Il pinguino pedofilo. Casi di abusi ordinari.

Ultima modifica 6 Novembre 2015

imagesAlla notizia dell’ennesimo caso di prete pedofilo, a parte lo sconforto iniziale nei confronti di una istituzione che si “vende” come protettrice dei deboli e degli indifesi, poi prende posto la rabbia.

Quella più di pancia.

Quel desiderio compulsivo e immediato di eliminare fisicamente questi individui che sporcano i sorrisi dei bimbi, invadono le nostre notti come incubi, toccano i nostri figli, rovinano i nostri desideri di mondo corretto.

E allora il ragionamento non c’è più. Non ci va proprio di giustificare, moderarci, gestire. Vogliamo cancellare, rimuovere.

Eliminare Lui. L’uomo nero.

Che sorride dalla foto di questo o quel quotidiano.

Lui. L’uomo nero.

Che ha trovato protezione nell’Istituzione Sacra della Chiesa e si è approfittato del suo gregge.

Lui. L’uomo nero.

Che tormentato di questo suo peccato, si inginocchia tutte le sere davanti a un pezzo di legno a forma di croce e dice qualche preghiera, sottovoce, fa qualche penitenza, si strugge di dolore, e poi?

E poi va avanti. Questo è il suo peccato. Ognuno ha il suo, no?

E poi, quando e se viene scoperto, di solito dopo molti anni, quando i malcapitati bambini crescono, elaborano il torto subito e trovano il coraggio di denunciare, si parla a lungo su come agire.

Come agire????

Carcere? Interdizione? Troppe domande, troppi riguardi e scrupoli solo perchè il criminale, cominciamo a chiamarlo con il suo nome, indossa una tonaca.

Anzi, questo dovrebbe essere un’aggravante. Perchè l’impressione è che molti di questi individui si creino queste comunità oratoriali o di preghiera proprio per pescare future prede.

Ma delle piccole vittime qualcuno si occupa?

Cosa cambia nella mente di un ragazzino quando subisce un abuso sessuale, quando viene tradito da un adulto in cui ha fiducia, a cui viene affidato e che invece viola la sua innocenza, squarcia la tranquillità, rivoluziona il mondo pulito dell’infanzia?

Probabilmente si sentirà ghiacciare dentro, rovesciare la pelle per poi sentirsela riappiccicare, come se nulla fosse accaduto, ma al contrario e per sempre.

Dovrà indossare una maschera, nascondere la vergogna, il senso di colpa perchè è stato oggetto di attenzioni schifose riservate solo a  lui?

Si sentirà diverso in un’età in cui il senso di appartenenza al gruppo è quasi fondamentale. Si chiuderà in se stesso?

Devierà il suo percorso “sano” verso strade tortuose che solo la mente sa riservarci?

Forse tutto questo o forse solo in parte, ma comunque la piccola vittima ha un destino segnato, fatto di silenzi, omertà e tabù. Chi lo risarcirà?

Chi racconta una violenza subita da adulto, e quindi di solito solo donne, racconta di un senso di protezione che scatta durante la violenza, dove il corpo si stacca dalla mente. Per non sentire, per non soffrire.

Ma nell’età dell’infanzia questo non è possibile. Il corpo e la mente sono ancora un tutt’uno e la sessualità non è ancora sperimentata, nè sviluppata tanto da riuscire a comprendere come difendersi.

Quindi? A prescindere dai fatti alla ribalta delle cronache, che poi passano nel dimenticatoio e lasciano una scia di ragazzini e ragazzine rovinati, sarebbe più onesto e produttivo parlare della radice del male.

Perchè di male si tratta. Un male che affligge un’altra vittima.

Si proprio Lui. L’uomo nero.

Partono giovanissimi dalle loro case. Piccoli pinguini neri trasferiti all’interno di piccole cellette a studiare i mali del mondo, peccati originali o presunti tali. Privati dell’età più bella in cui si scopre il corpo e la mente, costretti a rinunciare al piacere sessuale per sempre.

