Incredibile, ma vero!

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

regione siciliaPrima erano 93, saliti poi a 97 tra assessori, consiglieri e alti funzionari della regione Sicilia gli accusati di aver utilizzato gli ormai famigerati fondi a disposizione dei gruppi per spese improprie,  di aver acquistato oggetti assolutamente non assimilabili a necessità proprie della politica.
A meno che …a meno che quei signori pensino che a loro tutto sia dovuto, che possano utilizzare il denaro messo a loro disposizione, per altri scopi, per soddisfare i loro capricci, atteso che i lauti compensi autoassegnati non sembrano, loro, essere sufficienti.
È ben vero che i signori siciliani non sono i soli ad essere incorsi in quegli incidenti di percorso, anzi sono in ottima compagnia.
Ovunque la magistratura si sia attivata, ovunque ripeto, hanno colto politici con le mani nel sacco.

E le loro penose giustificazioni…sarà un errore del commercialista… non sapevo  che non si potesse…quelle erano spese di rappresentanza, omaggi, regali di Natale…e, infine, non erano specificatamente vietati!
Ma neppure  permessi!

Questo sembra essere sfuggito a lor signori, sembra che non conoscano il significato delle parole, che non comprendano la loro lingua natia, che siano stati paracadutati nei loro consessi molto per caso e senza sapere senza conoscere, senza…^
Ma che ci si può aspettare da coloro che trovano giornalmente escamotages per giustificare il loro operato? Per aggirare a loro solo uso e consumo leggi e regolamenti?

Uno per tutti: recepito il risultato del famoso referendum con cui, a voto percentualmente bulgaro, i cittadini di questo paese avevano abolito il finanziamento pubblico ai partiti, avevano immediatamente approvato una legge su un ipotetico rimborso elettorale, dando allo stesso un significato diverso da quello letterale perché tutto tranne che un rimborso era, ed è tutt’ora, quella dazione di denaro pubblico ai partiti che siedono in parlamento.
È chiaro che more solito, tutti gli indagati giochino sul mancato divieto di comperare, con quelle somme,  slip piuttosto che mutandine o cravatte, vini pregiati o champagne d’annata e altre amenità del genere.
Certo che nessuno che avesse un briciolo di cervello sarebbe stato sfiorato dal pensiero che denaro pubblico erogato per spese per il funzionamento della politica o per il fantomatico rimborso per spese elettorali sarebbe stato utilizzato per tale genere di acquisti e, pertanto, nessuno, ripeto nessuno, ha trovato strano che non ne fosse fatta menzione nè divieto nelle relative leggi.

Ma, visto a posteriori e atteso l’atteggiamento degli interessati, un dubbio sorge spontaneo : forse, forse che si sia trattato dell’ennesimo gioco, che lor signori abbiano agito con cognizione di causa credendo così di gabbare l’elettorato e la magistratura, pensando di poter godere comunque di una sorta di immunità anzi di impunità?
E, scoperti, si difendono con un impudenza che oltrepassa i limiti dell’ impossibile, palesando incredulità e un’ ingenuità che, se fosse vera, dimostrerebbe senza dubbio alcuno la loro incapacità di far parte della classe che ci governa o, almeno, ci dovrebbe governare.
E questo sarebbe, è  già grave, gravissimo, ma non basta.

A loro non basta, perché continuano a approfittarsene come per il passato, come se nulla fosse accaduto, come se nessuno avesse scoperto i loro altarini, ma questo non è tutto.
In una situazione di crisi come quella in cui versa il nostro paese, con l’impoverimento generalizzato, con il continuo crescere della disoccupazione che ha ormai, da tempo, superato i livelli di guardia, il parlamento regionale siciliano ha deliberato un aumento alle prebende degli eletti!
Non ci sono parole utili ha descrivere il sentimento che questo episodio suscita e, anche se le trovassi, non potrei scriverle, non sono abituata ad usare termini che, quei personaggi meritano.

Sdegno? Non basta!
Ma, credo, che ognuno di coloro che leggeranno queste parole, le troveranno facilmente nel loro cuore…..
Vergogna…purtroppo questo sentimento è a loro estraneo!

Nonna Lì

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