buon umore. Poi durante la giornata, quando non te ne accorgi, sei li che fischietti o canticchi tutte le canzoni di Marmò. E poi grazie a Marmò riesco a sfogarmi tantissimo perché con tutta quell’energia che ha, poterla buttar fuori è molto liberatorio. Con Giulia ci conoscevamo già, quindi sapevo esattamente che avrei potuto contare su di lei. Tra di noi c’è molto ascolto e questo è un punto a nostro favore, perché riusciamo a capirci.
Avete mai improvvisato qualcosa sul set che poi è diventato parte dello show?
Giulia: Praticamente sempre! I nostri spettacoli sono tutti improvvisati, abbiamo una struttura con dei punti cardine, ma si tratta solo di canovacci che seguiamo. Con Marmò è impossibile non improvvisare. A volte Mattia si inventa una battuta o cambia tono in modo buffissimo, e io devo stare al gioco e da lì nascono momenti che diventano parte dello spettacolo. C’è un momento ormai leggendario: durante le riprese, io sono inciampata su uno dei cubi della scenografia ma ho cercato di restare in personaggio… mentre Marmò continuava a cantare, completamente ignaro! La troupe ha ancora il video e ogni tanto lo riguardiamo tutti insieme ridendo. È diventato un piccolo “cult” del backstage!.
Mattia: Praticamente sempre, ogni giorno. Questo già dalle registrazioni in studio, prima registravamo la base della canzone e poi dicevamo: “ok, ora una versione a caso, improvvisando tutto e quello che ci piace lo teniamo.” La stessa cosa, succedeva quando registravamo la puntata. Spesso io mi lascio andare e Giulia mi segue oppure è il contrario.
Cos’è per te Il mondo di Marmò? Solo un progetto… o qualcosa di più grande?
Giulia: Per me è molto più di un progetto. È un piccolo mondo che ricorda a me stessa che la magia esiste, che si può imparare anche dai più piccoli e che la creatività può davvero cambiare la giornata di qualcuno.
Mattia: E’ partita come un’idea. Abbiamo iniziato a pensare qualcosa del genere ed eravamo nel mio salotto. Abbiamo detto, proviamo ad improvvisare due cose e vediamo cosa può saltar fuori. Dall’idea al ci stiamo divertendo il passo è stato veramente breve. Sperando che possa essere così anche per tutte le persone che ci guardano.

Che messaggio speri rimanga nel cuore dei bambini dopo aver guardato uno spettacolo di Marmò?
Giulia: Vorrei che capissero che va bene cadere, inciampare… anche letteralmente, come me sul cubo, ma l’importante è rialzarsi col sorriso. Che sbagliare non è una fine, ma una parte del viaggio, che i sogni non sono “troppo grandi” e che la gentilezza è una forma di magia reale.
Mattia: Più che un messaggio, quello che vorremmo è far passare del tempo ai bambini in compagnia di un personaggio molto buffo e spiritoso. Quello che vorrei arrivasse loro è che devono essere loro stessi sempre.
Cosa cambia (e cosa migliora) quando ci si rivolge ai più piccoli?
Giulia: In verità io lavoro praticamente solo con i bambini e sono molto felice di questo! I bambini sono il pubblico più sincero che esista: se si annoiano, lo capisci subito, ma se li conquisti, ti regalano una partecipazione pura, totale. Ti danno tutto, ma solo se tu dai tutto. E quando li vedi felici, capisci che hai fatto centro.
Mattia: Sono molto più abituato a lavorare con i bambini e loro richiedono molto l’interazione. I bambini devono essere trascinati dentro lo spettacolo. E’ molto più divertente portare il bambino dentro la storia.
Ringraziamoli ancora tantissimo per la loro disponibilità


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