I piccoli pinguini crescono omologati su questo stereotipo di perfezione sublime. Molti non si riconoscono, si sentono frustrati, privati della normalità, di una sessualità che è funzionale come lo sono andare al bagno, mangiare o respirare. Con il tempo assumono un certo potere all’interno di questa o quella comunità, e, quando arrivano altri piccoli pinguini…

Le privazioni estreme creano perversioni. Ed ecco che prendono forma gli abusi.

E questo è quanto accade e continua ad accadere. Da sempre.

A prescindere dal credo, dalla fede, dall’appartenenza religiosa, sarebbe necessario un cambiamento immediato e radicale di liberalizzazione del sesso dei pinguini, che non fa diventare ciechi, non offende nessuno, non crea peccati ma anzi, sarebbe una soluzione non ipocrita allo scempio a cui stiamo assistendo impotenti.

Coprire le contraddizioni sotto il grande mantello papale non porta a nulla di buono.

Non a caso la Chiesa sta perdendo fedeli, perde di credibilità e sensibilità in maniera esponenziale.

Non a caso è stato scelto un Papa “buono”, con messaggi spesso in contraddizione con i grandi must della Chiesa, un Papa moderno e vicino alle gente, trasversale e grande comunicatore.

Una strategia vincente per ora, ma che alla lunga risulterà solo un palliativo.

Michela Cortesi

23 COMMENTS

  1. interessante, quindi chissà come mai (come chiunque si interessi UN MICRON di bambini vittima di abusi sa) la maggior parte degli abusi sono perpetrati da persone con famiglia, interne alla famiglia del bambino, anzi spesso dai genitori stessi.
    Ma che bello usare le vittime di abusi per attaccare una religione che non piace. Che bello che bello.
    Quasi quanto usare i bambini vittime di pedofilia per acchiappare click.

  2. Il punto centrale dell’articolo, a mio avviso, non e’ la bontà di una religione rispetto ad un’altra o la statistica numerica dei crimini orrendi perpetrati a danno dei bambini da parte di chi, per ruolo, natura, e status dovrebbe tutelare, amare e proteggere, nei cui confronti non dovrebbe esserci perdono. Il punto e’ che gli apparati etici non possono essere qualcosa di astratto non calato in una società in evoluzione. Si avverte l’esigenza di un cambiamento immediato, di autenticità, di pulizia interiore ed esteriore. Il sesso e tutto ciò che ruota intorno al sesso, e’ da sempre un tabù strumentalizzato dalla Chiesa cattolica. E questo e’ una dato di fatto, indipendentemente dal proprio credo religioso. Che poi il mostro sia anche in casa, questo e’ un’altro discorso. Trovo di pessimo gusto affermare che una persona che scrive in favore della liberalizzazione del sesso dei sacerdoti voglia strumentalizzare gli abusi sui minori per avere click.
    Ma per favore, sono commenti come questi che frenano progresso, scienza, evoluzione culturale e tutto ciò che ci renderebbe migliori come uomini, sia laici che religiosi.
    Raffaella Clementi

  3. Ritengo, da credente IN DIO quale sono, che qui non sia una questione religiosa. Qui la religione, scusatemi, è stata buttata nel cesso insieme alle peggio cose. Queste persone usano la religione per coprire i propri misfatti e le proprie depravazioni. Perché sanno che non verranno mai toccati. E’ questo che mi fa orrore, proprio come mi fa orrore pensare a genitori che mandano i figli per strada o che abusano di loro.
    Ma quando una mamma cerca quale può essere il posto “ideale” in cui lasciare il proprio figlio, mai ci vien da pensare che l’oratorio possa essere il posto meno sicuro.

  4. che cosa c’entra la religione? quegli essere ignobili cercano un alibi, cercano il mezzo più utile per avvicinare i bimbi senza suscitare allarmi, purtroppo.
    la Chiesa ha una colpa, colpa grave, quella di non avere mai indagato sull’indole dei suoi sacerdoti, e , una volta scoperta la loro immonda natura, li ha coperti, spostati dove potevano comunque delinquere.
    E, anche ora, passa tutto quasi sotto silenzio,.
    Forse ha paura delle reazioni della gente, sicuramente non capisce che additare questi esseri come peccatori gravissimi, allontanandoli dalle proprie file, accusandoli dei loro delitti porterebbe una vera credibilità alle loro parole.

