L’incoerenza positiva degli insegnanti

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Dialoghi di una mattina di metà seconda:
-Mae posso andare in bagno?? 
-Eh no ora che abbiamo appena iniziato!…Ok vai! Corri! Non correreee!

-Mae non ho capito io… queste col meno non le ho capite.
-Eh, ma se ti chiedo della macchinina in tasca, sai tutto! Guarda che a chi non sta attento le maestre non rispiegano eh… dai vieni a fare la prossima alla lavagna, le facciamo insieme.

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Che hai fatto? Perché piangi?
-Voglio la mamma…però.
-Ma ormai sei grande abbastanza dai! Vieni un attimo in braccio.

-Adesso guarda che pizzata di compiti a casa se non parlate a bassa voce e segno anche i nomi di chi fa confusione eh!
-Ma se facciamo piano ci cancelli??
-No assolutamente
Mezz’ora dopo
-Mae hai cancellato i nomi! 
-Ah, sì, vero…. per stavolta… sì vero

Gli insegnanti non sembrano sempre coerenti, no.
Anzi, a volte rasentano la bipolarità.
Ma tutto ok. Tutto ok.

Si prova ogni giorno a dare la via giusta, ma con la mezza misura. Anche un quarto, se serve.
Si prova a far comprendere, ma senza spaventare.
Si prova.

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Certo che la strada uno la conosce, e pure bene, ma non si può certo passare con i cingoli sulle margherite.
Vi presento le margherite (forse mi prendete in una giornata buona…)

Immaginate la scena di oggi:
“Bimbi, oggi ci mettiamo sotto: calcoli difficili. Addizioni e sottrazioni, ma di quelle che scansati!!”
E sono lì che ti guardano, chi non vede l’ora, chi non vede l’ora che arrivi ricreazione, ma comunque si mette giù e lavora.

Uno per volta si mettono alla prova, lì, davanti alla lavagna, perché a scuola si gioca, si scherza e si fatica.

Li guardo uno alla volta: sguardo corrucciato, serve un aiutino? Contano e scrivono cancellano e riscrivono.
Il momento in cui il risultato è giusto: lei controlla e il sorrisone dice “Ho fatto bene”, le due laggiù cancellano perché hanno sbagliato (“Ecco avevo ragione io!” “Eh, anche io ero indecisa”) e poi continuano a parlottare di chi ha fatto bene cosa… ma a me sta bene così, e lui alla lavagna fa un saltino di soddisfazione.
“Dai che ne facciamo ancora insieme finché non diventiamo bravissimi, issimi. Di più”

Sono io che li metto in difficoltà quotidiana e ci sta che spesso, in un attimo di “illuminazione” mi renda conto quando spingo troppo col rimprovero. E allora faccio un passo indietro.
La bilancia dell’insegnante è sempre sbilanciata dalla piuma della sensibilità, dalle reazioni bambine, dall’uguale per tutti che spesso non può essere.
Ma da fuori non si vede, e se si vede non si comprende.

I bambini, invece, capiscono cosa c’è per uno e per l’altra, gli entusiasmi e le delusioni che si misurano sulla persona. Sanno perfettamente che i traguardi raggiunti vanno festeggiati, ma alcuni di più. Sanno che i rimproveri hanno una misura che dipende tanto da ciò che si dà e si riceve. Sanno perfettamente che la loro maestra è “incoerente” perché  ha i suoi motivi, e non si lamentano della sua bilancia quotidianamente sbilanciata.

Loro lo sanno perché. Più stiamo insieme e più lo sanno. Questo basta.

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Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

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