Incapacità o indifferenza?

Ultima modifica 20 Aprile 2015


Forse, quando leggerete, il Presidente del Consiglio avrà un nome ed un volto anche se non ancora la fiducia…forse…

O, forse, i giochi incoscienti, i personalismi, il pensare solo al proprio interesse avranno avuto il sopravvento e la nostra povera Italia avrà subito l’ennesimo scacco e starà scivolando verso l’abisso.

Poche le speranze che nostra classe politica ritrovi un minimo di dignità che le consenta di ragionare in maniera sufficiente da trovare un qualche accordo pratico per supportare un governo che sia in grado di emanare norme efficaci per rianimare la nostra agonizzante economia, a tant’è spes ultima dea e allora…

Cerchiamo di supporre che almeno qualcuno degli eletti riesca a capire, anche se ci sembra vano sperare che qualcuno di quei cervelli ottenebrati, avulsi dalla realtà, possa realmente comprendere la vita dei comuni mortali, quella che si svolge senza privilegi e le laute indecenti prebende di una casta autoreferenziata che, nei fatti, dimostra di ritenersi molte spanne al di sopra della gente comune, convinta com’è che diritti e privilegi, autoconcessi , siano intrinsechi al loro status indifferenti all’efficacia dei risultati del loro (non) lavoro, risultati che si sono dimostrati fallimentari e le cui pesanti conseguenze non pesano sulle loro spalle, ma su quelle del popolo sovrano.

Popolo sovrano? Che ironia!!!

Lo spettacolo che sia i neo che i rieletti hanno dato di se nei 50 giorni decorsi dal termine della tornata elettorale è stato talmente indecoroso e irresponsabile che non esistono parole adatte a stigmatizzarlo.

Non sono riusciti ad eleggere un Presidente della Repubblica a causa di veti incrociati, di nomi invisi a questo o a quello, della presunzione di alcuni di avere loro l’esclusiva di presentare un nome, un personaggio da votare, l’unico proponibile, l’unico, il loro.

E domandavano e si domandavano: perché non vogliono votarlo?

Sicuri, della loro supremazia, della perfezione della loro scelta.

Di contro altri non sono riusciti a presentare un nome su quale trovare l’accordo all’interno del loro stesso partito, e fin qui…nulla di nuovo sotto il sole, ma non si sono accontentati, sono scesi ancora più in basso: ufficialmente si sono dichiarati d’accordo, nella riunione ufficiali i grandi elettori (?) di quel partito hanno votato all’ unanimità, un nome, poi nel segreto dell’urna, 100 di loro, cento, ne hanno votato un altro.

È il massimo, nemmeno la capacità di opporsi a viso aperto, nemmeno un sussulto di franchezza, no, la doppiezza più assoluta, vigliacca, ignobile.

Hanno, per l’ennesima volta, dimostrato la loro doppiezza, la loro incapacità di sostenere il ruolo che hanno voluto e cercato non per quello spirito di servizio più volte millantato, ma per il bene delle loro tasche , come più volte dimostrato.
Forse non tutti sono così, forse…
Ma quando si degneranno di dimostrarlo non a parole, ma segnando a dito i colpevoli, prendendo le distanze da loro e proponendo ( e votando) provvedimenti atti ad espellere i colpevoli dai loro partiti e dalle aule parlamentari.

Ma questa, forse, è solo un’ utopia..

Sapete, mi sono stufata di sentire che la politica ha dei costi e che quantunque gli stessi, almeno in Italia, siano troppo alti e che è vero che sia necessario diminuirli, ma che, comunque, i risparmi conseguiti sarebbero solo briciole insufficienti a qualsiasi cosa, perché non è vero!!!

Non è mai stato vero!!!

I risparmi, i denari risultanti non sarebbero poca cosa, anzi.

Perché non si tratta solo di diminuire gli stipendi, i vari annessi e connessi, il numero dei percettori, ma anche eliminazione degli sprechi, delle spese inutili, degli sfarzi eccessivi dei palazzi non ultimo il Quirinale, della razionalizzazione delle regioni con un minimo di territorio e di abitanti, di tutti quegli organismi che non servono a nulla se non a distribuire favori a personaggi trombati, con la razionalizzazione delle spese e via discorrendo.

Non sarebbero solo esempi come i nostri vanno cianciando, sarebbero soldi da destinarsi a necessità effettive, ma loro non lo sanno, perché non hanno neppure una pallida idea di quanto ammontino, non conoscono la somma delle spese che ordinano, perché a loro non interessa, vogliono una casa? La ordinano.

Non ci sono i soldi? E che importa, i debiti non sono mica i loro.

Vi rendete conto che, ad oggi, nessuno sa a quanto veramente ammonti il debito del settore pubblico allargato verso i fornitori?

70, 90, 140 miliardi? Lo sapremo mai?

Lo sapranno mai?

Nonna Lì

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