  5. Ciao Michela

    ho letto il tuo articolo ieri che ha suscitato in me alcune riflessioni di carattere generale: nel merito nulla da eccepire, nel metodo e nel respiro credo che:

    il principio di responsabilità mi spinge ad interrogarmi: quale investigazione sull’umanità di un candidato al presbiterato viene svolta da chi di dovere? Prendersi cura dei giovani e più in generale di chiunque ti si accosti implica una pulizia interna che come ricorda Gesù nel Vangelo “se il tuo occhio è limpido tutto il tuo corpo sarà nella luce”. Prima ancora che un accompagnamento per la fede qui siamo di fronte all’ABC antropologico: perché tanti ragazzi infelici e frustrati si accostano al ministero della chiesa cattolica? Esiste forse un problema di identità personale e sessuale che trova accoglienza conforto e consolazione (in forme totalmente distorte) in una struttura solida e secolare?

    Perché la chiesa non si apre ad un confronto aperto e leale con tutti su un argomento così delicato? Come fanno a nn capire che si giocano una grossa fetta di credibilità? A onor del vero un papa che non ho amato (Benedetto XVI) ha avuto il coraggio della denuncia pubblica. Le comunità più esposte (in particolare America occidentale) nei processi civili versano milioni di risarcimento alle vittime. Ma non basta. Ci vuole un cambio di mentalità. Qui la vedo dura nel breve/ medio periodo. Ma non ci sono altre strade e nessun prezzo da pagare è mai abbastanza davanti al dolore innocente e straziante: “meglio mettersi una macina al collo e buttarsi a mare”. Ci saranno altri scandali, rabbia montante e sofferenza senza fondo per le vittime, richieste penali e civili ma la cosa più difficile sarà continuare a fare pressione a livello culturale perché cambi la mentalità, ci si apra al confronto con tutti si modifichino i criteri di formazione. Ripeto: senza pregiudizi e superficialità da parte di tutti. Ma sarà la cosa che meno di tutte interesserà la pubblica opinione: in realtà una cosa necessaria.

    Un ultima parola: Bergoglio è stato scelto perché: è un uomo. Tutti si stupiscono che scriva a Scalfari, vada in giro senza scorta, abbia le scarpe riparate, telefoni alla gente che pubblicamente e giustamente è incazzata con Dio. Io mi stupisco dello stupore. Ma poi capisco che la nostra vita non è più abituata a uomini che facciano gli uomini e donne che facciano le donne. A tutti i livelli. Sono felice che sia un gesuita e soprattutto sudamericano. Là c’è la più alta concentrazione di vitalità. L’Europa ormai è in agonia. Coma profondo. Giusto che se bisogna dare testimonianza alla Vita si scelga un uomo che arriva da dove la Vita è vitale, è all’inizio (che poi è la stessa cosa che dire “vengo dalla fine del mondo”). Gli opposti spesso si toccano. Dicono che è stato messo lì a causa degli scandali finanziari e sessuali. Vero: ma avere un uomo che fa il papa (che resta sempre un ruolo nella vita per quanto di riferimento per milioni di persone) resta altamente educativo: in fondo noi crediamo in un uomo che faceva cose da Dio. Sempre uomo però è rimasto, dall’inizio alla fine.

