Il progetto “Smart Future”

Ultima modifica 4 Luglio 2013

E’ notizia recente che a settembre alcune scuole italiane, tra le più meritevoli, saranno selezionate per attivare il progetto “Smart Future” che prevede l’utilizzo di LIM, tablet ed Internet a banda larga in classe. Entro l’a.s. 2014/2015, 300 classi, di cui 50 che partiranno già a fine anno, saranno provviste di tutti gli strumenti tecnologici necessari per utilizzare LIM e tablet in classe nonché software studiati per l’apprendimento quali quiz interattivi ed una piattaforma digitale sulla quale è possibile pubblicare i propri lavori.
Gli insegnanti, per essere preparati ad utilizzare con competenza questi strumenti, seguiranno dei corsi di formazioni specifici.

Il progetto è sicuramente meritevole ed è targato Samsung, che dopo averlo esportato in 27 paesi del mondo ora sbarca in Italia. Anche se questi numeri sono poco noti e si parla sempre si spesa pubblica da tagliare, l’Italia è al penultimo posto degli Stati europei di cui si hanno notizia, per investimenti nel settore scuola: solo il 4,7% del Pil Nazionale contro una media Ocse del 6,3%. Ben venga quindi che un privato entri per investire nella scuola anche se devo dire che l’ex Ministro Profumo aveva tentato di dare una svolta “tecnologica” all’istruzione italiana con il Piano Nazionale Scuola Digitale che prevedeva una serie di azioni (i progetti Lim, cl@ssi 2.0., Scuol@ 2.0) e di interventi come l’introduzione graduale dei libri digitali entro il 2014 ma poi cambiano i Ministri e restano solo i buoni propositi.

Da insegnante posso dire che con la tecnologia a scuola siamo davvero messi male. Quasi tutte le scuole sono provviste di Lavagne Interattive ma alcune (come ad esempio la mia) ne ha solo una nel plesso installata nel laboratorio multimediale che resta ovviamente poco utilizzata o usata come semplice proiettore.
Le LIM dovrebbero essere installate in ogni classe in modo che l’insegnante possa utilizzarle durante le sue lezioni: parlo di fotosintesi clorofilliana? Ecco che mostro un video che illustra molto meglio di tante mie parole. Sto spiegando gli Egiziani? Ecco che mostro le foto delle piramidi, delle animazioni e uno spaccato di vita del tempo in 3D.
L’uso della LIM deve essere ipertestuale,deve creare dei collegamenti perché è così che immagazzina le informazioni il nostro cervello. Ecco perché la tecnologia è un valido strumento per l’apprendimento ma se usato nel modo giusto. Una LIM sola non basta,così come un tablet o un solo portatile perché altrimenti sono utilizzati solo in maniera limitata.
Purtroppo progetti meritevoli come questi sono riservati sempre a pochissime scuole, quelle più “meritevoli”, come se fosse un premio, quando invece dovrebbe essere la normalità

Tornando ai tablet e ai kindle a scuola ho già espresso la mia opinione qualche tempo fa sull’utilizzo nelle scuole  e ribadisco il mio pensiero. Nelle prime classi della scuola primaria, a mio modo di vedere, è poco pratico. I nostri figli sono nativi digitali e tutti usano la tecnologia ma non tutti la usano nel modo giusto.
Alcuni bambini, per la verità, non hanno nemmeno il computer o vivono in famiglie che ne fanno scarso uso e se molti sono agili alcuni davvero non riescono a muoversi agevolmente. In alcuni paesi europei come la Svezia, dove ho una cara amica e collega, li usano da tempo ma lì le scuole sono iper tecnologiche e si reggono grazie anche a finanziamenti e sponsor privati.
Di certo il libro digitale non esclude quello cartaceo né la pratica della scrittura e della “bella calligrafia” ma credo che buoni lavori potrebbero essere fatti a partire dalle classi terminali della scuola primaria. In ogni caso mi auguro che questi siano i primi passi soprattutto verso una nuova sensibilità: quella dell’investire nell’istruzione e nella formazione dei nostri figli.

 

Arianna Simonetti

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