    Saluti
    Giorgio

    • Grazie Giorgio,
      se leggendo il testo di Michela ho riconosciuto impressioni che condivido, leggendo il tuo commento ho sentito correre un brivido lungo la schiena per la chiarezza e le modalità che hai usato. Tre semplici brevi spunti per una riflessione lunga millenni.
      Qualsiasi altro commento è inutile e non andrebbe ad aggiungere valore, tu hai saputo esprimere senza contrastare o confrontare mettendo davanti dogmi Tu sei entrato nell’essenza.
      Ancora tante grazie

  6. Raffaella, provo ad entrare (imponendomi la calma) nei dettagli:

    – si dà la colpa della pedofilia al celibato dei preti cattolici (evidentemente ci dev’essere qualcosa di diverso per i monaci di altre religioni qui non menzionate o anche per le suore; ma di certo, l’autrice non voleva aggredire il cattolicesimo, no no):

    ora, questo cozza con il banale dato (accessibile a chiunque abbia vero interesse alla questione)rispetto alla maggioranza degli attacchi pedofili, perpetrati sia da uomini che da donne, non inattivi sessualmente, anzi spesso talmente legati al piacere fine a sè stesso da ritenere ingiusto il tabù del sesso con i bambini (e ripeto: non serve aver letto – come ho dovuto fare io – le trascrizioni delle testimonianze dei bimbi vittime dei propri genitori, delle maestre, o di parenti stretti – basta leggere i dati statistici)

    – si dice che tutti (o la maggioranza dei) i preti sono pedofili (stante il fatto che la pedofilia , e anche questo è un dato banalmente confutabile

    – si parla dell’esperienza vocazionale e seminariale in maniera del tutto lontana dalla realtà (rinchiusi nelle cellette? sottoposti a torture psicologiche per parlare male del sesso?), influenzata da qualche film di fantastoria, forse, e non da una ricerca semplice di dati

    – si parla di una chiesa che non conosce le realtà delle persone comuni, e questo, al di là dall’essere smentito dall’osservazione della vita parrocchiale (…dove la maggioranza del consiglio pastorale deve obbligatoriamente essere composta da laici), lo è dallo studio della storia della chiesa, pensando ad esempio al concilio o a come siano state stilate le norme del catechismo relative al comportamento sessuale (a partire da indicazioni concrete di coppie laiche – leggere “la sessualità secondo Giovanni Paolo II”, fra i tanti)

    – si parla di regole e vissuti rispetto al sesso attribuiti alla chiesa che cozzano col catechismo della chiesa medesima – sì, mi di dirà “eh ma allora io ho sempre sentito preti dire blablabla”… a parte che non sono tutti, e non è “sempre”, ma ripeto, carta canta, il catechismo (che è molto vecchio) parla chiaro, il sesso per i cattolici è gioia, è condivisione, è procreazione solo se è responsabile procreare (tant’è che sono ammessi metodi con la stessa efficacia provata della pillola), certo, molti ci fanno una colpa di vedere il sesso solo come dono reciproco e segno d’amore, quindi confinato ad una relazione uno-a-uno, ma va bè, non tutti possiamo essere d’accordo.

    detto questo,resta il fatto che è stato pubblicato un articolo palesemente disinformato e disinformante, scritto da una persona che, nella sua presentazione, non chiarisce che competenza avrebbe per valutare percorsi psicologici e/o religioni (e infatti infila strafalcioni a più non posso)

    un articolo livoroso che suscita livore.

    un articolo che mostra come, in realtà, delle vittime di pedofilia interessi ben poco, all’autrice.

    E attira click.

    (non linko il mio blog per non essere accusata di fare altrettanto)

    • Mi dispiace. Il livore lo vedo in te. E’ un articolo che esprime un’opinione, senza pretendere di essere la verità assoluta che è solo degli invasati o indottrinati. Mi fermo qui perchè io non sono abituata ad offendere, ti invito d’ora in poi a fare altrettanto. La cultura occidentale, influenzata da sempre della Chiesa, vi ha insegnato che, se non condividete un pensiero, è per forza sbagliato. Rilassati e pensa positivo. Non siamo nate peccatrici 😉

    • Cara Dabogirl, fermo restando che rispetto le sue opinioni e che le avrei rispettate anche se non fossero state suffragate dalle tanto a lei care statistiche, spero che possa chiarirmi e, forse, chiarire anche ad altri che hanno seguito la diatriba generata da questo post, un paio di cose:
      Perché in un magazine che ha nel pay-off la parola “opinione” a lei stupisce che chi scrive esprima un’opinione? Mi sembra del tutto coerente, così come non mi sembra campata in aria la teoria che la castità obbligatoria possa sfociare in perversioni sessuali. Ritengo invece anch’io, come lei, che sia esagerato pensare che tutti i preti siano necessariamente affetti da turbe, anzi, pur da ateo quale sono, credo che comunque siano la stragrande maggioranza i preti che condannano e soprattutto non praticano la pedofilia.
      Un’altra perplessità me la genera il fatto che lei dia per scontato un disinteresse dell’autrice riguardo le vittime, a favore, invece, di un’attenzione al numero di click. Come lei ben sa, dato che qui scriveva anche lei (non ve n’è più traccia, ma io lo ricordo perfettamente), gli autori non percepiscono denaro e, francamente, la vanagloria che può fornire la visibilità di un magazine settoriale come questo, non mi sembra sufficiente per giustificare un atteggiamento così meschino.

      Se mi risponderà, spero non infervorata, la ringrazio anticipatamente.

      Ps Un consiglio: per non essere tacciata di “predicare bene e razzolare male”, proverbio peraltro facente riferimento proprio ai preti, credo che, a firma dei suoi commenti, le converrebbe non usare il suo nickname o almeno usarne un altro, altrimenti qualcuno potrebbe accusarla di essere alla ricerca di click per il suo blog, il quale (ma sono sicuro che, confidando nella sua buonafede, sia non sia voluto), se non erro contiene proprio la parola Dabogirl.

  7. No, scusatemi. Ma cosa diavolo c’entra la religione in questa cosa?
    Io sono cattolica, vado tutti i giorni in chiesa, credo in Dio, ma i preti pedofili esistono. sono purtroppo uno dei motivi per cui molti oggi non credono più. Il nuovo Papa metterà ordine, vedrete.In ogni caso a mio avviso vi state infervorando troppo.
    Ci sono vittime di stupro da parte dei preti. ci sono o no? Si, ci sono. Allora di cosa vogliamo parlare?

  8. ciao, mi aggiungo anche io.
    vi leggo da tempo anche se non ho mai commentato, diciamo più per pigrizia che altro.

    Michela, ma tu hai un blog? Perchè se si, mi piacerebbe seguirti. Non ne ho trovato traccia nel tuo articolo, per quello te lo chiedo dato che mi sembra di aver capito che hai scritto l’articolo solo ed unicamente per farti pubblicità.
    E se la pubblicità era legata al magazine sul quale sto scrivendo allora mi sembra più che lecito.
    Non mi trovo sempre in accordo con te, ma mi piace leggerti per conoscere la tua opinione in merito ad alcuni fatti della vita, diciamo che ci trovo spunto per riflettere.
    Ci sono argomenti che danno fastidio, spesso quando vengono attaccate cose in cui si crede. Ma credo che si debbano comunque affrontare.
    Non credo che l’articolo sia stato scritto da una persona disinformata sui fatti, anche se in fondo un po’ tutti lo siamo visto che mi auguro nessuno di noi abbia subito abusi da un prete.
    Che competenza dovrebbe avere l’autrice? Una cacciatrice di Preti pedofili? Allora avrebbe più competenze? Una religiosa? Oppure basta semplicemente essere una persona che denuncia una cosa per altro vera.
    O ancora meglio, una mamma che come me ha un figlio grande che frequenta la chiesa. Vi giuro che molte volte mi sono chiesta se era giusto fargli frequentare la parrocchia. Mi è capitato più di una volta di pensare… e se capitasse anche a mio figlio?
    Ecco, forse è li da ricercare la risposta, al di la della religione.
    Il prete è una figura di cui ci si fida, come possiamo pensare che possa fare del male alla persona che ci è più cara al mondo?
    Ecco, mie care amiche, io molto sinceramente, piuttosto che litigare se c’entra o meno la religione, su chi ha più o meno competenza, se ci si vuole fare o meno promozione analizzerei l’articolo partendo dalla verità: I preti pedofili esistono, e sono una cosa bruttissima.

    Maria Antonietta
    Mamma di Andrea e Viola, 12 e 14 anni.

    • Ciao Maria Antonietta,

      sono contenta di sentire che mi segui sul sito ma, francamente, non capisco perchè attribuisci questo articolo all’intenzione di volermi fare pubblicità.

      Il pinguino pedofilo è l’analisi di una piccolissima parte del problema pedofilia e prova a dare una possibile soluzione alla fine dell’articolo stesso. Non è vertià assoluta. Non è un’accusa contro tutti i preti, ma solo un’analisi. Non ho scritto la solita frase che “non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio”, perchè credo fosse implicito.

      Non ho un blog, per scelta. Ma mi puoi scrivere qui, è stato un vero piacere!

      Buona giornata mamma Maria Antonella!!

      Michela

      • ahahah michela. sei grande.
        io ero ironica perchè davo seguito al commento precedente, per quello ti chiedevo del blog.
        in ogni caso hai fatto bene a commentare così, sia mai altre persone che leggono la pensino come te e interpretino male il mio commento.
        alla prossima!

        • ero in dubbio infatti…argomento delicato, non si sa mai!!!

          Apprezzo i cervelli fini come te!
          Grazie mille !

          A prestissimo

    • Maria Antonietta, avevo 13 anni la prima volta che ho frequentato l’oratorio estivo e dall’anno successivo sono entrata a far parte del gruppo giovanile che si occupava dei ragazzi e dei bambini, eravamo tutti laici accompagnati dal parroco. Ogni anno alla nostra comunità veniva assegnato un seminarista oppure un Missionario, ragazzi come noi che avevano intrapreso la strada del sacerdozio. Posso dire di aver passato la mia gioventù all’interno della chiesa,sono stati anni belli e sereni, ne conservo un buon ricordo.
      Le domande che ti fai sono legittime, penso però che coi figli si debba costruire un dialogo anche su argomenti che pertengono la sessualità, su quello che riteniamo sia corretto e su quello che è probabile incontrare. In questo caso quando un figlio si trova davanti a situazioni che sono conosciute sa come reagire.

      • infatti..il problema è prevenire..a seguire una favola per bambini e ragazzi.. Il pinguino pedofilo. Chissà se troverò un editore disposto a pubblicarlo..ho i miei dubbi, fondati!

  9. Scusami tanto dabo ma eviterei di parlare del percorso storico della chiesa perché l’elenco delle nefandezze pepretrate ai danni di donne e popoli non ha eguali.
    E lo dico da credente. Credo in parole che dicono di amare il prossimo come te stesso e di non goidicare. Ma devi essere onesta e riconoscere che la bassezza umana ha stravolto principi meravigliosi a proprio vantaggio. Soldi potere controllo. Da sempre la chiesa controla e sopratutto nasconde. La chiesa è anche di gente meravigliosa. Preti e suore che davvero usano la loro vita per fare del bene. Ma cavolo quando si fa una cazzata o una cosa orrenda con l’abito addosso perché semplicemente non la condannna? ??? Michela non cercava nessun click. Lo vedi tu perché come spesso accade se si discute su ciò che ci è caro si reagisce. Perché non è impossibile ma anzi sarebbe doveroso dire io credo ma un prete pedofilo mi fa schifo. Punto.
    Non ha fatto una generalizzazione assoluta. Ha detto ciò che pensa sul come mai ce ne siano cosi tanri. Senza contare quelli che sono nascosti dalla chiesa e non arrivano fino ai giornali.
    Ammettere che la chiesa abbia e stia sbagliando non vuol dire credere di meno. Solo esssere onesti. La religione serve ad illuminare la vita non a coprire con la fede ciò che non funziona.
    Nemmeno io ho letto tutti i dati che leggi tu ma questo non vuol dire che non si possa esprimere un’opinione. E dire a Michela che cerca un clik mi sembra davvero ofrensivo. Tu hai la tua opinione altri la loro. Se poi si clicca mi piace evidentemente chi legge condivide la sua opinione e magari non la tua. Pazienza no?

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